BabeleFase2: il traffico digitale cala, le vendite no

Questo periodo ci ha insegnato e continua ad insegnarci che il digital è sempre più un rifugio per un’impresa sicura anche in tempi di grande e assoluta crisi.

Sono molti i siti web, specialmente editoriali ed e-commerce che hanno visto impennate del traffico a livelli quasi mai visti prima. Il motivo lo abbiamo quasi del tutto evaso nel titolo: il Covid.

La fase2, al contrario, sembra il preludio al crollo di queste curve di traffico e alla ripresa dell’economia “fisica”. Riaprono bar, riaprono uffici, riapre quasi tutto e chi non trae beneficio sono le varie attività sul web.

Tutto normale, verrebbe da pensare, le persone tornano alla loro vita e hanno meno tempo per essere connesse online. E in effetti il ragionamento fila, se non per il fatto che esistono delle nicchie che invece, anche questa volta, avranno una bella impennata (tutto dipende, come al solito!).

Proprio al riguardo della famigerata fase2, sono venute fuori molte “mancanze” di cui le aziende sono di fatto colpevoli… a giusta ragione, oserei dire.

Chi se l’aspettava una pandemia di queste proporzioni?

Le aziende, specialmente i negozi, dovranno dotarsi di vetri e pannelli di plexiglass divisori, sia tra clienti (come nel caso dei ristoranti) che tra operatori (come negli uffici di pratiche pubbliche, i supermercati e tutte le attività simili).

Tra i requisiti maggiormente impegnativi sicuramente figurano anche le termocamere, e navigando online ho avuto modo di sperimentare chi già ha colto l’occasione per dare suggerimenti su quale sia la migliore. Ad esempio, questo articolo sulla termocamera consiste in una mini-guida interamente dedicata alle telecamere di misurazione termica che andranno apparentemente installate o quantomeno possedute da tutti i titolari di attività economiche aperte al pubblico.

Stesso discorso per le mascherine, ma su questo fronte si è ampiamente discusso in ogni testata online, magazine e blog, in quanto prima che il governo agisse sui prezzi, calmierando l’intero mercato, sono spuntati fior di e-commerce dotati d’improvviso di un grandissimo numero di modelli di mascherine sanitarie e non.

La “corsa agli armamenti” pare del tutto superflua, vista anche la chiara direttiva governativa per cui questa fase rappresenti soltanto un test, volto peraltro a valutare il buon operato dei cittadini e soprattutto dei lavoratori oltre che “le buone intenzioni del virus”.

Restano forti dubbi su quanto questa fase possa rivelarsi davvero utile, certo è che anche in questo frangente la gara per accaparrarsi un predominio economico è appena iniziata, pur nella strana ambivalenza del mercato.

Questo periodo ci ha insegnato e continua ad insegnarci che il digital è sempre più un rifugio per un’impresa sicura anche in tempi di grande e assoluta crisi, che per quanto qualche dato di traffico possa calare, esisteranno sempre nicchie altrettanto sofisticante da essere sufficientemente remunerative.

Per dirne una, prima della fase economica calante, su internet impazzava la vendita delle pistole massaggianti, le pagine su instagram non facevano altro che parlare di questi aggeggi e le recensioni degli influencer famosi del mondo dello sport si accavallavano tra loro. Non sarebbe una scoperta rendersi conto che tra giusto poche settimane (al massimo un paio di mesi) si iniziasse a parlare soltanto di termometri, le sopracitate termocamere e divisori di plexiglass… ricordando che per le mascherine alla moda siamo già super attrezzati!

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