E(li's)booksMorire è un mestiere difficile di Khaled Khalifa è finalista al Premio Gregor Von Rezzori 2020. Recensione

A decidere la morte e la vita è sempre un documento

Morire è un mestiere difficile di Khaled Khalifa è finalista al Premio Gregor Von Rezzori 2020, mercoledì 27 magio alle 17.00 è possibile assistere in streaming alla conversazione tra l’autore e Hisham Matar QUI

Il libro Bulbul ha appena perso il padre, che giace in un ospedale di Damasco. L’ultima promessa che gli ha fatto è stata di seppellirlo accanto alla sorella nel suo paese natale, vicino ad Aleppo. Solo quattrocento chilometri, ma a separare le due città c’è un solco ben più profondo: Damasco infatti è sotto il controllo del regime di Assad, mentre Aleppo è nelle mani dei ribelli. Viaggiare dall’una all’altra con una salma si rivela presto un compito molto arduo, che Bulbul condivide con il fratello Huseyn e la sorella Fatima. Tra controlli, sbarramenti e minacce i tre ricostruiscono insieme il ricordo del padre e il loro legame, un appiglio di umanità tra i marosi della guerra. Con questa odissea dolorosa e surreale Khaled Khalifa racconta di nuovo il presente siriano e ci mostra senza sconti la quotidianità di chi vive tra le macerie.

La mia lettura

Ho tutti e tre i romanzi tradotti in italiano di Khaled Khalifa quindi oltre a Morire è un mestiere difficile anche  Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città e Elogio dell’odio, ho cercato di approfondire la mia conoscenza del mondo di Khaled Khalifa perché la situazione siriana è una delle più complesse da comprendere per chi come noi assiste a distanza ai continui massacri che vengono perpetrati ai danni della popolazione civile e perché Khaled Khalifa non si è mai mosso da Damasco, come dice sempre: “Questa è casa mia, io resto” è dunque testimone oculare.

Quel che colpisce in questo romanzo è la constatazione che la morte in Siria è un fatto di poca importanza, qualcosa che non suscita sorpresa men che meno se succede di morire per morte naturale come avviene al padre dei protagonisti del romanzo. In Morire è un mestiere difficile Khaled Khalifa con approccio laterale racconta la Siria del passato e la Siria del presente, come sappiamo nonostante la Siria abbia un limitato peso economico, demografico e militare, è considerata un attore geopolitico regionale importante, ricopre il ruolo di qalb al-urubah (cuore dell’arabismo), identificare chi è buono e chi è cattivo è difficile, Bulbul vive in un quartiere abitato da cristiani che non esitano a perseguitare e usare atti di violenza verso i musulmani, i ribelli invece odiano chi appoggia il regime e viceversa, è un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.

La solitudine, la violenza, l’amore non realizzato, l’obbedienza, il rispetto dei diktat di quel che resta di una cultura che a fronte del caos e della distruzione non ha neppure più senso, c’è tutto questo in Morire è un mestiere difficile.

Il viaggio che racconta Khaled Khalifa è una descrizione degli abusi del potere, della corruzione, del terrore che paralizza tutti, è anche un modo per parlare di cose più amene come il cibo, la geografia dei luoghi in cui si svolgono le vicende.

La Siria è un insieme di culture e di religioni, ci sono arabi sunniti per la maggior parte e diversi gruppi minoritari: alauiti, kurdi ,cristiani, drusi , ismaeliti, turkmeni, sciiti , circassi , yazidi , ed ebrei, la sopravvivenza è difficile per tutti, vivere è sicuramente più faticoso che morire.

Questa saga familiare ci presenta personaggi molto umani che si preoccupano, nonostante tutto, anche dei sentimenti, che rimuginano sugli “spostamenti del cuore” e guardano al passato come a un rifugio, il solo in cui trovare consolazione.

Le donne emergono per la loro personalità decisa, ricoprono un ruolo importante nelle vite di questi uomini che appaiono vulnerabili davanti all’amore, non c’è traccia di speranza purtroppo, la sfiducia nel futuro è evidente, un senso di solitudine profonda e di impotenza pervade i personaggi, Bulbul soprattutto, che in questo viaggio trova l’opportunità per capirsi meglio, per ritrovarsi.

Una storia dolorosa, Morire è un mestiere difficile che l’autore riesce ad alleggerire con ironia e disincanto, è un bel romanzo che consiglio di leggere e incrocio le dita per il premio che potrebbe andare proprio a Khaled Khalifa.

Morire è un mestiere difficile – Khaled Khalifa – Bompiani (traduzione di M. Avino) Pp 208 € 9,99 eBook, € 16,15 copertina flessibile

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