E(li's)booksPerchè non mi è piaciuto Finchè il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi

Un romanzo che mi ha ricordato temi anni Ottanta

Finchè il caffè è caldo

Il libro

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere.

La mia lettura

Finchè il caffè è caldo è il romanzo di esordio di Toshikazu Kawaguchi , regista e sceneggiatore giapponese, quando ho scelto di leggerlo è stato perché gli autori e autrici giapponesi riescono spesso a coinvolgermi emotivamente, la loro caratteristica è o travolgermi completamente con quel senso di desolazione che spesso connota le loro storie o trascinarmi in quelle altrettanto tipiche atmosfere oniriche, surreali.

Finchè il caffè è caldo è una storia che non è riuscita in nessuna delle due cose. Mi spiego: pur essendo lo stile dell’autore impeccabile, pur avendo la capacità di far esplorare al lettore l’ atmosfera rarefatta di questa caffetteria singolare, secondo il mio personale gusto, non riesce altrettanto bene a far cogliere i sentimenti e le emozioni che sono alla base delle storie dei vari personaggi che si avvicendano nella caffetteria allo scopo di recuperare l’occasione perduta per non aver rimpianti.

Mi ha fatto pensare alla Banana Yoshimoto anni Ottanta però senza la verve della sua penna affilata. In Finchè il caffè è caldo  il contatto con la realtà al di fuori dalla caffetteria è quasi inesistente e gli argomenti trattati, come la malattia per esempio, rimangono così … stemperati che non mi hanno fatto provare alcun sentimento nei confronti dei personaggi, sono stata semplice spettatrice.

Le storie che racconta l’autore in Finchè il caffè è caldo trasmettono questa sensazione di speranza consolatoria, sono storie comuni in cui ci si può facilmente immedesimare ma io le ho trovate così scontate e con poco mordente che mi sono sinceramente annoiata, i pensieri dei personaggi sono  piatti, così lineari che non ho trovato stimoli.

Mi dispiace!

Finché il caffè è caldo

Toshikazu Kawaguchi

Traduttore: Claudia Marseguerra

Editore: Garzanti

Pagine: 192 p., Brossura

€ 15,20 brossura  – ebook € 4,99

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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