E(li's)booksPiccola città di Silena Santoni. Recensione

L’amore, specialmente passata la cinquantina, fa brutti scherzi

In libreria dal 27 maggio Piccola città di Silena Santoni

Il libro

In Piccola città ci sono una serie di interrogativi: è possibile scendere a patti con la vita quando il tuo mondo crolla? Per Folco Fantechi pare di no. Attore di grande successo, un incidente gli compromette l’uso di una gamba. Per lui la vita finisce lì fino a quando incontra Ilaria, insieme a lei ritrova fiducia ed entusiasmo. Ma una  sciagura travolge anche la sua esistenza e stavolta non potrà evitare di fare i conti con la realtà. Ma da chi si dovrà difendere? Da una sorte che sembra perseguitarlo, da chi ha irreparabilmente incrinato la sua “piccola città” o da se stesso?

La mia lettura

Piccola città è il secondo romanzo di Silena Santoni, come nel primo ha nuovamente scavato nella psicologia dei suoi personaggi, in questo caso soprattutto del protagonista, Folco, che deve fare i conti con l’ossessione del fallimento che nel suo caso è il principale responsabile del suo blocco psicologico e purtroppo molto complicato da superare perché deriva da una intervenuta menomazione fisica che annulla tutte le sue certezze come uomo e attore.

Leggendo Piccola città e incontrando Folco assistiamo a tutti quegli atteggiamenti tipici di una persona psicologicamente provata, Folco tende a catastrofizzare le conseguenze di ogni sua azione, il suo “dialogo interiore” è sempre negativo, la tendenza a concentrarsi sulle “doverizzazioni” aumenta notevolmente il suo stress e quindi anche quando arriva nella sua vita un nuova luce, Ilaria, ecco che annaspa, non sa come gestire la cosa.

Ma a mettere a repentaglio ancora di più il suo equilibrio è lo shock post traumatico con cui sarà costretto a fare i conti dopo un attacco terroristico e il sentimento di odio nei confronti di chiunque consideri responsabile dell’atto scellerato.

Silena Santoni in Piccola città passa da una storia personale ad una storia più universale, ha raccontato le tensioni sociali, la paura dell’altro, l’impotenza davanti agli imprevisti della vita.

«Tu non sei italiano» gli dico.

«Sono marocchino, di Casablanca.»

«È per questo che non vuoi bere. Eh? Sei musulmano.»

«E se fosse?»

«Sei di quelli che il venerdì vanno a sniffare i tappeti

della moschea col culo per aria.»

«Cazzo dici? Ma che vuoi?»

Un coro di voci, proteste, braccia che si insinuano a separarci.

Il marocchino è il doppio di me e ha la metà dei miei

anni, ma non mi lascio intimidire: «Spacci droga? Violenti le ragazze? Sei venuto a casa nostra a fare quello che non puoi fare a casa tua?»

Ce la farà Folco a liberarsi dall’ odio, dal livore? Riuscirà a  riprendersi la sua vita, a smettere di cercare colpevoli e a sentirsi a sua volta in colpa? Bisogna che lo scopriate da soli …

Piccola città – Silena Santoni – Giunti Editore Pp 264, € 18 Rilegato

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Linkiesta Paper Estate 2020