Ipse Dixit1974

Il 25 settembre 1974 sul prato verde dello stadio milanese di San Siro si affrontarono due nazionali di calcio. Si trattava di una partita amichevole, oggi regolarmente riconosciuta dalla FIGC ma non omologata dagli organismi internazionali del calcio.

©Francesco Scaccianoce

Il 25 settembre 1974 sul prato verde dello stadio milanese di San Siro si affrontarono due nazionali di calcio. Si trattava di una partita amichevole, oggi regolarmente riconosciuta dalla FIGC ma non omologata dagli organismi internazionali del calcio.

Italia vs Scozia. Terminò con un netto successo azzurro: 3 a 0.

Semplicemente una delle centinaia di partite amichevoli disputate nel tempo dalla Nazionale? Se dovessi seguire il mio modo di vedere lo sport direi “assolutamente si”. In realtà l’incontro venne considerato (allora e negli anni a seguire) come un accadimento straordinario e totalmente fuori dal consueto. Quasi una sorta di “partita di esibizione”. Le due squadre nazionali schieravano infatti esclusivamente giocatrici di sesso femminile.

Con quale spirito si avvicinarono quarantasei anni fa i protagonisti a quell’evento? Le calciatrici e lo staff delle squadre sicuramente con trepidazione, emozione, gioia e probabilmente con un pizzico di ansia.

Il pubblico (diecimila persone) in larga parte era convinto di andare a vedere uno show, qualcosa di parallelo e nel medesimo tempo qualcosa di alternativo al vero sport. Una sorta di circo di Buffalo Bill in salsa pedatoria con premiazione finale effettuata dal molleggiato della via Gluck, il milanesissimo Adriano Celentano.

La stampa (Rigoletto aveva ragione, noi cronisti a volte siamo davvero una vil razza dannata) gigioneggiò sull’avvenimento con una buona dose di cinismo camuffato da ironia.
La rosea scrisse che diecimila scettici, diecimila curiosi, dopo essersi chiesti cosa fare per passare la serata, si dissero: “andiamo a farci quattro risate”.

Il titolista si superò, partorendo un capolavoro della letteratura giornalistica: “L’Italia sembra l’Olanda, purtroppo sono SOLO DONNE…”.

Altre testate cercarono di essere meno mordaci, pensando che in fondo le calciatrici avrebbero potuto essere tranquillamente “le nostre mogli, le nostre fidanzate, le nostre amichette, cugine, cognate…” e poi… PORTANO QUATTRINI. 

Qualcuno certamente non mancherà di ricordami che erano altri tempi. E’ vero, erano altri tempi. Per fortuna di noi tutti erano tempi che vedevano le donne combattere importanti battaglie di civiltà, esponendosi in prima persona e portando a casa una serie di risultati storici che hanno contribuito non solo all’emancipazione femminile, ma anche alla crescita dell’intera società italiana.
1 dicembre 1970: entra in vigenza la legge numero 898 sul divorzio.


9 dicembre 1977 – Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – legge 903 – articolo 1 – “E’ vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalita’ di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attivita’, a tutti i livelli della gerarchia professionale.”


22 maggio 1978: sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicata la legge 194 “ Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.


Ma nel calcio – inviolabile roccaforte del maschilismo – nel 1974 siamo ancora indietro anni luce, anche se il desiderio di giocare a pallone delle ragazze italiane risale addirittura agli anni venti del Novecento, quando a Milano nacque il primo team di calcio femminile.

Per approfondire questa bella storia vi invito leggere “Giovinette, le calciatrici che sfidarono il Duce”, scritto da Federica Seneghini per i tipi di Solferino.

Aurora Galli (Juventus FC) ©Francesco Scaccianoce

5 ottobre 2020. Stadio Giuseppe Meazza in san Siro – Milano, ore 20,45. Per la prima volta, con tutti i crismi dell’ufficialità, la serie A di calcio femminile disputa una partita di campionato sul tappeto erboso della Scala del calcio.  Milan vs Juventus, partita di cartello tra due delle più forti squadre italiane.

Il triplice fischio di avvio cancella d’un sol colpo i ricordi di quel 1974; Milano ha fatto ammenda.

Seguendo i social delle giocatrici delle due squadre si capisce come questa per loro non sia una partita come le altre. Il fascino del catino di san Siro non lascia indifferenti né le calciatrici italiane né le ragazze straniere ed i post che guardano alla data fatidica si ripetono a raffica.

Purtroppo la pandemia covid le priva del piacere di giocare con gli spalti riempiti in ogni ordine e grado; le tribune sono punteggiate da soli mille spettatori tra i quali spiccano le ragazze e le bambine delle giovanili ac Milan in divisa sociale.

Giovanili ac Milan ©Francesco Scaccianoce

La cronaca, come sempre, la riduciamo ai minimi termini.

Temperatura mite, campo perfetto, diretta Sky con telecronaca di Gaia Brunelli e commento tecnico di Martina Angelini, a bordocampo Mario Giunta.

La Juventus trova velocemente il vantaggio su calcio di rigore al minuto 12: fallo ingenuo di Čonč su Cernoia e fischio arbitrale che assegna la massima punizione.

Cristiana Girelli segna il gol della vittoria su rigore ©Francesco Scaccianoce

Dal dischetto Girelli fredda Korenčiova per lo 0-1. Il primo tiro del Milan arriva al 17′ con Linda Tucceri su calcio piazzato, Laura Giuliani blocca con facilità.

Forte del vantaggio la Juventus si muove con maggiore disinvoltura e controlla agevolmente la partita.  Al minuto 31 la girata di testa di Girelli è facile da neutralizzare per Korenčiova.

Il Milan, inizialmente frastornato dalla rete subita, prova farsi vedere al minuto 36;  Giuliani respinge di pugno una punizione di Agard, al 41′ il tiro dal limite di Dowie esce di poco. Ancora Milan in prossimità dell’intervallo quando in pieno recupero Bergamaschi scatta sulla fascia destra, crossa per Dowie che da posizione defilata sbaglia la conclusione.

Il secondo tempo vede un Milan più reattivo, più preciso e meno arruffato. L’ingresso di Miriam Longo porta maggiore vitalità all’attacco ed al minuto 75 il Milan va molto vicino al pareggio. Cross dell’indomita Linda Tucceri Cimini per Bergamaschi che di testa anticipa Giuliani ma mette alto.

Minuto 78, sempre Milan, lancio di Mauri, tocco di Dowie e colpo di testa di Giacinti, la sfera esce alta sulla traversa bianconera. L’occasione della vita è creata da due neo entrate proprio all’ultimo respiro della gara: sponda di Spinelli e destro ravvicinato di Salvatori Rinaldi che termina sopra la traversa.

©Francesco Scaccianoce

Vince la Juve, corsara in trasferta, con il primo gol di Cristiana Girelli al Milan.

Nessuno può dire che la Juventus non abbia meritato il successo e nel medesimo tempo nessuno può sostenere che il Milan non avrebbe meritato almeno il pareggio.

La Juve vola solitaria al comando della serie A dopo quattro turni, il Milan si assesta al terzo posto insieme alla Fiorentina di Cincotta ed al sorprendente Empoli. Al secondo posto troviamo uno spumeggiante Sassuolo. Il meglio deve ancora venire, il campionato promette scintille.

MILAN-JUVENTUS 0-1

Milan (4-3-1-2): Korenčiova; Bergamaschi (43’st Vitale), Fusetti, Agard, Tucceri Cimini; Mauri, Jane (43’st Spinelli), Čonč (18’st Longo); Grimshaw (43’st Salvatori Rinaldi); Giacinti, Dowie. A disp.: Piazza; Rizza; Kuliš, Rask; Tamborini. All.: Ganz.

Juventus (4-3-3): Giuliani; Hyyrynen, Boattin, Salvai, Sembrant; Pedersen, Galli, Rosucci (31’st Caruso); Cernoia (31’st Staskova), Girelli (37’st Maria Alves), Bonansea (37’st Hurtig). A disp.: Bacic, Tasselli, Skovsen, Zamanian, Giordano. All.: Guarino.

Arbitro: Marcenaro di Genova.

Gol: 12′ rig Girelli (J).

Ammoniti: 7’st Hyyrynen (J).

Rita Guarino (Juventus FC) ©Francesco Scaccianoce

 

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