Ipse DixitIL S’EST FAIT VIGNERON

“Lui, sorridendosi, vi leggerebbe, almeno per un decennio della sua lunga vita, un percorso scalare, ascendente nella passione, lievemente acclive per gli scarsi risultati”.

“Il s’est fait vigneron – Ai tralci di Alessandro Manzoni” è il titolo di un interessante volume che, appena pubblicato, ho avuto il piacere di ricevere in dono, fresco, freschissimo di stampa.

Si tratta di una pubblicazione del Centro Nazionale Studi Manzoniani, curata da tre eccellenti personalità della cultura italiana; il prof. Angelo Stella (Presidente della Fondazione Studi Manzoniani), la dottoressa Jone Riva (responsabile della conservazione scientifica del Museo manzoniano) e la dottoressa Maria Goffredo (direttore della Biblioteca Nazionale Braidense nonché responsabile del Fondo Manzoniano).

In una sessantina di pagine, eleganti e curatissime, si possono seguire le vicissitudini di un Alessandro Manzoni, da sempre grande appassionato di agricoltura, che prova a cimentarsi con l’arduo impegno del viticultore nella sua tenuta di Brusuglio.

“Lui, sorridendosi, vi leggerebbe, almeno per un decennio della sua lunga vita, un percorso scalare, ascendente nella passione, lievemente acclive per gli scarsi risultati”.

Il volume prova a riunire un corpus di documenti epistolari che, a partire dal 1829, illustrano la passione di Alessandro Manzoni per la viticultura e la vinificazione, una passione sostenuta dall’accurata ricerca e dallo studio dei vitigni francesi ed indigeni. 

Il tutto impreziosito dalla riproduzione fotografica di documenti originali, patrimonio di inestimabile valore.

I milanesi apprezzeranno particolarmente le rime di congedo di Carlo Porta, in dialetto meneghino, che chiudono la pubblicazione. 

Carlo Porta, l’amico di Manzoni che “attivo un tempo al Monte di Napoleone , invita oggi ad un brindisi, non per gli imperatori, ma tra di noi e per tutti i non noi, certo coi vini nostrani, che oggi significa della ‘ampia ‘ terra”.

Quel Monte di Napoleone, oggi via di fama mondiale che sbuca sulla via Alessandro Manzoni, che un tempo ospitava l’abitazione del Porta al civico 2 e la residenza di Tommaso Grossi al civico 1. Quel Monte di Napoleone sotto il quale scorre il Seveso, quel Monte di Napoleone che ospitava il coordinamento delle forze insorte durante le Cinque Giornate di Milano e dove Giuseppe Verdi compose nel 1840 il Nabucco.

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“Il s’est fait vigneron – Ai tralci di Alessandro Manzoni”, un gioiellino, è disponibile presso La Casa del Manzoni, in via Morone 1 a Milano.

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