E(li's)books“Il lettore presente” per imparare a leggere ad alta voce.

Bisogna metterci la voce!

Che leggo molti libri ve ne sarete accorti, non solo per questo spazio su Linkiesta che gestisco da anni, ma anche per www.leggoletteraturaamericana.com che ho creato perché diventi una sorta di  “baule” di conoscenze, letture ecc.  sugli Stati Uniti.

In virtù della mia “condizione” di lettrice forte ho voluto fare il corso Il lettore presente condotto da Loris Rampazzo (a Vicenza) allo scopo di apprendere i rudimenti della lettura ad alta voce.

Che cosa ho scoperto grazie a Loris?

Intanto che non so leggere, o meglio, leggere per sé stessi non è come leggere per gli altri (sembra banale lo so ma … provare per credere), far comprendere un testo a chi ci ascolta, soprattutto un testo che gli altri non conoscono, è difficilissimo, basta un nulla per dare ad una frase, a una parola, un significato che estrapolato dal contesto potrebbe non essere corretto.

Loris ci ha fatto riflettere sulle parole a cui la nostra voce, in modo non proprio spontaneo, si deve “appoggiare” per riuscire a trasmettere il senso di una frase.

Leggere ad alta voce attiva entrambi gli emisferi cerebrali, è un ottimo esercizio per non perdere la concentrazione e per chi ha desiderio di correggere dizione o accento di certo è un metodo efficace.

Leggere ad al voce è un dono che facciamo a noi stessi perché si ha la sensazione di entrare in sintonia col testo, di capirlo meglio, ed è un dono che facciamo agli altri .

Non so se lo sapete ma a Cuba, nelle fabbriche di sigari, spesso c’è una sorta di palco con un microfono, mentre gli operai e operaie lavorano una persona legge loro libri o giornali per aiutarli a vivere la giornata lavorativa in modo meno pesante.

E’ una tradizione che risale al 1860, in una intervista di molti anni fa ho letto:

“Gricel Valdes-Lombillo, ex insegnante di scuola, ha fatto per 20 anni il lettore ufficiale di una fabbrica di sigari. La mattina leggeva le notizie del Granma, il giornale ufficiale del Partito Comunista Cubano, poi, durante la giornata tornava sul palco per leggere un libro.

Gricel Valdes-Lombillo, disse all’intervistatore:
“E’ un lavoro che non mi stanca. Mi sento una persona utile perché dono a tutti un po’ di conoscenza e cultura. I lavoratori qui mi vedono come consigliere, consulente culturale, uno che conosce il diritto, la psicologia e l’amore. Terminata la lettura del giornale, i lavoratori avanzano richieste su temi che vorrebbero ascoltare durante la giornata. Possono scegliere argomenti che vanno dai romanzi classici e moderni come il Codice da Vinci, così come libri occasionali che trattano svariati argomenti come il giardinaggio e il bricolage.

Io lo trovo bellissimo!

Loris mi ha fatto scoprire che si può modulare la voce servendosi del diaframma, mi ha spinta a riflettere sulle frasi e rallentare, io leggo velocemente perché leggo molto anche per lavoro e quindi ho sviluppato un metodo tutto mio, i miei occhi sono una sorta di scanner, guardo le pagine e ne colgo il contenuto, è strano non ve lo so spiegare … ma è così!

Leggere ad alta voce è differente, le parole vanno pronunciate chiaramente e possibilmente correttamente, senza mangiarsi lettere, vocali, intere sillabe!

Insomma, esperienza da provare e coltivare, noi siamo un gruppetto di 8 persone, lezioni fatte in presenza e in completa sicurezza, oggi ultima lezione purtroppo su Zoom. In quanto a me ho scelto come esercizio per la mia  lettura ad alta voce Revolutionary Road di Richard Yates .

Vi lascio con questo brano tratto da uno dei primi racconti di Flannery O’Connor , «Il raccolto» che narra di una donna che si siede e comincia a scrivere un racconto:.

La signorina Willerton era una grande sostenitrice di quella che chiamava «arte fonetica». Affermava che l’orecchio sapeva leggere quanto l’occhio. Le piaceva esprimersi in quel modo. «L’occhio forma un’immagine», aveva detto a un gruppo di ascoltatrici della United Daughters of the Colonies, «che può esser dipinta in astratto, e il successo di un progetto letterario» (la signorina Willerton adorava quell’espressione, «progetto letterario») «dipende dall’astrazione che crea nella mente e dalla qualità tonale» (la signorina Willerton adorava anche l’espressione «qualità tonale») «che l’orecchio registra».

La qualità tonale, ecco il punto!

P.S. Non mi azzardo a leggere questo brano ad alta voce è difficilissimo…

 

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