Ipse DixitLa tempesta perfetta

Il calendario ha voluto programmare il derby di Milano, maschile e femminile, nello stesso fine settimana. Una casualità molto interessante che consentiva, alla vigilia, l’aprirsi di una serie variegata di possibili scenari.

©Francesco Scaccianoce

Il calendario ha voluto programmare il derby di Milano, maschile e femminile, nello stesso fine settimana. Una casualità molto interessante che consentiva,  alla vigilia, l’aprirsi di una serie variegata di possibili scenari.

Per chi avesse vinto entrambe le gare si sarebbero aperte le vie del trionfo. Una doppia sconfitta avrebbe rappresentato un tonfo insopportabile. Nel mezzo, una serie di altre ipotesi che di certo nessuno avrebbe sottoscritto alla vigilia.

Nel derby della serie A maschile Ibra & co. conquistano i tre punti portando a casa un successo che mancava da troppo tempo.

Nell’ambito della massima serie femminile il Milan scende in campo con i favori del pronostico. Le avversarie nerazzurre, reduci dalla partita enigmatica giocata contro la Roma, hanno la necessità di svoltare nettamente rispetto ad un avvio di stagione tutt’altro che gratificante.

Diretta Sky e TimVision, protocollo Covid19 gestito dal Milan con la consueta precisione svizzera, giornata gradevole e campo del centro sportivo Vismara di Milano in perfette condizioni.

In tribuna non possono mancare i vertici della società rossonera, Ivan Gazidis, Paolo Maldini e Frederic Massara, da sempre osservatori molto attenti del team femminile di Ganz.

Insieme a loro sui gradoni di cemento del Vismara anche Marco Fichera, lo schermidore azzurro (grande appassionato di calcio femminile) che alle Olimpiadi di Rio vinse l’argento nella spada a squadre con Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli.

Maurizio Ganz (AC Milan) e Valentina Bergamaschi (AC Milan) ©Francesco Scaccianoce

La rifinitura pre-partita e la lettura della distinta ufficiale evidenziano diverse novità. La prima riguarda una delle calciatrici più importanti del Milan; Valentina Bergamaschi è ferma ai box a causa di una lesione al quadricipite della gamba destra. Claudia Mauri e Christy Grimshaw siedono in panchina.

Sul fronte nerazzurro panchina anche per Regina Baresi e Stefania Tarenzi; fiducia confermata per il “trio dinamite” di mister Sorbi; Marinelli, Regazzoli, Merlo. Ad Ilaria Mauro spetta l’onere di dare qualità alla squadra.

La terna arbitrale è coniugata in questa occasione totalmente al femminile; arbitra la signora Maria Marotta della sezione di Sapri coadiuvata dalle signore Lucia Abruzzese e Veronica Vettorel. Assisteremo ad un arbitraggio assolutamente all’altezza delle aspettative, nel corso del quale non sono mancate decisioni importanti che hanno richiesto prontezza e personalità. Molto bene.

Al fischio di avvio l’Inter parte di gran carriera, ma al primo ribaltamento di fronte viene colpita. Dowie entra in area e di piatto destro trafigge Aprile. Siamo solo al minuto 5, doccia fredda. La squadra di Sorbi sembra più convinta rispetto a quanto visto nel passato e si ributta subito all’attacco. Si tratta di un atteggiamento che produce i suoi frutti visto che dopo soli due minuti arriva il pareggio.

Gloria Marinelli (FC Internazionale) ©Francesco Scaccianoce

Punizione ben indirizzata, stacco solitario di Marinelli che colpisce di testa; Korenčiová raccoglie la sfera nel sacco. 1 a 1.

Al decimo del primo tempo la giovane numero 1 nerazzurra blocca la bomber della nazionale Giacinti. Al minuto 25 Marinelli salta di netto Fusetti ma calcia a lato.

L’incontro sembra equilibrato ma il Milan sa quando arriva il momento di colpire al cuore e, senza timidezza alcuna, stende le avversarie in soli quattro minuti. Si scatena la tempesta perfetta. 

Valentina Giacinti (AC Milan) esultanza gol ©Francesco Scaccianoce

Sugli sviluppi di un corner Dowie marca la sua doppietta personale ed a seguire Giacinti chiude il match con un rasoterra di sinistro che trafigge Roberta Aprile.

Nella ripresa, giusto per togliere ogni velleità risorgimentale all’Inter, Čonč al minuto 48 porta il Milan sul 4 a 1.

Ilaria Mauro prova al minuto 51 a cogliere la marcatura personale, al minuto 56 Vitale battezza la traversa, al minuto 60 penalty per la squadra di Sorbi. Intervento sciaguratissimo di Rizza in scivolata e massima punizione a disposizione di Marinelli. Bello il tiro e bellissima la risposta di Korenčiová che disinnesca il pericolo in tuffo.

Maria Korenciova (AC Milan) calcio di rigore ©Francesco Scaccianoce

Prima del triplice del fischio di chiusura si avvicendano in campo diverse atlete in entrambe le formazioni; debutto in serie A per Maria Vittoria Nano, classe 2003 del Milan.

Il Milan vince ancora e siamo a cinque su cinque nei confronti con le cugine  interiste (tre in Serie A e due in Coppa Italia). 

Milan. Cresce a vista d’occhio per personalità e coesione. A centrocampo Jane finalmente riesce a sprigionare tutto il suo potenziale tecnico. Guarda, ragiona, gioca in un unico tempo. In difesa a Rizza si può tranquillamente perdonare la stupidaggine che ha causato il rigore. Un episodio, una leggerezza all’interno di una prestazione solida e convincente. 

Federica Rizza (AC Milan) ©Francesco Scaccianoce

Čonč torna al gol, l’ingenuità di san Siro è ormai messa alle spalle. La slovena è un’atleta senza mezze misure, sempre a gas pieno, da vera trascinatrice del suo reparto. Dowie è la più bella sorpresa della stagione; determinante, probabilmente insostituibile. E poi Giacinti, che esulta per il gol, che raccoglie gli applausi convinti dei presenti dopo essere andata a segno, che scatena tutta la sua adrenalina. Gli stessi applausi che le andrebbero tributati per come gioca senza palla, per come si porta via le avversarie, per gli spazi che crea, per come genera insicurezza e tensione nelle difese avversarie. Insomma un bel Milan, convincente e divertente. Se giocassimo a fare il pagellino della gara nessuna delle ragazze di Ganz andrebbe sotto un bel 7 pieno.

Inter. Nonostante il pesante score finale, L’inter di Sorbi ha dato segni di ripresa. Nella partita con la Roma aveva subito passivamente per l’intero incontro, salvo poi centrare il pareggio con una magia, un jolly pescato nel modo giusto e nel momento giusto. Contro il Milan ha dimostrato per prima cosa di avere carattere, di non rimanere in ginocchio alla prima difficoltà e di essere in crescita. Attualmente naviga a centro classifica, ma pende un ricorso del Napoli per i tre punti conquistati a tavolino dalle nerazzurre. Bisogna avere pazienza e lavorare in prospettiva futura. 

MILAN-INTER 4-1

MILAN (3-5-2): Korenčiová; Vitale, Agard, Fusetti; Rizza (47’st Nano), Čonč, Jane, Rask (17’st Mauri), Tucceri Cimini; Dowie (47’st Longo), Giacinti (47’st Salvatori Rinaldi). A disp.: Piazza; Spinelli; Grimshaw, Kuliš, Morleo. All.: Ganz.

INTER (4-3-3): Aprile; Merlo, Auvinen (36’st Rincón), Kathellen, Bartoňová; Alborghetti, Simonetti, Regazzoli; Marinelli, Møller (11’st Tarenzi), Mauro (27’st Baresi). A disp.: Marchitelli; Debever, Quazzico; Catelli, Pandini. All.: Sorbi.

Arbitro: Marotta di Sapri.

Gol: 5′ e 28′ Dowie (M), 7′ Marinelli (I), 32′ Giacinti (M), 3’st Čonč (M).

Ammonita: 22’st Merlo (I).

Maurizio Ganz (AC Milan) ©Francesco Scaccianoce

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