Pop cornNasce “La166”, la prima birra lucana prodotta con le eccedenze del pane

Nasce in Basilicata la prima birra prodotta dalle ecendenze del pane. Il progetto è firmato dallla onlus "Io Potentino"

L’economia circolare, spiegata bene. Si potrebbe raccontare così la nuova Birra “La166”, tutta lucana, nata da un’intuizione semplice ma al tempo stesso geniale della Onlus “Io Potentino”: produrre birra utilizzando il pane invenduto dei nostri panifici. Come spiega in una recente intervista uno degli animatori di questo progetto, Francesco Romagnano, “Magazzini Sociali nasce a Potenza il 14 Dicembre 2014, giorno della prima donazione ricevuta. E’ un progetto di contrasto alla povertà alimentare dell’associazione Io Potentino Onlus; ci occupiamo quotidianamente di recupero e distribuzione di eccedenze alimentari in applicazione della Legge 166/2016 (più conosciuta come “Legge Gadda”) che consente la donazione di prodotti invenduti, con difetti di confezionamento o con TMC (Termine Minimo di Conservazione) superato consentendo di destinare gli stessi primariamente al sostegno di quelle fasce della popolazione che vive una condizione fragilità economica”.  L’associazione “Io Potentino” gestisce il Punto Magazzini Sociali dal 27 Luglio 2016, un hub  in cui viene stoccato e distribuito quanto recuperato.

Il lancio della Birra “La166” è avvenuto di recente in un noto locale potentino ed è stato un successo. Nel giro di pochi giorni sono già finite le prime scorte di birra tant’è che il birrificio, anch’esso lucano, si è già messo a produrne altre. C’è anche tanta innovazione tecnologica  a sostegno del progetto “Magazzini Sociali”, vera e propria eccellenza lucana basata sul concetto del riuso. Per garantire e divulgare la tracciabilità delle donazioni, metodo necessario per dare massima trasparenza all’intera operazione, è stato rilasciato un applicativo web creato per l’utilizzo simultaneo e ottimizzato per i differenti dispositivi connessi alla rete internet che permette, attraverso un database, di raccogliere ed elaborare una importate quantità di dati e garantire così la tracciabilità delle donazioni, materiali e monetarie, nonché la possibilità della gestione aggregata dei dati a seguito di report e/o analisi degli stessi. Per ogni singola referenza vi è un barcode abbinato che permette quindi di risalire alla filiera della donazione.

Il progetto “La166” non si fermerà solo alla produzione della birra ma ha l’ambizione di diventare una vera e propria dispensa solidale composta da prodotti ai quali, attraverso la loro trasformazione, sarà data nuova vita. Dalla Basilicata parte la rivoluzione dell’economia circolare, con una best practice che apre una nuova frontiera.

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