E(li's)booksOtto di Roberta Calandra

Ogni momento della vita in cui sei priva di coraggio è un momento perduto.

Il libro

Otto è il simbolo dell’infinito e questa storia parla delle infinite potenzialità della vita e della sua forza primigenia, l’amore. I protagonisti di questa lunga favola sono due, anche se si ritrovano, a loro insaputa, a rivestire i panni di otto vite diverse, amandosi costantemente attraverso i secoli. Prima sono Philippe e Olympia durante la Rivoluzione Francese: un libertino e una rivoluzionaria. Diventano Gabriel e William, due poeti romantici dell’800, poi Milena e Greta in un lager, per finire ad amarsi come Giacomo ed Elena, un uomo e una donna in posizione scambiata rispetto ai ruoli di partenza. Una sorta di “Orlando per 4” in salsa di Encyclopedie, una favola sull’amore, sulla passione, sulla resilienza. Prefazione di Giovanni Mastrangelo.

La mia lettura

Otto, il libro di Roberta Calandra, è tratto dall’omonimo spettacolo teatrale già vincitore del  Premio inediti Elsa Morante 2012.

Quattro coppie e le loro relazioni sono il tessuto su cui l’autrice ha ricamato questa trama ricchissima di simbolismi, approfondimenti di temi che toccano le corde più profonde dell’essere umano, è un continuo vibrare di sentimenti che con la loro intensità si propagano nel tempo presente e passato in un ciclo ininterrotto d’amore.

Il tempo passato è quello della coppia Olympia/Philippe che vivono i tumulti della Rivoluzione Francese, il personaggio di Olympia è ispirato a Olympia De Gouges.

Olympia è una donna risoluta, ha un grande progetto, comporre la “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina”, mentre Philippe scrive i suoi “Trattati di alchimia”. Olympia è una donna fiera, coraggiosa, ama la sua libertà, è la cosa per cui vuole lottare e arrendersi all’amore, al piacere, è cosa ardua per lei, è come tradire la sua natura.

Ma l’amore è di esercizio che si nutre … a questa conclusione arriverà e cedere a Philippe non sarà una sconfitta!

Dalla Parigi della Rivoluzione passiamo alla seconda coppia: Gabriel e William, siamo in Inghilterra ed è il 1820.

Gabriel è un poeta e William, poeta anche lui e amante dell’arte, un intellettuale di indole molto diversa rispetto a quel giovane che non ha dubbi su ciò che si aspetta dal loro incontro, è grazie a Gabriel che intraprende un viaggio attraverso i suoi sensi, che scopre la parte più recondita della sua intimità.

Ma l’amore, anche se mal diretto, è tra quelle cose che sono immortali e sorpassano tutta quella fragile materia che saremo e siamo stati”.

Questi due personaggi si ispirano ai poeti Keats e Shelley.

Milena e Greta, la terza coppia, quella che più di tutte colpisce, si trovano in un lager.

Milena è un personaggio magnifico, riferendosi ai carcerieri riflette sul fatto che non riesce a provare per loro odio, è in grado invece di vedere gli uomini e le donne che si nascondono sotto le divise e tutto quel che prova è una grande delusione.

Ogni momento della vita in cui sei priva di coraggio è un momento perduto”, così dice e si ostina a rimanere attaccata a microscopici gesti, a piccole insignificanti abitudini per non smarrire la lucidità, per non lasciarsi soffocare dall’orrore e dal dolore.

Milena è la Milena Jesenskà l’amica di Kafka.

Elena e Giacomo invece sono la coppia del presente, quella della contemporaneità,  a cui è affidato il compito di rappresentare la summa del viaggio attraverso i secoli, dal desiderio di morte che sembra non aver mai abbandonato Elena sorge la vita.

Ritratti psicologici, relazionali, esistenziali descritti con maestria e soprattutto con uno stile che poco ha da spartire con i tanti romanzi “mainstream” che affrontano il tema della ricerca della propria identità di genere ma anche una identità sociale.

 Otto di Roberta Calandra

Edizioni Croce

Pg 272 Brossura € 17,10