Pop cornLeone d’Argento per Marinelli e Giordano, autori del cortometraggio “Mondi Possibili”

Ci sono molti modi per essere una buona scuola. La formazione, la qualità degli insegnamenti, le discipline, i programmi, i laboratori, la formazione – che dovrebbe essere per tutta la vita – dei docenti, l’imparare ad imparare, l’utilizzo di tecnologie appropriate applicate agli insegnamenti, vicini o distanti che siano. C’è poi un modo differente, che fonda la sua azione sulla creatività e l’intelligenza, che se applicato ed indirizzato nel modo giusto può portare a importanti risultati. Ma la creatività senza disciplina e metodo è solo vana estetica, spesso barocca o inutilmente spumeggiante. Quando però la creatività va ad ancorarsi allo studio delle discipline scolastiche, ed è guidata da esperienza e visionarietà, non può che provocare uno scoppio e generare arte. E’ esattamente per questa ragione che il Leone d’Argento per la creatività 20/21 è stato assegnato all’ Istituto Tecnico Tecnologico di Villa d’Agri, centro strategico non solo per la Basilicata ma soprattutto per le vie energetiche nazionali.

Si legge nel comunicato: Il prestigioso premio è stato assegnato nell’ambito del Concorso Nazionale categoria Scuole per il progetto “Creativelabmed- Piccola Accademia della Creatività del Mediterraneo”, curato dall’associazione Accademia del Mediterraneo, fondata dalla docente Antonella Marinelli, dal visual Artist/direttore artistico Silvio Giordano e dal professore Gennaro Curcio. Si tratta di un progetto nato in collaborazione con la Cattedra Jacques Maritain “Pace e dialogo tra le culture e le religioni del Mediterraneo” e l’Istituto Tecnico Tecnologico di Villa d’Agri (PZ) e basata sui temi della pace e dell’inclusione dell’altro che ha portato, dal 2017 ad oggi, alla realizzazione di momenti culturali e laboratori creativi. Il Leone d’Argento è stato assegnato per i laboratori transmediali come “Integration”, che si sono sviluppati come un corso intenso di visual art che ha permesso agli allievi di sperimentare i linguaggi della arti digitali realizzando dei ritratti multimediali che integrano parti dei volti dei cittadini del mondo con il tessuto sociale della Basilicata. Una frammentazione di volti e identità del nuovo millennio.

“Il cinema è stato un importante strumento innovativo per l’alfabetizzazione emotiva delle nuove generazioni – spiegano i promotori del progetto – difatti nel mese di maggio 2020, durante il lockdown, è stato prodotto un cortometraggio internamente realizzato sulla piattaforma Zoom”. Il cortometraggio, dal titolo Mondi Possibili, è stato diretto da Silvio Giordano e scritto e sceneggiato da Antonella Marinelli e ha visto protagonisti l’attore Fabio Pappacena protagonista del film assieme ai ragazzi dell’ITT di Villa d’Agri, della Fondazione Città per la Pace e della comunità Il Sicomoro che hanno dato vita ad un opera filmica unica nel suo genere. Il presidente della Biennale, Roberto Cicutto, in occasione dell’assegnazione del premio, che è avvenuta a distanza a causa dell’emergenza Covid, ha dichiarato: “Tale progetto valorizza l’applicazione della creatività da parte degli studenti confermando una particolare attenzione per la stessa come impegno.” Mondi Possibili è un cortometraggio intenso ed emozionale. L’attore Fabio Pappacena, nel ruolo del prof in Dad, offre uno spaccato forte del periodo pandemico che stiamo attraversando e lo fa con due monologhi che aprono e chiudono le voci vibranti dei nostri alunni. Le paure, la dolcezza, l’infanzia, l’inquietudine, ma su tutto i racconti e gli occhi vividi di speranza dei nostri ragazzi. Il nuovo mondo post pandemico va ricostruito partendo da loro, i ragazzi, gli unici che con i loro sogni possono offrirci un patchwork di Mondi Possibili, per l’appunto.

Un risultato di notevole fattura, che rilancia l’immagine della Basilicata come luogo ideale delle arti e della creatività, sperando che il post Covid possa rigenerare quell’entusiasmo e quella energia comunitaria che le hanno permesso, nel 2019 con Matera, di essere al centro del mondo. Ma è altresì un successo per chi ci ha lavorato, per gli studenti dell’Istituto che hanno partecipato al progetto, e anche per il visual artist Giordano che abbandona temporaneamente le provocazioni pop e si pone in un dialogo educativo con le più giovani generazioni, generatori del futuro e pungolo dell’umano.