Il 18 giugno è uscito il primo volume di Storia delle serie Tv, il secondo volume sarà in libreria il 24 sempre di questo mese di giugno. Io non li ho ancora letti, ho avuto però modo di dare uno sguardo alle introduzioni di entrambi i volumi e penso che li comprerò.
Ecco qualche anticipazione.
“Dare conto di 70 anni di produzione di storie di finzione per la televisione (e tutti i suoi analoghi e derivati, comprese ovviamente, oggi, le piattaforme come Netflix, Amazon, AppleTv e Disney+) poteva sembrare un’impresa temeraria […] L’approccio alla serie tv da parte di uno sceneggiatore o un produttore creativo ha delle sue specificità che aguzzano l’occhio su aspetti che non sempre l’accademico ha ben focalizzato, e lo stesso avviene in senso contrario. Per cui il fatto che in questi due volumi i capitoli siano scritti sia da accademici “puri”, sia da professionisti “puri” (principalmente sceneggiatori e produttori creativi, o producers), sia da persone che sono al confine fra i due mondi, perché lavorano in entrambi, in tutte le varie sfumature e combinazioni possibili, crediamo abbia dato una “presa a terra” significativa e interessante, senza togliere nulla del rigore del pensiero e dell’approfondimento tipico del mondo accademico.”
Leggere questi due volumi per noi amanti delle serie tv o come si dice in gergo tv series addicted aiuta a comprendere perché serie come The Big Bang Theory o Montalbano, riescano a catalizzare l’attenzione di milioni di telespettatori fedelissimi per anni, riguardo al genere “comedy” c’è un focus sul “prodotto” Simpson, per la sitcom How I met your mother, ci sono i cosiddetti “medical” come Grey’s Anatomy e Dr House e ancora i fandom come Lost.
Per le serie made in Italy non può mancare Un posto al sole che va in onda da 25 anni su Rai Tre ogni sera ed è ispirata ad un format australiano, “Neighbours”.
I due volumi dedicano attenzione alle serie che hanno fatto la storia ma suggeriscono anche serie recentissime come La regina degli scacchi o Lupin, fanno comprendere quanta strada si è fatta da Gomorra in poi e in quale direzione si deve guardare volendo capire dove sta andando il mercato.
“Downton Abbey è più vicina a The West Wing che non a tante altre serie britanniche in costume. Questo significa, fra molte altre cose, che se si impara a riconoscere queste dinamiche profonde, le si potrebbe utilmente applicare anche a una serie italiana”.
Molto interessante anche l’analisi dei cosiddetti teen drama:
“un macrogenere fondamentale specialmente nel panorama televisivo americano e anglosassone, che – come dice il nome stesso – si propone di raccontare gli adolescenti e il loro mondo, mescolando dinamiche soappish a una esplicita o implicita valenza “educativa”.”
E c’è, ovviamente, Game of Thrones di HBO The Crown che si interroga su “il conflitto lacerante e insanabile tra la sfera del desiderio e quella del dovere.”
Riassumendo: Tra le serie analizzate nelle oltre 500 pagine troviamo:
Colombo, I fratelli Karamazov, Twin Peaks, NYPD Blue, I Simpson, ER, How I Met Your Mother, Friends, Distretto di Polizia, Sam & Cat, Un posto al sole, NCIS, The West Wing, Dr. House, Grey’s Anatomy, This Is Us, Dawson’s Creek, 24, Alias, Lost, Don Matteo, The Big Bang Theory, Gomorra – La serie, Downton Abbey, Montalbano, Chernobyl, Game of Thrones, The Walking Dead, The Crown, La fantastica signora Maisel, The Mandalorian, I Medici, L’amica geniale, Il nome della rosa, DOC – Nelle tue mani, Leonardo: serie cult che hanno segnato il rispettivo genere e un’epoca televisiva, catalizzando l’affetto di milioni di spettatori.
I volumi hanno un costo di € 26,60 il primo e 27,55 il secondo, una lettura che sicuramente regala mille curiosità e strumenti per comprendere tante dinamiche indispensabili per conquistare noi telespettatori.
Buona lettura e soprattutto buona visione consapevole!!!