Notes da (ri)vedereEconomia, Alessandro Gatti: «Le aziende dovrebbero incubare le spinte innovative»

La pandemia del Covid 19 ha segnato un’accelerazione storica sia in termini di digitalizzazione delle aziende, sia della loro capacità di riorganizzarsi. Il divario tra coloro che sono cresciuti rispetto alle imprese che si sono viste schiacciate dall’emergenza è legato alla velocità di reazione nei confronti delle nuove regole del mercato. Il Covid 19 ha determinato la genesi di nuove esigenze, nuovi trend di consumo; saperli analizzare, intuire prima degli altri è sinonimo di successo. Non a caso il 2020 è stato un anno d’oro, (+ 10,4% rispetto al 2019) per startup e pmi innovative, come affermato dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico. Idee giovani, fresche, capaci di rispondere in modo tempestivo alle nuove richieste del mercato, proprio perché libere dalle sovrastrutture organizzative tipiche di aziende già consolidate. È stato un momento e un’occasione per dare maggiore slancio all’economia con nuove proposte più creative e innovative per taluni aspetti. Alessandro Gatti è l’imprenditore che ha dato il via all’era dei camini ecologici senza canna fumaria con il brand maisonFire, oltre ad essere vice presidente del gruppo Gabetti, da un decennio investe in start up, sia personalmente sia con la holding FG INVEST, che ha sede in Brianza e branch d’oltre oceano a Miami. Gli ambiti di interesse per i suoi investimenti sono molteplici: spazia dal settore immobiliare con WikiCasa, azienda proptech partecipata dai 4 più grandi gruppi immobiliari italiani che sfrutta la tecnologia ed i big data per favorire transazioni immobiliari più rapide, passando per il mondo del food made in Italy con OlivYou, dove è co-fondatore del market place dell’olio di oliva premium (la startup contribuisce alla diffusione della cultura dell’olio evo di qualità e permette ai frantoi di vendere nel mondo), fino ad arrivare al marketing digitale con Buzzoole, dove è azionista dell’influencer marketing solution provider in grado di connettere i brand ai content creator, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con 290.000 utenti iscritti alla piattaforma e oltre 1.900 clienti serviti. Con Alessandro Gatti approfondiamo le nuove opportunità derivanti dalla pandemia del Covid 19, che hanno accelerato la trasformazione delle imprese, favorendo l’innovazione, il digitale, il nuovo paradigma sociale e culturale.

Quali opportunità economiche più interessanti sono state introdotte con la pandemia?

«Di sicuro una profonda revisione delle abitudini dei consumatori ha creato opportunità, crisi e mutamenti velocissimi. Un esempio internazionale dell’incredibilmente veloce mutazione del contesto connessa alla pandemia è Netflix: con i lockdown ripetuti è stata notevolmente avvantaggiata, ma ora soffre nella fase di “reopening”, per questo guarda oltre, investendo nel gaming, un tema di enorme interesse, mercato nel quale sono entrato nella startup 2watch che si candida a diventare leader nazionale nell’eSport. I fatturati del settore sono superiori alla radio e al cinema messi insieme».

Come cogliere il momento della pandemia per trasformare un’emergenza sanitaria in una opportunità di rinascita culturale e imprenditoriale?

«Tutti i cambiamenti rapidi legati alla pandemia sono diventati occasione di riflessione culturale e chiaramente imprenditoriale. Possiamo ridisegnare le nostre abitudini grazie alla crescita di servizi nuovi, come il delivery nella ristorazione, che cambia il modo di intendere la vita sociale, verso uno stile più intimo e domestico. Grazie all’e-commerce e alla miriade di opportunità che vi gravitano attorno, tutto diventa accessibile, come i migliori oli extra vergine del mondo acquistabili con la startup OlivYou. L’e-commerce inoltre diventa un’opportunità, sempre culturale, che favorisce gli acquisti da casa, aumentando la facilità nel reperimento di oggetti, senza investire tempo per andare fisicamente nei negozi, che dovranno sempre più differenziarsi per “l’experience” che possono dare rispetto ad un acquisto online. Le aziende possono cavalcare l’onda dello sviluppo di nuovi temi come il co working, lo stesso e-commerce o intuendo le innovazioni disruptive del proprio settore di riferimento. Anche la digitalizzazione delle imprese, accelerata in modo considerevole dalla pandemia, permette di ampliare il pubblico di riferimento, allargandolo a una platea più internazionale. Un uso strategico dei canali social permette inoltre alle aziende di creare un filo diretto con i clienti, assisterli durante le loro scelte, offrendo un servizio di consulenza sempre molto apprezzato e ripagante in termini di conversione».

In che modo agire sulla diversificazione degli asset economici?

«Le aziende che possono permetterselo dovrebbero incubare le spinte innovative del proprio settore per innovare e rendere maggiormente attraente l’offerta economica. Oppure addirittura guardare fuori dal proprio mercato, allargando il perimetro del proprio business per non perdere preziose occasioni dove altri competitor possono essere presenti con largo anticipo. Pensiamo alla rivoluzione tecnologica del settore immobiliare, con una miriade di iniziative proptech fra le quali le ultime di sicuro interesse riguardano l’instant buyer. Proprio nel proptech sei anni fa avevo investito (entrando nel cda) in WikiCasa, azienda partecipata dai 4 più grandi gruppi immobiliari italiani che sfrutta la tecnologia ed i big data per favorire transazioni immobiliari più rapide, trasparenti e affidabili. Il futuro poi sarà attrarre i manager con novità imprenditoriali vantaggiose: e-commerce e smart working sono due asset che rivoluzionano l’economia di un Paese. Personalmente sono affascinato dalle nuove opportunità che stiamo vedendo imporsi con determinazione sul mercato perché, a piccoli passi, delineano in maniera chiara il cambiamento a seguito della pandemia del Covid 19. È fondamentale anticipare le tendenze proprio per essere in grado di intercettarle quando sono ancora in una fase embrionale. In questo momento sto seguendo con particolare interesse due settori promettenti ai quali affacciarmi in qualità di investitore e advisor: lo sviluppo dello smart working, che diventa una variabile competitiva per attrarre talenti, inserito nel welfare aziendale, ed eSport, selezionando rispettivamente le startup SMACE, in qualità di Luxury Solutions Advisor, e 2WATCH. Entrambe hanno la possibilità di diventare in breve tempo leader di settore».

Francesco Fravolini