Blog Notes di MartaAndaras! “La costa delle miniere: l’ultima Sardegna selvaggia e sconosciuta”

“Se nasci in Sardegna, a un certo punto devi lasciarla. Per poi tornare, e portare qui le tue esperienze e la tua accresciuta formazione. Provenire da un territorio come questo è una ricchezza” dice Marco Corrias, 69 anni, giornalista e scrittore, di Fluminimaggiore, nel sudovest della Sardegna (www.fiuminimaggiore.ca.it). Cittadina di cui ora è sindaco al terzo anno di mandato, una lista civica: “per trovarsi bisogna partire. Io ora sono tornato volentieri”. Una vita tra Roma e Milano, tra il quotidiano La Repubblica, il settimanale Epoca e la tv a Canale5, ma restando sempre legato a doppio filo alla sua Isola, tra il lavoro di anni anche per la Nuova Sardegna e oggi, che è tornato al suo paese d’origine, per scelta: “ora sento di dover contribuire a dare al mio paese un futuro diverso, creando uno sviluppo sostenibile”. L’esperienza come giornalista è alla base del suo progetto originale di valorizzazione del territorio: “cerco l’esclusività”. Come una notizia, un’area va resa interessante, unica, va raccontata, nei pregi e nei miglioramenti da attuare: “cerco di creare occasioni in questa zona per assicurarle una maggiore visibilità. È complesso, certo, ma bello”. Il che non significa riempire il litorale di discoteche e alberghi per famiglie: “certo che no, punto sulla cultura e l’ambiente, per un turismo medio alto e capace di spendere”. E non si tratta neanche di pensare solo a piccoli boutique hotel, agriturismi, buona cucina e passeggiate nel territorio. La forza di Corrias sta nel creare nuove attività, e progetti.

Come la Cooperativa di Comunità, la prima in Sardegna: tutti i cittadini che vogliono aderire possono partecipare alla gestione di determinati progetti e idee (si sono iscritte per ora 350 persone, su circa 3mila abitanti). E come “Happy Village”, il progetto di recupero di caseggiati, ville e cascine in abbandono nel territorio: il privato cede per 1 euro la sua proprietà alla Cooperativa, che a sue spese la rimette a posto. E la rende un centro di alta qualità per ospitare gli anziani. Dopo 10 anni l’immobile torna al proprietario, giusto il tempo per la Cooperativa di recuperare l’investimento in modo socialmente utile. “20 case sono già state individuate e ‘cedute’ per 1 euro -racconta il Sindaco-. A breve parte il progetto di restauro”.

Infine la maggiore forza di questa gestione: coinvolgere i giovani del luogo, e creare quindi in un progetto di valorizzazione moderno e autentico. Quello di Corrias non è il solito tentativo di offrire la rusticità a prezzi stellari, è un autentico progetto di rinnovamento della mentalità locale. Puntando anzitutto sull’energia e la voglia di fare dei ragazzi del luogo, “che spesso sono stati svantaggiati dalla passività di altre gestioni precedenti, ma che hanno tanto da offirire alla comunità se ben indirizzati”. Come ha dimostrato l’”Andaras Traveling Film Festival” (www.andarasfilmfestival.com), l’appuntamento col cinema di viaggio che si è appena svolto a Fluminimaggiore e dintorni gli scorsi 20-25 luglio. Una squadra di una ventina di giovani capitanati da Joe (Juanne) Piras, giovane regista (classe ’87) e direttore artistico del Festival, hanno selezionato decine e decine di corti di altrettanti autori e registi provenienti da paesi del Mondo, dalla Francia all’Inghilterra, dal Marocco all’Iran, dall’Italia al Canada.

Per un festival internazionale ma allo stesso tempo vicino alla sua terra e alla sua gente: ha aperto sempre le serate una cena leggera a prezzi accessibili, con ricette a km0 e vini sardi doc, e due chiacchiere prima delle proiezioni tra gli artisti e i protagonisti del territorio per conoscerlo a fondo (coltivatori e produttori di alimenti speciali e vini). Lo stesso Piras è di Iglesias, cittadina che con Buggerru e Portixeddu è tra i luoghi coinvolti nel Festival.

Le proiezioni si sono svolte ogni sera in una diversa area di quella che Corrias tiene a chiamare “Costa delle Miniere”: “Non è precisamente il Sulcis -specifica-. Qui il sottosuolo è da sempre ricco di giacimenti minerali, e quindi di miniere e grotte, che ne hanno caratterizzato la storia fino agli anni Sessanta”. Grotte come quella di Su Mannau, a Fluminimaggiore (www.summannau.it), o miniere visitabili e affascinanti, emozionanti, come quella di Henry (www.visitbuggerru.it) affacciata sulla costa di Buggerru, o il sito minerario di Zurfuru (www.minerasuzurfuru.it) ancora a Fluminimaggiore.

Ecco quindi perché proprio qui nasce il festival sul viaggio, “Andaras”, che in sardo significa proprio sentiero e cammino: ci troviamo in un territorio impervio, di rocce e montagne popolate di lecci, querce, sugheri e pini di un verde brillante e avvolgente. Affacciate su un mare pulito e turchese, tra Capo Pecora e Cala Domestica, con spiagge bianche e grandi dune di sabbia.

Un luogo che tuttavia nella Storia recente fu di richiamo non per la sua bellezza, ma per la speranza di un lavoro fisso per generazioni di minatori, che qui trovavano, però, una sorta di moderna schiavitù e morte precoce. Scavare in miniera era un lavoro difficile, pericoloso, spesso mal pagato senza riposo, che nella gran parte dei casi uccideva con la silicosi a quarant’anni. Eppure era ambito e rispettato da tutta la comunità. Il minatore era considerato un eroe. si arrivava in questa zona della Sardegna per decidere di lavorare in miniera.

Non a caso la fotografa Shobha Battaglia, palermitana, figlia di Letizia, la nota fotografa di Mafia, ha inaugurato, la prima sera dell’Andaras Festival, lungo la strada principale di Fluminimaggiore, la sua mostra di immagini di donne che hanno avuto la forza di scegliere, da lei tutte conosciute nelle più varie occasioni e parti del Mondo. Una fatica quotidiana che rievoca quella dei lavoratori nelle miniere: “viaggio, vado nei luoghi, cerco e incontro. Mi hanno arrestato varie volte -dice la Battaglia alla presentazione della sua mostra, che rimarrà esposta un anno intero a Fiuminimaggiore-. Perché io voglio raccontare la libertà che sta dietro alle scelte estreme e provocatorie di certe donne: devo conoscerle per esprimere al meglio il loro sforzo continuo nella capacità di andare contro”.

Oltre alle miniere, oggi restaurate, si possono visitare anche grotte e il tempio di “Antas”, l’unico nuragico-punico-romano in Sardegna arrivato fino ad oggi (www.startuno.it), e le spiagge e i paesaggi. Sono tutti diventati luoghi da raggiungere e da scoprire, in cui Andare e non da cui andarsene.

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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