Factory ItaliaStrategia europea e Green Bond Standard, i passi avanti dell’Europa per la finanza sostenibile

Gli obiettivi della transizione ecologica necessitano di un volume molto consistente di risorse finanziarie. A questo fine, è fondamentale mobilitare pienamente gli investimenti privati. Il pacchetto per la finanza sostenibile pubblicato dalla Commissione europea compie significativi passi in avanti in questo senso.

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Credit: Pixabay

Che il conseguimento degli obiettivi della transizione ecologica richieda di dare pieno dispiego alla finanza sostenibile è cosa nota. Non ultima, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel suo ambizioso rapporto dal titolo “Net Zero by 2050. A Roadmap for the Global Energy Sector”, ha fissato a 5.000 miliardi di dollari al 2030 il fabbisogno annuale di investimenti da destinare al traguardo della neutralità climatica. Dopo il 2030, il volume di finanziamenti dedicati alla decarbonizzazione andrebbe riducendosi, attestandosi comunque su un livello di circa 4.500 miliardi al 2050. Se si considera che oggi le risorse impegnate a livello mondiale per le politiche di transizione sono di poco superiori ai 2.000 miliardi di dollari, abbiano una misura di quanto sia notevole lo sforzo finanziario necessario per raggiungere a metà secolo la neutralità climatica.

Si tratta chiaramente di un peso che non può gravare interamente sulle casse pubbliche. Al contrario, è necessario mobilitare pienamente la finanza privata, orientando le disponibilità dei grandi investitori finanziari e delle imprese verso impianti, opere e infrastrutture funzionali al percorso di decarbonizzazione. In questo ambito, l’Unione europea presenta ad oggi risultati di tutto rilievo. Gareggia con la Cina per volumi di investimenti per la transizione energetica e soprattutto costituisce il maggiore mercato globale di green bond, non il solo ma il principale strumento utilizzato per raccogliere sui mercati fondi per la decarbonizzazione. Dai dati della Climate Bonds Initiative, tra il 2014 e il 2020 sono stati emessi nell’Unione europea circa 465 miliardi di dollari di obbligazioni verdi, un volume quasi doppio rispetto al Nord America e all’area Asia‐Pacifico.

La leadership europea in questo campo è stata costruita anche in virtù di un’intensa iniziativa legislativa, che, perlomeno a partire dagli ultimi tre anni, attraverso numerosi atti è stata orientata a fissare standard comuni per la finanza sostenibile, definire linee guida, stabilire obblighi di trasparenza e informativa in materia ESG per le imprese, classificare investimenti sulla base di criteri di sostenibilità. Un passo rilevante in questo senso si è consumato martedì 6 luglio, quando la Commissione europea, nell’ambito delle misure dello European Green Deal, ha lanciato un pacchetto di interventi volti a rafforzare lo sviluppo della finanza verde continentale. In particolare, a tre anni dal lancio dell’Action Plan on Sustainable Finance, è stata pubblicata la “Strategia per finanziare la transizione a un’economia sostenibile“. Il documento mira a sostenere l’ambizione europea di contrasto ai cambiamenti climatici attraverso una serie di azioni.

Si intende, innanzitutto, estendere gli strumenti di finanza sostenibile attualmente esistenti al fine di facilitare l’accesso alla finanza per la transizione ecologica e migliorare l’inclusione delle piccole e medie imprese e dei consumatori in questo percorso, fornendo a loro mezzi e incentivi giusti per accedere ai finanziamenti verdi. In generale, si ritiene di accrescere il contributo del settore finanziario Ue alle sfide della sostenibilità, monitorando una sua ordinata transizione verde, così da garantirne l’integrità. Attraverso le azioni della Strategia, si punta anche a rafforzare la resilienza del sistema economico e finanziario europeo di fronte agli impatti climatici e ai rischi del percorso di transizione. Allo stesso tempo, la Commissione intende contribuire a sviluppare iniziative e standard internazionali nel campo della finanza verde e sostenere in questo percorso i Paesi partner dell’Unione. Gli Stati membri dell’Unione saranno supportati negli sforzi di promozione della finanza sostenibile dalla Commissione, che farà un resoconto sull’implementazione della Strategia entro la fine del 2023.

Fa parte del nuovo pacchetto di interventi anche la proposta di Regolamento per uno European Green Bond Standard (EUGBS). La proposta mira a creare uno standard volontario di alta qualità, a cui tutti gli emittenti di obbligazioni verdi, sia privati sia sovrani, possono attenersi. Il mercato dei green bond è in crescita significativa e l’appetito degli investitori verso i titoli con l’etichetta verde va accrescendosi considerevolmente. Tuttavia, affinché questo potenziale possa essere sfruttato e il mercato ampliarsi ulteriormente, è necessario fissare criteri quanto più condivisi, in grado di evitare frammentazione e incertezza di mercato e costi aggiuntivi. Allo stesso tempo, è imprescindibile garantire severi requisiti di sostenibilità, contrastando il greenwashing e in generale facendo in modo che i finanziamenti degli investitori siano strettamente correlati con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Impostando questo modello volontario, la Commissione ambisce a definire un gold standard a cui aziende e Istituzioni possono affidarsi per emettere le proprie obbligazioni verdi e raccogliere sui mercati risorse per finanziare la transizione ecologica. Il pacchetto pubblicato dalla Commissione, pertanto, con il contribuito fondamentale della Tassonomia europea – di cui nel pacchetto è stato pubblicato un ulteriore atto delegato, che specifica contenuti e metodi di presentazione delle informazioni sulle performance ambientali delle proprie attività da parte di grandi imprese finanziarie e non – costituisce un tassello importante nelle politiche europee di orientamento della crescita economica verso i target di sostenibilità.