Mad WebBenedetto Mancini, lo sport e i suoi valori di nuovo al centro di Roma

Romano DOC e imprenditore, con una vita dedicata al mondo dello sport, vero e proprio centro della sua attività lavorativa.

Lui è Benedetto Mancini, e ha deciso di presentarsi come consigliere comunale per Roma nella lista civica del Sindaco Michetti. Da sempre ha scelto di dedicare estrema attenzione a quei progetti sociali in grado di migliorare e integrare medicina, sport e necessità della società civile.

Sogno nel cassetto sarebbe per lui quello di riuscire ad unire sport e cultura. La sua storia è lunga, così abbiamo deciso di intervistarlo per ascoltare direttamente dalla sua voce quello che lo riguarda.

 

Salve Benedetto, piacere di conoscerti. La prima domanda che vorremmo farti e` la seguente: perchè ha deciso di candidarsi come consigliere comunale per Roma? E perchè proprio con Michetti?

Ci accorgiamo dello sport solo quando i nostri sportivi vincono medaglie. E alle Olimpiadi di Tokyo, gli sportivi romani sono stati primi nel medagliere italiano. Visto quello che gli offriamo mi viene da dire che non ci meritavamo questo palmares. Roma deve rimettere al centro lo sport per tornare a crescere in tutti i sensi.
Prima di essere imprenditore sono uno sportivo, vengo dalla pallacanestro, e uno sportivo cresce con un senso civico e con un`educazione alle regole, al bello, al gioco di squadra. Punta alla bellezza, alla realizzazione di una vittoria ed è questo che voglio realizzare a Roma, voglio vedere e sentire la mia città concorrere tra le vincenti. Voglio, quindi, ritrovare una dignità di collaborazione tra i diversi soggetti e gli enti che la governano, voglio e auspico di rilanciare la sua dignità di città europea a tutti gli effetti. Voglio rivedere Roma sul podio e farle riscoprire il suo potenziale anche nelle competizioni internazionali, ma prima di tutto voglio vedere questo spirito tra i suoi abitanti, che devono tornare ad amarla e a fare squadra, magari anche grazie ad una attività sportiva sul territorio. Lo sport è veicolo di grandi risorse per la crescita di una città. Siamo a Roma, non ci manca niente e abbiamo solo un grande potenziale tutto da riscoprire. Quello che io chiamo il potenziale Roma. Per questo ho deciso di metterci la faccia e candidarmi nella lista civica di Michetti sindaco. Enrico Michetti è un professionista serio che stimo molto e che può fare la differenza nel dibattito politico.

 

Ottimo! Potremmo chiederti, quindi, quale sono in sintesi i punti principali del suo programma e i temi che ha a cuore per Roma?

Sport è Cultura. E’ questo lo slogan attorno al quale ruota tutto il mio programma per Roma. Creare cultura attraverso lo sport per coinvolgere tutta la famiglia. Uno sport a prezzi popolari a cui tutti possano partecipare senza limitazioni di reddito. Uno sport che sia educazione e che aiuti la famiglia a crescere i propri figli. Impegnandoli in una attività sportiva, facendoli crescere in una passione sana che li sappia orientare verso i veri valori sociali positivi per il bene di tutti. Uno sport che sia prevenzione, perché voglio creare un fascicolo dello sportivo digitalizzato e messo in rete tra i centri sportivi cittadini. E perché sottoponendosi alle visite, gli sportivi possono individuare tante patologie nascoste e quindi prevenire e pesare meno anche sulle casse della salute pubblica. Fare sport significa anche imparare i principi della nutrizione e scoprire quanto ci possono aiutare nell’attività fisica ma anche nel nostro benessere e per la salute. Voglio promuovere uno sport che sia accettazione dell’altro e del diverso con attenzione alle discipline sportive per i cittadini disabili perché lo sport sia anche integrazione e recupero psicofisico. Per questo penso alla creazione di quattro grandi centri sportivi multidisciplinari, i villaggi dello sport. Sarranno degli hub comunali nei quattro quadranti della città dove proporre attività sportive e prevenzione sanitaria a tariffe agevolate e popolari, anche attraverso attività di svago per le famiglie. Di pari passo le meravigliose ville cittadine vanno riorganizzate e tenute meglio anche per ospitare sport e attività. Vorrei dotare ogni villa di un impianto ecosostenibile dedicato ad uno sport dove i cittadini possano giocare, divertirsi, iniziarsi alle attività sportive. E allora penso a Villa Pamphili per il volley, Villa Borghese per il basket e Villa Ada per un campo da calcetto.

La cultura dello sport deve iniziare con progetti educativi nelle scuole comunali soprattutto per i bambini della fascia tra i 9 e i 10 anni, sono loro gli sportivi di domani e a loro saranno dedicati molti progetti anche di narrazione dello sport con testimonial nelle scuole e il ripristino dei giochi della gioventù per educare alla sana competizione. Va dato un segnale di sostegno anche all’associazionismo sportivo romano che tanta parte gioca nella diffusione dei valori sportivi. Ovviamente poi c’è il tema dei grandi impianti sportivi abbandonati, lo stadio Flaminio, il Palazzetto dello Sport, la Città dello Sport e del Rugby a Spinaceto, il Velodromo. L’impiantistica pubblica ha bisogno di interventi urgenti ma bisogna ripartire dai simboli di questa città, quelli citati appunto che già esistono. Ad esempio lo Stadio Flaminio, un simbolo per tutti i romani, un impianto meraviglioso costruito e progettato dall’architetto Nervi per le Olimpiadi del 1960 che ancora non è stato recuperato nonostante ci sia un progetto di riqualificazione elaborato dalla Getty Foundation e l’Università la Sapienza già in corso al quale l’amministrazione non ha dato attuazione amministrativa. Qui bisogna pensare ad un progetto di partenariato con sponsor privati, magari anche con la Lazio che potrebbe riqualificare lo stadio lasciando gli impianti sottostanti a disposizione della città. Sport è cultura come dico sempre, lasciare impianti inutilizzati è un danno sociale, economico e culturale che colpisce tutti i romani.

 

Last but not least, che risultati ti prefiggi di raggiungere nel corso del tuo mandato, se sarai eletto?

Mi candido per cercare di rimettere i valori dello sport al centro del dibattito politico e non ai margini come è stato finora. Un buon risultato sarebbe vedere che crescono i numeri di romani che praticano sport, che frequentano i centri sportivi, che investono in cultura dello sport. Perché questo genererebbe un volano per tutta l’economia cittadina e sarebbe una crescita culturale, economica e sociale inestimabile per tutta la città. Da sportivo e candidato la mia sfida per Roma è questa.

 

E sembra essere sicuramente una sfida seria e importante, in grado di interessare tutti quanti i romani. Potete trovare Benedetto su Facebook, Instagram e Twitter.