Notes da (ri)vedereIl dramma della guerra nella storia di Maria

Il racconto di un momento storico della vita si trasforma nel libro Non voglio avere paura (https://www.amazon.it/dp/8885728677/ref=cm_sw_r_cp_api_glt_i_APFSSK0PBGWZ1W9ZWR7B) di Alice Vignoli. È una testimonianza, è un ricordo, è un passato vissuto da condividere, è una storia personale per comprendere sensazioni, emozioni, sentimenti, stati d’animo. Coinvolge l’argomento perché non si può dimenticare ciò che è accaduto. Ricordare accadimenti del passato significa trasmettere, specialmente ai giovani, le disattenzioni avvenute un tempo. La società evolve sotto la spinta della memoria storica che agevola a evitare le medesime disattenzioni. Alice Vignoli vuole perseguire questo nobile obiettivo, trasformando la narrazione in un momento coinvolgente ed educativo. Non dobbiamo distinguere il colore politico di un passato errato perché ciò che non si deve fare non ammette ideologie. La civiltà deve essere sempre perseguita a beneficio dell’umanità. «Ho raccontato la storia di mia nonna – commenta Alice Vignali – per poterla tramandare innanzitutto ai miei figli e al contempo a tutti i bambini in generale, in modo che possano appassionarsi alla storia, emozionarsi, senza vederla come un noioso elenco di date e avvenimenti. I giovani di oggi dovrebbero sentirsi la responsabilità delle loro azioni, proporzionate alla loro età ovviamente. Conoscendo la storia potrebbero rispettare di più gli adulti, avere voglia di ascoltarli con coinvolgimento e passare del tempo con loro anziché davanti a dei cartoni animati. Potrebbero apprezzare i giorni della memoria, capire perché si festeggiano certe date importanti come il 25 aprile».

La trama

È la storia di Maria, nonna di Alice, nata e cresciuta a Modigliana a pochi passi dalla Linea Gotica che, alla tenera età di 8 anni, deve abbandonare la scuola per prestare lavoro in famiglia. Maria è la quinta di 8 figli e ad 11 anni, nel 1944, mentre conduce al pascolo le mucche viene colpita dalla scheggia di una bomba che le perfora il polmone. Trascorrerà molti giorni in ospedale e sua mamma Adele si troverà costretta a dividersi tra sua figlia e la sua famiglia, che nel frattempo offre rifugio alla banda Corbari (partigiani). Farà anche da staffetta per loro. Nel casolare accanto a quello dove vive Maria si trasferisce una famiglia che ospita un ragazzo proveniente da Marradi, di nome Bruno. Tra le due famiglie nasce una bella amicizia, come tra Bruno e Maria che con il passare del tempo si innamorano. L’ambientazione del racconto è sull’Appenino Tosco Romagnolo, Bruno e Maria nel 1959 si trasferiscono in provincia di Bologna, dove tutt’ora Maria vive. Bruno è mancato il 25 ottobre 2016.

Francesco Fravolini