Notes da (ri)vedereLavoro, la modalità del futuro diventa ibrida

La rivoluzione del paradigma economico, sociale, occupazionale dovuto al Covid 19 coinvolge e riguarda le riunioni e i meeting aziendali. La metodologia del lavoro cambia drasticamente, costringe le persone a ripensare la propria attività, riduce le interazioni umane. Le presentazioni virtuali diventano le autentiche protagoniste negli ultimi diciotto mesi, favorendo l’unica soluzione per continuare a dialogare con il mondo della produzione. Maurizio La Cava, docente di Pitch & Presentation Strategies e fondatore della metodologia Lean Presentation Design, suggerisce qualche spunto per realizzare una presentazione a metà tra il virtuale e il reale, analizza le innovazioni del mercato del lavoro, sollecita un nuovo approccio multimediale.

Le presentazioni bene sviluppate come influenzano la comprensione degli argomenti?

«Il contenuto è importante ma il modo in cui viene comunicato fa la differenza. Diciamo sempre che puoi avere l’idea più brillante di questo mondo ma che non ti servirà a molto se non riesci a comunicarla con entusiasmo ed efficacia. Presentare un’idea brillante in modo scadente è la formula per il fallimento. Le presentazioni sono delle occasioni rare in cui le persone valutano di dedicarci il loro tempo e la loro attenzione, consapevoli che nessuno glieli restituirà mai. In quel momento dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per onorare quanto ci viene accordato e condividere le nostre idee in maniera chiara e concreta. Si parla di due tipi di presentazioni. La prima è Informative: condividono delle informazioni al puro scopo di condivisione ma non prevedono che l’audience agisca o modifichi alcun comportamento. La seconda è Persuasive: condividono delle informazioni allo scopo di persuadere il pubblico ad agire, a far qualcosa che non avrebbe fatto in assenza della presentazione. Entriamo nel mondo del pitching. Una presentazione ben realizzata dal punto di vista strategico del contenuto, della storyline e della grafica è fondamentale per la comprensione degli argomenti da parte dell’audience».

Il Covid 19 accelera un nuovo modo di conoscere mediante il web. Quali sono i vantaggi di questo nuovo approccio culturale?

«Credo che ci siano state due rivoluzioni durante questa pandemia. Eravamo abituati a viaggiare per incontrare colleghi, clienti e fornitori, entrare nelle sale riunione o sale training e condividere le nostre presentazioni. All’improvviso tutto questo è cambiato e ci siamo trovati a presentare da dietro uno schermo. Non è che non l’avessimo mai fatto, ma chi lo aveva fatto non era pronto per un utilizzo così importante di questa nuova modalità, mentre tutti gli altri si sono trovati completamente spiazzati. Abbiamo dovuto adattarci, ci siamo appoggiati a Teams, Zoom, Gmeet ed altri tool, sperimentando, sbagliando e imparando. Questa prima rivoluzione ci ha portato a cambiare il modo in cui produciamo le presentazioni, il modo in cui facciamo formazione, il modo in cui condividiamo le nostre idee con gli altri. Siamo diventati più pratici con la tecnologia ed abbiamo osservato l’evoluzione velocissima di tutti gli strumenti di videoconferenza. Quando finalmente abbiamo cominciato ad abituarci è arrivato il ritorno in presenza ma non completo, solo di alcuni di noi. Ciò ha reso necessario imparare un nuovo scenario di presentazione, un contesto in cui una parte dell’audience si trova in aula ed un’altra parte si trova dietro ad uno schermo. Noi dobbiamo essere capaci di interagire con tutti in maniera efficace passando loro i nostri messaggi tramite le nostre presentazioni. Credo che questa sia la sfida dei prossimi giorni, e così per i prossimi mesi. Insomma, il Covid ha stravolto in maniera profonda il mondo delle presentazioni; credo che questo scossone ci abbia portato tutti a rimetterci in gioco ed apprendere nuove modalità di interazione, così come a scoprire e fraternizzare con un livello di tecnologia al quale non eravamo abituati prima».

Francesco Fravolini