BabeleProteggere il valore aziendale: l’importanza delle assicurazioni per la tutela dei beni

Tutte le imprese nel corso della propria vita vanno incontro a rischi e sfide che condizionano in un senso o nell’altro la loro operatività, influenzando anche il valore intrinseco degli asset aziendali. Da questa considerazione discende la necessità di stipulare una polizza assicurativa per la tutela dei rischi aziendali. Stefano Fantini, titolare dell’agenzia Allianz di Cesena, mi ha guidato in questa intervista nell’universo assicurativo applicabile per la tutela del valore aziendale.

Quali sono i settori più a rischio al giorno d’oggi?

In realtà questo è un momento storico molto particolare, nel quale è davvero difficile individuare un ambito non esposto a rischi. È questo il motivo per il quale c’è bisogno di una accurata gestione di questi rischi, preceduta da una accurata analisi, grazie a cui le opportunità di business possano essere ottimizzate; senza dimenticare la necessità di proteggere il valore. Quando si parla di copertura assicurativa si fa riferimento al trasferimento a terzi dei rischi in questione: non è esagerato affermare che si tratta di una scelta obbligata per le piccole e medie imprese.

Quali sono le polizze che è conveniente stipulare ai fini della tutela dei beni?

Sono consigliate tutte le polizze che permettono di attenuare le conseguenze economiche che potrebbero derivare da danni patrimoniali causati da sinistri. Basti pensare, per esempio, ai danni subiti dai macchinari, dai fabbricati e dagli impianti di produzione, così come dalle merci: non solo quelle di proprietà, ma anche di terzi. Nel corso degli ultimi anni, poi, i fenomeni atmosferici si sono fatti sempre più intensi e violenti: per questo motivo c’è bisogno di garanzie ad hoc che garantiscano una tutela assicurativa estesa. Per fortuna, possono essere reperite con facilità sul mercato. Ancora, vale la pena di citare i danni provocati dall’interruzione di esercizio e dal guadagno che viene meno in occasione dei periodi di fermo attività.

A questo proposito, come ci si può tutelare in previsione di un eventuale arresto delle attività?

Per questa casistica ci sono delle coperture dedicate: una di queste è la business interruption, che permette di accedere a un indennizzo – che viene concesso sotto forma di diaria – in caso di perdite provocato dal blocco delle attività, sia esso parziale o totale.

Ci sono tanti ambiti di applicazione per le garanzie assicurative?

Certo che sì, sono davvero numerosi: ovviamente dipende tanto anche dal particolare settore aziendale di riferimento. Le opzioni di copertura possono essere profilate in maniera tanto più efficace quanto più si approfondisce il dettaglio delle attività. In genere si fa riferimento alla tutela del capitale umano, che viene considerato come insieme di risorse umane, grazie alle coperture per i danni a terzi o a cose insieme con quelle per responsabilità civile per collaboratori e dipendenti, oltre che verso terzi.

Esistono polizze che negli ultimi tempi hanno acquisito una maggiore importanza?

Di certo di recente è divenuto molto forte il rischio informatico: per questo è bene prendere in considerazione la polizza cyber risk, grazie a cui ci si può tutelare dai danni che sono provocati dai malware, dallo spam, dai virus e dalla violazione delle reti aziendali informatiche. Ma non è tutto, perché con questo tipo di assicurazione si è protetti anche dalla sottrazione di denaro, dal furto di identità e dall’infedeltà aziendale, che è il caso che si concretizza nel momento in cui dei dipendenti divulgano delle informazioni che dovrebbero essere riservate.

Altri esempi di coperture?

Per i professionisti ha un valore fondamentale, in molti casi, la polizza denominata error & omissis: è quella che garantisce la copertura delle perdite patrimoniali che subiscono terzi per effetto di omissioni o errori che sono stati compiuti nello svolgimento del proprio lavoro. La tutela per l’inquinamento, invece, è quasi indispensabile per le imprese che utilizzano, per la produzione, delle materie prime particolari: in questo modo possono essere coperti i danni ambientali che vengono provocati per inquinamento a terzi (ovviamente solo se essi sono stati cagionati in maniera involontaria).

Che cosa suggerisce agli imprenditori e ai professionisti?

Non possiamo negare che quello che stiamo affrontando è un periodo molto complicato, per la pandemia ma non solo. Anzi, si può dire che il coronavirus non ha fatto altro che cronicizzare e mettere in evidenza le conseguenze di una crisi che non è più solo sanitaria, ma è anche sociale ed economica. Le imprese sono state in un certo senso costrette a puntare su processi di digital transformation, e anzi hanno dovuto provvedere in tempi rapidi. Ne è derivata una sorta di selezione naturale in ambito economico che ha avuto come conseguenza, quasi per paradosso, la comparsa di nuove quote di mercato.

Cosa ci si deve attendere dal futuro?

La capacità di afferrare al volo le occasioni deve caratterizzare il domani del tessuto imprenditoriale. È bene che le aziende si dimostrino in grado di evolvere e che approfittino di questa opportunità per guardare all’avvenire puntando su nuovi mercati, in una prospettiva di sostenibilità. Qualunque investimento si abbia in mente, non si può prescindere dal rischio di impresa assorbibile: ecco perché i pericoli vanno prevenuti, se se ne ha la possibilità; e comunque occorre tutelarsi da essi. Le coperture assicurative sono a tutti gli effetti degli strumenti di tutela, sia dal punto di vista finanziario che sul piano patrimoniale: ma questa è una esigenza a cui devono pensare anche i commercianti e gli artigiani, e non solo le aziende più grandi e più strutturate.