E(li's)booksSócrates – Sport Storie Società. Intervista a Christian Raimo e Alessandro Gazoia

a Roma nei giorni dal 17 al 19 settembre.

Oggi voglio segnalare la prima edizione di “Sócrates – Sport Storie Società” che si svolgerà a Roma nei giorni dal 17 al 19 settembre, è un festival culturale dedicato allo sport e all’editoria sportiva.

La fiera avrà sede negli spazi aperti del Circolo ARCI del Brancaleone (via Levanna, 11). Tra i luoghi deputati agli incontri: la Biblioteca Flaiano, Parco Labia, e altre piazze e spazi sociali del Terzo Municipio.

La direzione artistica è curata da Alessandro Gazoia, scrittore, e da Federica Antonacci, organizzatrice di eventi.

Ho fatto qualche domanda a Gazoia e all’assessore Raimo che del Municipio III ha la Delega in materia di Politiche per la Cultura, Politiche Giovanili e Valorizzazione del Patrimonio.

 Quando ho letto il nome dato a questo nuovo e interessante appuntamento che Roma e il Municipio III offrono ai concittadini: Sócrates – Sport Storie Società, ho pensato istantaneamente al “rivoluzionario del fùtbol bailado”, è un omaggio al campione brasiliano o al filosofo? Qual è lo spirito che è alla base della manifestazione?

Gazoia: Diciamo che è un omaggio a due filosofi che correvano molto o almeno camminavano tanto. Lo spirito di Sócrates è davvero nelle tre parole “Sport Storie Società”, vorremmo cioè considerare insieme l’attività sportiva, la sua narrazione e la sua importanza nella società. Faccio l’esempio più ovvio: l’Italia vince l’Europeo, ma quella vittoria è indissolubile dal suo racconto (partecipato e condiviso) e dal suo effetto sul Paese, diretto e indiretto. E questo non vale solo per eventi così grandi e importanti: lo sport è sempre anche il suo racconto e la sua risonanza sociale.

Ho trovato molto bella l’iniziativa del “biliardino letterario” la vuole riassumere per i lettori? Come si fa a partecipare?

Gazoia: Il Biliardino Letterario, curato da Giovanni Paresson, vuole accostare il piacere del gioco alla promozione del libro e della lettura. Ci sono dei biliardini, e ci sono tante squadre che hanno come nome il titolo di un libro e che per iscriversi al torneo hanno versato tale libro a Sócrates come quota di iscrizione. Il Maestro e Margherita contro Moby Dick, e poi ancora L’Avversario contro Tre uomini in barca. Chi passerà il turno? Alla fine quattro squadre arriveranno a contendersi il premio, che consiste nei libri messi in palio da tutti i partecipanti. A breve sui social daremo gli ultimi dettagli per le iscrizioni.

Tra tutti gli appuntamenti in programma qual è quello secondo lei che non si deve assolutamente perdere?

Gazoia: Voglio dire subito che molti appuntamenti sono dedicati alle presentazioni di libri e che questi libri, e moltissimi altri, si troveranno negli stand della fiera editoriale di Sócrates. Tutta la fiera insomma è da non perdere. Poi, se devo proprio scegliere un evento, ne scelgo due, per doverosa equidistanza tra Lazio e Roma. Avremo infatti la presentazione di Le canaglie di Angelo Carotenuto, edito da Sellerio, e di La gioia fa parecchio rumore di Sandro Bonvissuto, edito da Einaudi.

Il Municipio III esordisce con questa nuova iniziativa, Sócrates – Sport Storie Società mi chiedevo: “perché una persona seria come Christian Raimo si occupa di sport? “ (semi citazione*)

Raimo: Io non mi occupo di sport, c’è un’assessora apposta, ma mi occupo di cultura, e quando Alessandro Gazoia mi ha proposto l’idea di fare il primo festival italiano di libri a tema sportivo nel municipio mi è sembrata un’idea perfetta. Per diverse ragioni: questo tipo di editoria ha avuto un’enorme crescita, in termini quantitativi e qualitativi. Parlare di sport, allo stesso modo che praticare sport, serve a creare comunità in modo diretto: comunità trasversali, di appassionati. Da insegnante spesso consiglio ai ragazzi che non hanno ancora sviluppato l’abitudine alla lettura, di prendersi un classico di narrativa contemporanea che racconti un’avventura sportiva: Febbre a 90 gradi di Hornby, Open di Agassi. Con Gazoia poi abbiamo coinvolto la Scuola del libro, Federica Antonacci, le Biblioteche di Roma (che ringrazio particolarmente perché sono un presidio su tutta Roma), Roma Cares, l’Arci Roma ed altri sponsor del terzo municipio, come Oj food, Tosto e Nicolini. L’idea era proprio quella di creare un festival letterario che partisse da qui, da questi quartieri: alla fine anche un semplice pretesto per stare insieme per tre giorni a chiacchierare, conoscere gente, e ritrovarsi in passioni comuni.

Lo sport si dice da sempre che è (più o meno in tutto il mondo) un ascensore sociale, nel mondo dello sport si sono realizzati veri e propri miracoli, mi viene in mente la storia di James Cleveland Owens, una iniziativa come Sócrates – Sport Storie Società che obiettivo vuole raggiungere a favore della comunità? O quali effetti spera si possano ottenere? Pensavo alla sua “pedagogia pubblica permanente”

Raimo: Quest’anno, dopo un anno e mezzo di pandemia, abbiamo ricominciato a vedere le manifestazioni sportive, ci sono state un sacco di vittorie, e ognuna di quelle vittorie è servita anche per tutti quei ragazzi soprattutto che non hanno potuto fare sport a scuola in questi ultimi anni. C’è una fetta consistente di popolazione giovanile che non fa sport perché spesso lo sport costa, perché la famiglia non ha una cultura sportiva, e nell’anno e mezzo della pandemia anche la scuola ha chiuso campi e palestre. Per questo per me era fondamentale dare un segnale contro una tendenza poco visibile ma grave: il rischio di dispersione sportiva. È un tema che riguarda ovviamente la salute pubblica, ma anche le politiche sociali.

Una curiosità: se dovesse indicarci nel mondo sportivo un talento, anzi un genio, quello che per lei è la ziggurat di Ur che nome farebbe?

Raimo: Quando sono triste, guardo e riguardo i gol e le azioni di Baggio su youtube. È una forma sì di devozione

Auguro a tutti i fortunati partecipanti buon divertimento

(*) Mi era venuta in mente la famosa domanda che fecero a Luciano Bianciardi quando scriveva sul Guerin Sportivo: “perchè una persona seria come lei si occupa di sport” e lui rispose: “perchè sono una persona seria”.

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