E(li's)booksNascondersi di Jaime Fountaine. Anteprima

"Avere delle amicizie richiede fingere tantissimo".

Da oggi in libreria Nascondersi il romanzo di esordio di Jaime Fountaine.

Il libro

Nella calura estiva di una periferia americana, tra un gioco a nascondino e l’altro, il chiacchiericcio di amicizie stagionali dopo la fine dell’anno scolastico e le prime esperienze con i ragazzi, un’adolescente troppo matura per la sua età è costretta a raccogliere i cocci della vita disastrosa della madre e a lavorare per mostrare una parvenza di normalità alle sue coetanee. Eppure, la sua presenza e le sue necessità passano costantemente inosservate, facendola sentire insignificante e senza un posto nel mondo. Sullo sfondo, un pervertito gira in automobile per il quartiere a importunare le ragazze, provocando il panico tra le famiglie. Con una scrittura essenziale e malinconica, questo breve romanzo traspone su carta in maniera pregnante com’è sentirsi soli e invisibili, perfettamente mimetizzati sul fondale, campioni di nascondino proprio malgrado.

La mia lettura

In Nascondersi ho trovato una protagonista senza nome che sta vivendo l’ età di transizione che è l’adolescenza, Jaime Fountaine riesce a esprimere ogni sfumatura di quel passaggio tra un ‘prima’ (l’età infantile, già conosciuta e sperimentata) e un dopo che deve ancora venire, un futuro (l’età adulta), spiega le insicurezze, le paure, le ansie verso ciò che è sconosciuto e lo fa con un linguaggio fresco, molto vicino a quello di una adolescente, credibile.

Osservando i vari personaggi di Nascondersi emerge chiaramente anche un altro concetto: nessuna adolescenza assomiglia alle altre, hanno tematiche comuni, alcuni “compiti evolutivi” da intraprendere per entrare nella vita adulta ma ognuno lo fa a modo suo e qui la protagonista è certamente molto più matura dei coetanei che frequenta, è molto avanti nel processo di “soggettivizzazione”  nei confronti dei suoi valori di riferimento.

In poche pagine (è un romanzo breve) Jaime Fountaine riesce a farci entrare nell’assetto mentale di questa ragazzina, ci mostra gli “strappi” che ha già posto in essere per emanciparsi dalla figura materna che è meno adulta di lei in verità.

Quando è single, mia madre si infila nel mio letto quando pensa che io stia dormendo. Capisco che è delusa che io abbia cominciato a dormire rivolta verso la parete, perché significa che deve essere lei ad abbracciare me, che dev’essere lei la protettrice invece della protetta. Aspetto fino al momento in cui posso scivolare via dalla base dei miei due letti singoli accostati e sgattaiolare in soggiorno per dormire sul divano, rivolta verso la porta, finché le televendite non di­ventano telegiornali.”

Non ho potuto fare a meno di provare empatia verso questa piccola donna e i nuovi obblighi verso se stessa, sua madre, i suoi coetanei, bruciante è la consapevolezza che essere una donna può significare anche mancare di determinazione nonostante la maturità implicherebbe maggiore libertà.

“Avere delle amicizie richiede fingere tantissimo. Fingere che ti piacciano tutte le stupidaggini che piacciono alla gente. Fingere che ti importino cose come sport o brutta musica o stupidi programmi televisivi. Fingere che abbia senso vestirsi come tut­ti e comportarsi come tutti, quando non mi sento come nessun altro nel mondo intero. Vorrei che fosse colpa di mia madre. Molte cose lo sono. Ma io non sono più un suo riflesso.”

Bellissimi sono i passi dedicati alla consapevolezza fisica, all’intuizione che un corpo femminile è qualcosa che altri fantasticano di “usare”, il personaggio di Drew rappresenta il pericolo, quello che si insinua nelle crepe lasciate dalla madre perché intuisce che può arrivare a conquistare la sua solitudine.

Gli adulti di nascondersi sono inaffidabili, esempi cattivi, questa adolescente disprezza il modo in cui sua madre si svende in cambio delle attenzioni di uomini insulsi e sa già di non volerle assomigliare.

“Mia madre sta facendo quello che fa sempre quando conosce uno: fingere di essere una persona comple­tamente diversa, e si aspetta che io faccia lo stesso. Dice che gli uomini non vogliono piacerti troppo sin da subito. Vogliono guadagnarselo lavorando. Non dice mai cosa vogliono guadagnarsi di preciso. So che non intende il sesso. Per quello non fa mai lavorare nessuno. Mia madre dice che ama gli uomini che prendono il comando, ma quel che intende è che ama gli uomi­ni che credono di possedere tutto ciò che hanno di fronte, come se fossero il cazzo di Re Leone.”

La scoperta del sesso è qualcosa che si porta dietro profonde contraddizioni. Da una parte c’è la gratificazione di piacere, dall’altra un nuovo obbligo.

E’ terribile la consapevolezza che per arrivare all’età adulta bisogna percorrere la strada del conformismo, è cinica questa giovane voce narrante, molto lucida nei suoi ragionamenti e Jaime Fountaine convincente.

Brava, bell’esordio.

Nascondersi di Jaime Fountaine

Traduzione di Stefano Pirone
Pidgin, in commercio dal 10 novembre 2021
Pp. 87 € 14,00
€ 6,99 la versione ebook

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