Notes da (ri)vedereLavoro, Cosmico cerca talenti del digital

Nuove opportunità professionali con il digitale. Sono aperte le candidature per la nuova piattaforma di Cosmico, (wearecosmico.com), startup che connette i talenti del mondo digital con le più grandi aziende, agenzie, società di consulenza e startup internazionali. Il portale vuole essere uno spazio virtuale che connette i talenti digitali con i grandi brand internazionali. Le figure ricercate sono freelance o agenzie che lavorano nel digital in ambito sviluppo e coding, design, marketing e comunicazione, con la volontà di collaborare a importanti progetti su scala nazionale e internazionale rimanendo liberi da vincoli. Cosmico li definisce unhirables, letteralmente non assumibili: sanno quanto valgono, sanno di poter arrivare dove vogliono, non si accontentano di lavorare per una sola azienda. È una buona occasione per lavorare con il digitale che sta assumendo un’importanza sempre più strategica, a beneficio dei giovani e delle persone che possono collocarsi in nuovi contesti lavorativi del futuro. Dopo la pandemia del Covid 19 è iniziata l’accelerazione dell’asset della tecnologia, trasformando il mondo del lavoro e di conseguenza cambiando le figure professionali. Ora stiamo vivendo un periodo storico dove è importante conoscere, studiare, migliorare le proprie competenze in ambito digitale e tecnologico per scommettere sulla nuova frontiera del futuro che si chiama web. Con Francesco Marino, Managing Director della startup Cosmico, vogliamo approfondire la nuova situazione occupazionale per comprendere gli scenari futuri e le opportunità da prendere in considerazione.

Il digitale apre nuovi orizzonti occupazionali. Quali sono le figure più ricercate?

«Il digitale non è più semplicemente un trend da cavalcare, bensì un cambiamento necessario che stravolge i processi e le metodologie non solo del mondo del lavoro, ma di tutto ciò che ci circonda nella quotidianità. Fra le professioni più ricercate proprio nella frontiera del digital abbiamo l’e-commerce manager, visto il recente boom che ha coinvolto lo shopping online, così come gli sviluppatori. Al primo posto, tra questi, il front end, seguito dal software engineer e java software engineer. Segue poi il social media manager, a cui ormai è richiesta una competenza sempre più trasversale con doti sia di grafica che di copywriting».

La pandemia ha cambiato l’economia e di conseguenza il lavoro. Quali sono gli scenari futuri?

«Tra gli scenari futuri che ci portiamo dietro da questi due anni di restrizioni e cambiamenti, sicuramente la consapevolezza di saper, anzi di potere unire lavoro e tempo libero. Ognuno di noi ha rivisto le proprie priorità, cercando di organizzare la nuova routine per dare il giusto mix a lavoro e passioni. Poter lavorare da remoto, ad esempio, ovunque si voglia, e creare dei veri e propri momenti live con il team, equilibra queste fasi, dando ancora più potere ai momenti di incontro e scambio. Le aziende del futuro sono quelle che permetteranno ai propri collaboratori/dipendenti di scegliere, se e quando venire in ufficio, instaurando così in loro un rapporto di maggiore consapevolezza».

Quanta potenzialità esprime il digitale in termini di produzione, di contatti, di promozione per imprese e attività professionali?

«Facciamo lavori che 10 anni fa non immaginavamo nemmeno e, ora come non mai, abbiamo una visione chiara di cosa ci permetterà la tecnologia fra soli 5 anni. Una PMI è destinata a cambiare, ad evolversi. Non si può gestire un business come si è “sempre fatto”. La frase, ad esempio, “abbiamo sempre fatto così” uccide il digitale in primis, e l’innovazione e probabilmente anche la stessa PMI. Lo stesso Covid-19 è stata una digitalizzazione forzata, che ci ha obbligato al cambiamento, ora non ci resta che farne tesoro e adottare/implementare ciò che ha regalato questo periodo alla popolazione».

L’economia del XXI secolo deve credere all’innovazione tecnologica. I giovani in che modo sono avvantaggiati da questa nuova visione del lavoro?

«L’economia del XXI secolo deve credere all’innovazione tecnologica e utilizzarla come un volano. I giovani sono enormemente avvantaggiati da questa nuova visione del lavoro: in primis perché sono nativi digitali, quindi per loro è quasi imprescindibile immaginare il mondo, e il mondo del lavoro, scisso dal digital. In secondo luogo, sono quelli che meglio si sanno adattare alla formazione che cambia e sono subito pronti ad apprendere nuovi tool, nuove piattaforme cavalcando i trend emergenti. Ciò che le aziende dovrebbero imparare è dare fiducia ai giovani, mettendo la loro expertise a supporto di imprese, nei cda, con ruoli di vera responsabilità».

Francesco Fravolini