Dopo SkuolaRitorno a scuola, l’anno è nuovo ma i problemi sono quelli di sempre

Rientro in classe con l’ombra della variante Omicron: le preoccupazioni di studenti e famiglie non sono sempre ingiustificate. Tra le principali criticità lo scarso distanziamento tra gli alunni, gli sprechi legati alle mascherine e l'annosa questione dei mezzi pubblici sovraffollati

La pandemia torna a spaventare la scuola e, con la nuova ondata di contagi, in molti chiedono di ripristinare – almeno per qualche settimana – la didattica a distanza generalizzata. Ma il Governo va avanti per la sua strada e cerca di tenere quanto più possibile aperte le classi. Anche perché, in teoria, sono stati investiti tanti soldi pubblici per gli strumenti necessari a garantire le lezioni in sicurezza e in presenza: distanziamento, banchi monoposto, mascherine, gel disinfettanti nonché il potenziamento dei trasporti. Ma i più cauti, forse, non hanno tutti i torti. Visto che, stando a quanto raccontano i 3 mila studenti di scuole medie e superiori recentemente intervistati da Skuola.net, non sempre si riesce a stare al passo con la pandemia che incalza. Ecco quindi qual è la valutazione data dagli alunni sulla situazione nelle scuole per quanto riguarda la sicurezza: saranno promosse o bocciate?

Banchi a rotelle relegati al ruolo di comparse

Partiamo prendendo in esame i tanto discussi banchi a rotelle, uno dei temi più caldi durante l’ultimo anno e mezzo di scuola. Una soluzione che, nei piani del Ministero dell’Istruzione, avrebbe dovuto aiutare nella gestione degli spazi ridotti nelle classi, permettendo una disposizione alternativa degli alunni e, nel contempo, dando ai docenti la possibilità di innovare la didattica grazie alla flessibilità degli spazi. Peccato che la loro diffusione sia stata davvero molto scarsa. Attualmente, infatti, quasi tutti gli alunni (96%) dicono di accomodarsi su banchi di tipo tradizionale, siano essi monoposto (80%), biposto (8%) o misti (8%). Non solo, in qualche caso, hanno effettivamente fatto la loro comparsa nelle aule – lo dice il 14% di quelli che prendono posto su una postazione classica – solo che si è trattato di un esperimento limitato all’anno scolastico 2020/2021. Che fine hanno fatto? Nella maggior parte dei casi hanno trovato una nuova dimensione: oltre la metà (55%) afferma che i banchi a rotelle sono stati messi in altre aule, come laboratori di scienze e musica. Ma ci sono anche scuole che li hanno restituiti (lo dice il 25%) oppure “parcheggiati” in deposito (così per il 20%). Sta di fatto che, attualmente, appena il 4% sta continuando a seguire su banchi di ultima generazione.

Rispettare il metro di distanza è un’impresa

Normale che, con un quadro del genere, tenere fede alle norme sul distanziamento sia molto complesso, come già più volte segnalato nei mesi scorsi. Gli intervistati sembrano confermare questo trend molto critico: quasi 1 su 2 sostiene che nella propria classe non si riesca a rispettare il corretto distanziamento tra alunno e alunno, il 28% ritiene che l’obiettivo sia stato centrato ma per un pelo, solamente 1 su 4 non lamenta questo tipo di problema e pensa ci sia spazio a sufficienza per tutti.

Le mascherine consegnate dalla scuola non convincono

Stando così le cose, diventa fondamentale il ruolo dei dispositivi di protezione, soprattutto laddove le ragazze i ragazzi sono costretti in spazi contingentati. Secondo il virologo Andrea Crisanti le mascherine FFP2 “proteggono anche più del vaccino” eppure solo il 15% degli studenti intervistati da Skuola.net le usa in classe. Pur non essendo obbligatorie o consigliate. Il 70% usa le mascherine di tipo chirurgico, che sono quelle fornite dalla scuola. E su questo versante gli istituti scolastici si sono fatti trovare abbastanza preparati: ben 8 studenti su 10 confermano di ricevere periodicamente dalla scuola le mascherine, chirurgiche, da usare in classe. Qui, però, si affaccia un altro tipo di problematica: lo spreco di risorse. Quasi 2 alunni su 3 preferiscono lo stesso usare mascherine di tipo chirurgico comprate autonomamente, forse per paura che quelle fornite dal proprio istituto non siano valide.

Il sapone per le mani spesso è un optional

Le mascherine, però, da sole non bastano. Specie in ambienti, come quelli scolastici, in cui sono tanti gli spazi comuni, utilizzati da tantissime persone. L’igiene, in primis delle mani, può fare la differenza. Qui, diversamente dal capitolo mascherine, la reattività delle scuole non sempre sembra all’altezza della situazione. Solo il 42% degli studenti dice che nei bagni del proprio istituto è sempre disponibile il sapone, mentre il 40% lo trova solo ogni tanto, sempre meglio di quel 18% che non lo trova praticamente mai. Va decisamente meglio con i gel disinfettanti: per 2 su 3 sono presenti praticamente ovunque nell’edificio scolastico, per il 29% ci sono perlomeno all’ingresso e nei bagni, appena il 5% deve utilizzare quello personale.

Trasporti pubblici, la musica è sempre la stessa

Un altro ostacolo per il ritorno in classe in sicurezza, infine, è sicuramente rappresentato dai trasporti pubblici. La metà degli studenti delle scuole superiori intervistati da Skuola.net ammette di doverli usare per potersi recare a lezione, a cui si aggiunge un ulteriore 9% che vi ha rinunciato per i più svariati motivi: dalla mancanza del green pass, al sovraffollamento, alla paura dei contagi. Come condannarli: basti pensare che il 51% degli alunni utenti del trasporto locale denuncia l’assoluta mancanza di distanziamento e solo il 34% afferma che, nelle tratte frequentate, la mascherina viene generalmente indossata da tutti i passeggeri.

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