Blog Notes di MartaQuasi una settimana di repliche in più per Filippo Timi, in scena con il suo mondo fantastico al Franco Parenti a Milano

Parte bene il 2022 per Filippo Timi, autore e attore, sia teatrale che cinematografico, perugino classe 1974: sarà in scena ancora fino al 23 gennaio “Mrs Fairytale”, la nuova produzione in scena a Milano dal 30 dicembre e che sarebbe dovuta terminare il 18 del primo mese del nuovo anno. Quasi una settimana di repliche in più: una buona notizia per il Teatro Franco Parenti, diretto da Andree Ruth Shammah, che ha investito -ancora-in lui dopo che nel 2011 aveva prodotto “Favola”, spettacolo per certi aspetti avvicinabile. “Mrs Fairtayle” inizia con un suicidio: la (il) protagonista è sola in casa la notte di Capodanno, e si spara un colpo di fucile in bocca. Subito dopo ha inizio la drammaturgia: la protagonista si alza dalla poltrona e racconta al pubblico la sua vita: “sono una donna di 47 anni, invaghita di un uomo invisibile, amata da nessuno e con un cane imbalsamato con cui passo il tempo”. Istruzioni per lil pubblico: lasciar cadere ogni logica e buttarsi con Timi nel mondo in cui ci assorbe. Si verrà guidati in un luogo di fantasia e allo stesso tempo di verità profonde: assistere a questo spettacolo è come entrare in un sogno, che non è il nostro, ma quello dell’attore-creatore. Che a sua volta si immerge con il pubblico nel momento che sta vivendo, e si commuove e diverte: nel salottino confetto siede in poltrona anche un uomo per tutta la durata dello spettacolo, Emiliano Coltorti, ma è quasi sempre, tranne alla fine, con il viso nascosto dietro al quotidiano che sta leggendo. È lì, eppure è come se non ci fosse. Al contrario il cagnolino è imbalsamato (lo dirà apertamente l’attore nel corso dello spettacolo), ma Timi vi si interfaccia come se fosse reale. È la notte di capodanno, e il/la protagonista sceglie di voler restare a casa, in compagnia delle sue contraddizioni e i suoi misteri assurdi: il marito Dytan sarebbe in viaggio per lavoro, si può chiamare la mamma al telefono e parlare con il cagnolino impagliato. Fingendo di non vedere chi sta affianco a noi. Si può: questo sembra volerci dire Timi nel corso della sua e e nostra serata: fuori c’è un mondo terribile, di fantasmi e paure che ci assalgono appena apriamo la porta di casa, ma sfuggire a quell’orrore esterno è possibile, a patto di crederci. I costumi di Fabio Zambernardi e le scene costruite nel laboratorio del Teatro Franco Parenti conducono il pubblico come una spia nell’ambiente di fiocchetti e paralumi, in cui il protagonista si rifugia. Che ricalcano quello anni ’50 che Timi interpretò quando diventò la casalinga protagonista di “Favola”.

Info. www.teatrofrancoparenti.it, via Pier Lombardo 14,  02-9995206

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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