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Il Milan femminile ospita il Napoli per la V^ giornata di ritorno del massimo campionato di serie A.

©Francesco Scaccianoce

Per raggiungere il campo di gioco del centro sportivo Peppino Vismara di Milano, la “casa base” del Milan femminile e delle giovanili rossonere, si percorre a piedi un viale di poche centinaia di metri. Ammetto questa volta di essermi sentito un po’ a disagio nel percorrerlo.

Mentre non lontano da qui c’è chi muore, e muore male, mentre i colleghi in Ucraina si ritrovano senza carta, penna e calamaio perchè spazzati via dalle bombe, con i nostri corrispondenti a rischio sulla linea del fronte, mentre alcuni colleghi della stampa russa in patria vengono condannati a 15 anni di carcere duro se osano alzare gli occhi dal compitino scritto da altri, io sono qui per scrivere di ventidue giovani atlete e di un pallone di cuoio. 

Lo so, il mondo non si può fermare davanti ad ogni guerra, anche perchè  purtroppo non passa giorno che in un angolo del pianeta non se ne combatta una.

Il calcio non è solo un gioco, è anche un lavoro, un lavoro che richiede impegno, costanza, serietà e va quindi rispettato.

La vita va avanti. Io un certo disagio lo percepisco comunque. 

Il Milan femminile ospita il Napoli per la V^ giornata di ritorno del massimo campionato di serie A.

Riguardo la gara odierna non c’è molto da scrivere.

Partenza a razzo delle rossonere, nemmeno un minuto e Thomas porta in vantaggio il Milan infilando il portiere partenopeo Baldi di sinistro. A seguire un primo tempo controllato dalle padrone di casa, con tante giocate confuse, poca concentrazione, nessuna traccia all’orizzonte di un briciolo di grinta. Una gestione mediocre dell’ordinaria amministrazione, impreziosita da alcune giocate sciagurate che avversarie di diverso calibro non avrebbero perdonato. 

La barca va e non scuffia perchè il Napoli non è una corazzata, la vecchia guardia regge e Giuliani ha un quadrifoglio nascosto nei guanti.

La ripresa è ancora più disordinata, arrivano gli avvicendamenti decisi dalla panchina ma la musica non cambia. Il Napoli annusa nell’aria l’opportunità di raddrizzare il risultato e sfrutta le poche occasioni che vengono concesse. Un tiro di Erzen regala al folto pubblico l’illusione del gol. Gol che arriva dal piede educato di Toniolo che, su punizione dal limite dell’area, trafigge Giuliani.

Pareggio meritatissimo che potrebbe aprire la via al clamoroso sorpasso, ma Pinna si mangia un gol fatto sola davanti al portiere rossonero. 

Non basta la caparbietà di Bergamaschi per conquistare i tre punti; il suo ultimo affondo si chiude con un tiro in bocca all’estremo difensore napoletano che spegne le ultime pallide velleità milaniste.

Male, partita brutta giocata in modo mediocre da un team che avrebbe dovuto sfruttare gli inciampi delle dirette concorrenti per riagganciare il treno Champions.

Il commento finale odierno dell’allenatore rossonero Maurizio Ganz.

“Un pareggio che fa male. Queste due settimane abbiamo avuto tanti infortuni, e anche oggi avevamo solo due cambi a disposizione: Fifi (Refiloe Jane ndr) e Stapelfeldt. Abbiamo avuto delle possibilità sulle ripartenze, specialmente nell’ultimo quarto d’ora avremmo dovuto segnare il 2-0, poi ci hanno punito su un gran calcio di punizione dal limite. Dobbiamo stringere i denti. Non molliamo, ma è un peccato, perché i risultati di ieri potevamo fare un salto di qualità. Non ce l’abbiamo fatta, pensiamo alla prossima partita”.

Maurizio Ganz ©Francesco Scaccianoce

Cosa accade a questo Milan che, dalla fine dell’anno passato, è diventato pericolosamente incostante?

Non siamo ancora alla fine della stagione, pertanto non è tempo di fare bilanci. Certamente le cessioni di pezzi pregiatissimi della rosa hanno destabilizzato l’ambiente. Ganz stesso non lo nasconde ed in una intervista rilasciata al Corriere dello Sport ammette che “è stato difficile. Ma bisogna sapere che a ogni azione corrisponde una conseguenza”.

Il mister si è assunto quindi una responsabilità ed ora deve gestire la fase del “dopo”, aiutato anche da alcuni arrivi di alta qualità, come quello di Guagni, una giocatrice capace di spaccare qualsiasi partita, contro qualsiasi avversario.

“Io spero di regalare un trofeo al Milan, ma allo stesso tempo di far crescere il movimento. Sono a disposizione di un calcio che mi è entrato dentro” prosegue Maurizio Ganz.

Temo che i suoi obiettivi saranno raggiunti solo parzialmente. La crescita del movimento è importante ma non possiamo nasconderci che se non si ottiene un cambio di rotta immediato, il Trofeo – se mai arrivasse – rappresenterebbe solo una toppa ad un grande buco. Buco che è rappresentato dal mancato raggiungimento del minimo sindacale stabilito ad inizio stagione, ovvero la conquista della qualificazione alla prossima Champions League.

Una Champions che ad oggi non è che un puntino all’orizzonte, lontano, molto lontano.

Ripeto che i bilanci si fanno solo a giochi chiusi, oggi ogni riflessione negativa potrebbe essere etichettata come l’urlo di una Cassandra.

Ciò nonostante rimane urgente dare una scossa e cambiare mentalità; il Milan visto oggi è mediocre, confuso e disorientato. E purtroppo decisamente noioso.

Il cronista qui si ferma, il tifoso non smette di sperare nell’arrivo del decisivo colpo d’ali.

Christy Grimshaw (AC Milan) ©Francesco Scaccianoce

MILAN-NAPOLI 1-1

MILAN (3-4-2-1): Giuliani; Árnadóttir, Fusetti, Agard; Thrige, Adami (13’st Jane), Grimshaw, Tucceri; Thomas, Bergamaschi; Longo (24’st Stapelfeldt). A disp.: Babb, Cazzioli; Codina, Zanini; Miotto; Cortesi, Crotti. All.: Ganz.

NAPOLI (4-2-3-1): Baldi; Erzen, Golob, Awona, Abrahamsson (12’st Errico); Mauri (24’st Toniolo), Corrado; Colombo (12’st Acuti), Tui, Pinna; Sole Jaimes G. A disp.: Gutierrez; Di Marino, Garnier; Botta; Berti, Galli. All.: Castorina.

Arbitro: Burlando di Genova.
Gol: 2′ Thomas (M)
Ammonite: 37′ Corrado (N)

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