BabeleSfide e opportunità dell’eMobility

AP Photo/Martin Meissner, File

Con l’avvento dell’eMobility anche l’Italia, come d’altronde tutta l’Europa, è chiamata a prendere decisioni in tempi brevi, accompagnate da investimenti e strategie che permettano di cogliere le opportunità del settore. Vediamo qual è la situazione in Europa e in Italia riguardo l’eMobility.

Quali sono i fattori chiave dell’eMobility nei paesi leader

Uno studio recente sui principali mercati nell’ambito del settore dell’e-mobility, titolato “EY Electric Vehicle Global Readiness Index”, mostra che nella Top 3 delle nazioni leader nella svolta elettrica ci sono Cina, Svezia e Germania. I fattori chiave che li hanno imposti come leader sono:

  • Enorme impegno sia pubblico che privato nel predisporre un ecosistema produttivo e un processo per portare sul mercato prodotti competitivi
  • Maggiore predisposizione nei consumatori nell’approccio verso l’acquisto di un veicolo elettrico BEV/PHEV
  • Incentivi governativi e azioni di supporto alle imprese e all’ecosistema mobilità in generale

La mobilità sostenibile in Italia

Da una analisi recente di EY è emerso che nel nostro paese, dove l’attenzione verso le tematiche green è in netta crescita anche per via del drastico cambio di abitudini causato dalla pandemia da Covid-19, gli italiani sono pronti per il passaggio alla mobilità elettrica.

Nel sondaggio la percentuale complessiva che ha dichiarato di volersi orientare verso la mobilità sostenibile è pari al 54%, di cui l’11% verso l’elettrico e il 43% verso modelli ad alimentazione. Invece, il 20% del campione intervistato ha mostrato apertura verso il noleggio auto elettrica, come la formula del Noleggio a Lungo Termine, e nuovi sistemi di acquisto proposti dalle aziende automobilistiche.

Il 43% degli italiani ha detto di preferire l’ibrido o l’elettrico perché preferisce condurre uno stile di vita attento all’ambiente, il 35% per accedere nel centro della città e nelle ZTL, il 33% per il costo minore al chilometro e per la manutenzione e il 30% per gli incentivi economici concessi per l’acquisto.

Un quadro del genere dimostra chiaramente che in Italia c’è grande propensione verso la mobilità sostenibile, il che significa che bisognerà velocizzare lo sviluppo del settore dell’eMobility con investimenti notevoli, cogliendo allo stesso tempo le grandi opportunità che riserva.

Sviluppo e innovazione per le sfide industriali

Occorrono due fattori per condurre sfide industriali in grado di apportare vantaggi concreti, e sono sviluppo e innovazione. Una delle leve più importanti per affrontare il cambiamento climatico è il processo di decarbonizzazione nei trasporti, e per raggiungere questo traguardo ambizioso è imprescindibile che vi sia un ecosistema sostenibile ed efficiente. In Italia, le sfide future riguardano tutti i settori, da quello industriale a quello sociale, passando per i servizi legati al mondo dell’eMobility.

Sviluppo e innovazione sono quindi le parole chiave per consentire al nostro paese di avviarsi verso l’e-mobility e trovare il proprio spazio di leadership, puntando a un ruolo di rilievo nella filiera produttiva o di sviluppo e ricerca.

Conclusioni

Affinché l’Italia possa raggiungere gli obiettivi prima citati, occorre definire una strategia nel lungo termine, mirata a sviluppare i distretti industriali dell’auto.

Un utilizzo efficiente delle risorse previste nei prossimi anni può rappresentare una svolta decisiva per sviluppare il comparto, ma bisogna accelerare la crescita puntando su incentivi, sviluppo di competenze e supporto alle attività di ricerca e sviluppo.

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