Niente scialo per lo shale

Siccome piove sempre sul bagnato, una delle glorie statunitensi degli ultimi anni – quella produzione di shale oil che aveva consentito agli Usa di sognare l’indipendenza energetica – non si è ancora ripresa dai danni del Covid. Sicché proprio mentre il petrolio andava alle stelle, la patria del fracking si è trovata a secco, con una produzione che prima veleggiava verso i 250 milioni di barili a mese, per arrivare a 150 nel 2021. Ora va un po’ meglio, ma intanto l’inflazione da idrocarburi è schizzata alle stelle, aggiungendo un notevole contributo a quella generale. Non c’era momento peggiore per finire lo scialo di shale. E quindi è arrivato.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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