Notes da (ri)vedereWikicasa sceglie il digitale per aumentare le vendite

Wikicasa chiude un round di raccolta di 3 milioni di euro per accelerare il trend di crescita degli ultimi anni. L’investimento vuole rafforzare il posizionamento di Wikicasa come progetto di sistema per i professionisti di settore e lo sviluppo di servizi digitali per gli utenti finali. L’obiettivo del progetto rimane quello di fornire, attraverso il canale digital, un maggior livello di qualità e di trasparenza delle informazioni, per agevolare compravendite e locazioni. Nel 2021 sono stati circa 13 milioni gli utenti unici che si sono rivolti a Wikicasa per cercare un immobile in vendita o in affitto. Wikicasa prevede di raddoppiare l’organico nei prossimi 18 mesi, per accompagnare la crescita a doppia cifra di ricavi e quote di mercato: figure come business analyst, data scientist, front-end, back-end e mobile developer si affiancheranno agli oltre 40 dipendenti – con età media 27 anni – che già operano nelle sedi di Milano e Genova. Candidature sul sito: https://www.wikicasa.it/lavora-con-noi. Il round è stato sottoscritto dagli attuali soci tra cui figurano i maggiori quattro gruppi immobiliari italiani per numero di agenzie sul territorio: Gruppo Gabetti – con le reti Gabetti Franchising, Grimaldi e Professionecasa – RE/MAX, Tecnocasa Group – con le reti Tecnocasa e Tecnorete – e Tempocasa. Con Pietro Pellizzari, Ceo di Wikicasa, vogliamo approfondire il ruolo del digitale come canale privilegiato per aumentare le vendite delle abitazioni.

Quale ruolo svolge il digitale a beneficio dell’immobiliare?

«Il web oggi costituisce il primo canale di ricerca per il settore: il 90% di chi acquista o affitta un immobile passa per il canale online; i portali immobiliari consentono in pochi click di visionare la quasi totalità dell’offerta e selezionare gli immobili più in linea con la ricerca. I portali mirano ad offrire una trasparenza sempre maggiore all’utente finale; anche noi, con i nostri portali (Wikicasa.it, Casaclick.it, Commerciali.it) che raccolgono oltre 600mila annunci immobiliari da più di 14mila professionisti su tutto il territorio, andiamo verso la medesima direzione. L’obiettivo è quello di fornire informazioni affidabili, precise, costantemente aggiornate a chi si rivolge al canale online. I portali consentono però anche di raccogliere una grande mole di dati legati sia alla domanda, sia all’offerta, fondamentali per guidare il lavoro dei diversi operatori del settore. Ad esempio, i costruttori grazie ai Big Data possono interpretare le tendenze di ricerca e proporre offerte in linea con le preferenze del mercato, le banche si affidano ai dati per valutare la solidità del mercato in funzione dell’erogazione dei mutui, gli agenti utilizzano strumenti dedicati grazie ai quali hanno accesso alle informazioni dettagliate, proponendo valutazioni sempre più precise e complete. Infine consulenti advisor e gestori di fondi di investimento utilizzano questi dati per ottimizzare la loro gestione di portafoglio».

Come incrementare le vendite usando soltanto la tecnologia?

«La tecnologia è senza dubbio una risorsa strategica che permette di ottimizzare ed efficientare il processo di compravendita di un immobile. Al momento non esistono sistemi o portali che possano gestire transazioni senza una componente umana, senza l’ausilio di professionisti del settore. Ovviamente il mercato italiano andrà incontro ad un percorso di digitalizzazione e maggiore trasparenza grazie al web, ma la compravendita immobiliare è la più complessa tipologia di transazione per aspetti economici, legali, tecnici ed emotivi, quindi è ancora difficile immaginare un mercato che possa diventare più efficiente senza l’ausilio degli operatori di settore. È comunque innegabile che la tecnologia e le sue applicazioni siano un aiuto importante. L’intelligenza artificiale è utile per analizzare l’enorme patrimonio di dati di cui i portali dispongono. Abbiamo sviluppato algoritmi automatizzati che aiutano a “pulire” i dati raccolti e fornire quindi informazioni precise e affidabili. L’AI può fornire supporto anche nella definizione del prezzo: è possibile trovare annunci incompleti o fuorvianti per l’utente (ad esempio annunci di immobili già venduti o affittati, o con posizione geografica che non corrisponde a quella reale o ancora annunci con dati parziali e incompleti) e aggiustare il prezzo. Questo aspetto è importante perché attribuire il prezzo corretto ad un immobile facilita e velocizza la vendita. Un’ulteriore applicazione è un algoritmo in grado di “studiare” la navigazione dei clienti e proporre loro immobili in linea con le loro preferenze. L’utente visualizzerà immobili in linea con le sue preferenze, al di là dei classici filtri già esistenti. Anche in questo caso, offrire al cliente soluzioni mirate, velocizza il processo di vendita».

Quali sono gli scenari futuri dell’immobiliare?

«La digitalizzazione prenderà sempre più spazio nel mercato e quindi anche in questo settore. Oggi i portali raccolgono la quasi totalità della domanda – ossia chi cerca casa – e in futuro raccoglieranno anche l’offerta – ossia chi vende casa. Infatti, se in passato era solo chi cercava casa a rivolgersi ai portali, oggi possiamo dire che anche chi vende utilizza questo strumento per informarsi sui prezzi medi di mercato e ottenere una prima “valutazione” di prezzo sul proprio immobile; questo è possibile grazie agli AVM come ad esempio il nostro Valuta Casa, che sono in grado di restituire un range di prezzo. In ogni caso è fondamentale il contributo del professionista che con la sua esperienza e professionalità è in grado di fornire una valutazione più precisa. Nessun algoritmo può sostituire il contributo dell’agente che può fornire una consulenza a 360°. Il mercato immobiliare sta affrontando un nuovo ciclo di crescita post pandemica, come confermato dai dati positivi dell’anno appena concluso. Credo che la tecnologia e i portali giocheranno un ruolo sempre più importante in un’ottica di maggiore trasparenza e velocità del mercato, riuscendo ad allineare in maniera più efficiente la domanda e l’offerta. Per concludere, è possibile notare come anche la normativa sta andando verso la stessa direzione attraverso la riforma del catasto che mira a ridefinire i criteri di valutazione degli immobili con una maggiore equità e trasparenza».

Francesco Fravolini

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