BabeleNuove start up contro frodi e riciclaggio

Contro frodi e riciclaggio, due “rischi invisibili” tra i più noti e diffusi che un’azienda o una banca possano correre facendo affari, è nata la startup B4Compliance, che fa parte di Background Italia, società di intelligence operante a livello globale.

La sua nascita è un’ulteriore conferma di quanto sia ormai fondamentale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per effettuare indagini in ambito compliance e antiriciclaggio. Così come per conoscere preventivamente i rischi reputazionali attorno a un business, sia su persone fisiche che giuridiche. 

In sintesi, la startup con sede a Milano supporta le imprese nei processi KYC grazie al suo portale di AML (Anti Money Laundering). Ricordiamo che KYC è l’acronimo di Know Your Customer, un processo di riconoscimento usato dalle imprese allo scopo di verificare l’identità e ottenere informazioni sui propri clienti e valutare potenziali rischi o intenzioni illegali.

Non va dimenticato che ci sono precise categorie di aziende e professionisti con l’obbligo legale di verificare la reale identità di utenti e clienti – il cosiddetto “onboarding” – al fine di scongiurare il riciclaggio di denaro e il finanziamento alla criminalità.

Nel caso specifico, gli operatori del settore bancario svolgono un ruolo complementare al sistema di gestione dei rischi operativi, anche previsti dalle regolamentazioni prudenziali. Ed eseguono controlli sull’applicazione della compliance secondo regole e norme fissate da Banca d’Italia, BCE, Consob, Isvap e Comitato di Basilea.

Questa serie di controlli, che devono essere eseguiti costantemente nel tempo, sono un adempimento oneroso tanto in termini di risorse impiegate, quanto di tempo. Per questo motivo, l’intelligenza artificiale è un alleato prezioso per risparmiare tempo e risorse. Anche se la quantità di dati ormai presenti in Rete e che continua ad aumentare esponenzialmente, rende la consultazione delle fonti sempre più complessa.

Nell’ambito dell’automazione dei processi di conformità, B4Compliance, per mezzo della propria piattaforma, riesce a individuare eventuali esposizioni dei soggetti nei rapporti con terze parti in tutto il mondo – siano essi fornitori, partner, consulenti o dipendenti – attraverso 14.000 fonti dislocate a livello nazionale e internazionale. 

Le competenze e l’esperienza messa a disposizione da B4Compliance a professionisti e imprese è totalmente digitale e consente di trovare direttamente online il profilo di rischio del soggetto cercato. Come?

Attraverso algoritmi proprietari di machine learning è possibile, per esempio, individuare criticità da rassegna stampa, sia su base storica, sia attuale. Grazie al suo portale AML, B4Compliance consente di consultare tutte le liste antiriciclaggio.

Come altre società del settore, che coniugano intelligenza artificiale e conformità normativa, anche B4Compliance permette di consultare tutte le liste antiriciclaggio, dalle sanction list (soggetti ed entità, le cui attività sono sottoposte a monitoraggio) a restrizioni o sanzioni da parte delle istituzioni finanziarie e altre organizzazioni per ogni singolo Paese: Panama Papers, Paradise e Offshore Leaks, Black & Watch List. Si tratta di nominativi per i quali vige un red flag emesso da autorità di vigilanza e altri enti (tra cui Interpol, Fbi, Dea, Dia) e liste Pep (Persone politicamente esposte), senza trascurare le recenti misure nei confronti di persone fisiche e giuridiche di Russia e Bielorussia.

Da ultimo, la piattaforma permette di effettuare la ricerca dei titolari effettivi, o in alternativa dei legali rappresentanti delle aziende, rilevare evidenze in ambito creditizio, e consultare gli archivi pubblici di sentenze civili e penali in Italia.

Ha ragione Onofrio Cappiello, CEO di B4Compliance, quando, lanciando la startup, ha spiegato che «la maggior parte delle piattaforme disponibili sul mercato e operanti in questo settore consentono di fare ricerche parziali e focalizzate su determinate liste. Abbiamo così realizzato un portale che opera vere e proprie indagini reputazionali tramite analisi incrociate su database internazionali».

Non a caso, la startup B4Compliance è nata per rispondere a un bisogno di sicurezza contro frodi e riciclaggio. Dopotutto, il 2021 è stato un anno da record in ambito riciclaggio e operazioni sospette. Secondo i dati dell’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif), l’anno scorso le segnalazioni di operazioni sospette sono state 139.524 con un incremento del 23,3% rispetto al 2020.

In questo scenario, se fino a un decennio fa gli istituti finanziari erano considerati i principali soggetti a rischio di trasferimenti illeciti di denaro, i recenti dati di mercato dimostrano che anche produttori, distributori, aziende di servizi e altre istituzioni non finanziarie si trovano sempre più spesso – nella gestione dei rapporti con terze parti – nel mirino dei potenziali riciclatori di denaro, con una conseguente esposizione a rischi reputazionali, legali ed economici.

In definitiva, la nascita della nuova startup B4Compliance conferma il ruolo chiave dell’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati per i processi KYC, così come per la conduzione di approfondite indagini sui cosiddetti “rischi invisibili”. Si tratta di un investimento cruciale anche per le banche allo scopo di conoscere i propri clienti e accrescere il proprio business.

Pur tenendo conto che l’applicazione dell’intelligenza artificiale dei processi di compliance abbia ancora margini di miglioramento, in particolare laddove gli algoritmi mostrano debolezza nell’elaborazione della “flessibilità semantica” e  nell’identificazione dei “termini dell’arte”, cioè parole o frasi che hanno definizioni precise all’interno di una legge, rimane il fatto che l’applicazione di tecniche di intelligenza artificiale per analisi di conformità rappresenta un deciso vantaggio competitivo per le banche.

Ed è proprio in questo ambito che gli istituti di credito che si trovano ad affrontare uno scenario operativo e normativo complesso nel quale il ruolo della compliance possa offrire una maggiore trasparenza, incrementando la customer satisfaction e la fiducia degli stakeholder.

A questo proposito, come l’esempio della citata startup B4Compliance ci mostra, il Big Data Analytics, con le sue caratteristiche di varietà, velocità e volume (le cosiddette 3”V”) assume un ruolo fondamentale nel mondo attuale, poiché sia la trasformazione digitale dei processi di business, l’affermazione delle tecnologie IoT e degli strumenti Big Data, sia la disponibilità di modelli descrittivi e predittivi basati su machine e deep learning sono alla base dell’”Industria 4.0”. Ecco perché oggi più di ieri, per le banche, il Big Data Management rappresenta una risorsa strategica in grado di determinare un vantaggio competitivo nel mercato.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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