18 Novembre Nov 2014 1400 18 novembre 2014

Dublino, la città giusta per aprire una startup

Dublino, la città giusta per aprire una startup

Berlin Web Summit

Niccolò Gallarati ha 31 anni e oggi siede all’ingresso di una sede della Bank of Ireland, a Dublino. Accanto a lui c’è Davide Viganò, 29 anni. Stanno esponendo il prototipo cui lavorano dallo scorso luglio: un supporto studiato per usare smartphone e tablet su aerei, treni e pullman di lunga percorrenza. «Se vuoi guardare un film non puoi tenere in mano l’iPad per due ore», dice Niccolò. Lui e l’amico hanno progettato, testato e realizzato il supporto con l’utilizzo di una stampante 3D, acquistata «per curiosità» qualche tempo fa. Torneranno in questa filiale per una settimana intera, facendo lavorare a pieno ritmo la loro stampante, in attesa di attrarre l’interesse di qualche investitore di passaggio. «È la banca in cui abbiamo aperto il conto corrente della nostra startup, e ci sta offrendo questo servizio».

Eccola qui l’Irlanda del 2014. Qui hanno sede i big dell’IT, Information Technology. Google, Apple e tutte le principali multinazionali del web, attratte da un regime fiscale particolarmente vantaggioso. È questo il Paese in cui un giovane trentenne italiano può andare, aprire la sua startup e godere di regole, opportunità e mentalità decisamente favorevoli.

Gallarati ha iniziato a usufruirne nel momento in cui ha mollato il lavoro di programmatore web in un’azienda di assicurazioni online di Dublino, la città in cui si è trasferito due anni fa per imparare l’inglese e cercare nuove opportunità, «stanco del lavoro di agente contrattuale per il Centro Comune di Ricerca», un ente della Comunità Europea con sede sul Lago Maggiore, in provincia di Varese. «Facevo troppo lavoro d’ufficio, spiega». Ed è lì che ha conosciuto Davide.

Il prototipo di Niccolò Gallarati e Davide Viganò. Lo hanno chiamato ClampHero

«Nell’agenzia assicurativa irlandese mi sono fatto le ossa, ma alla fine mi sentivo un po’ stretto. Non avevo ancora rinunciato al mio sogno nel cassetto: inventare qualcosa di mio. E mi sembrava naturale farlo proprio a Dublino».

Niccolò a luglio si licenzia e realizza la sua idea. Apre Garageeks, la sua startup.

«In Irlanda, la tassa di apertura di una società a responsabilità limitata è di 100 euro. Non solo. L’aliquota che paghi sugli utili fatti è del 12,5 per cento. Esattamente la metà che in Italia, dove l’Ires è del 27,5» (qui qualche informazione in più sulla tassazione irlandese per le imprese).

I vantaggi dell’aprire una startup a Dublino, Niccolò li elenca uno dopo l’altro. Tasse più basse per le aziende. Rapporto diretto con le istituzioni pubbliche. Efficienza della burocrazia, tante iniziative pro business. E servizi gratuiti di supporto per imparare a fare un business plan, aprire una partita Iva, cercarsi un commercialista.

«Le Società a responsabilità limitata come la nostra non pagano le tasse per il primo anno, continua Niccolò. Se poi l’azienda assume nuovi dipendenti, l’esonero si prolunga fino a tre anni».

Ma l’esenzione fiscale si prolunga per tre anni anche se la quantità di tasse che la startup dovrebbe pagare in quel periodo non supera i 40.000 euro. Una esenzione molto alta, considerando che l’aliquota sugli utili è al 12,5 per cento. (qui tutte le informazioni)

Tutto in Irlanda sembra orientarsi verso il sostegno alle startup.

Nel Paese esiste una rete di uffici pubblici, i Local enterprise office, pensati per fornire informazioni gratuite a chi vuole aprire un’azienda. «Fissi un appuntamento e nel giro di qualche giorno ti riceve un esperto che ti spiega cos’è un business plan e come si fa. Ti dà informazioni sull’apertura della partita Iva e su come trovare un commercialista. Superate le 6 ore di consulenza, il servizio diventa a pagamento, 20 euro all’ora».

I due ragazzi sperano di partecipare il prossimo anno al Dublin Web Summit, un evento ospitato in Irlanda dal 2010. «Hai un palcoscenico per pochi minuti e in quello spazio devi presentare il tuo progetto in modo vincente. Perché davanti a te siedono moltissimi potenziali investitori», spiega Niccolò, che finora ha conosciuto l’evento da spettatore. «C’è un dinamismo mai visto in Italia, e i ponti con gli Stati Uniti, qui, sono moltissimi. Si respira vera aria internazionale».

A settembre 2014 l’Irlanda ha aperto le porte a Kickstarter, il sito di crowdfunding che permette di raccogliere finanziamenti tra gli utenti della rete. «Prima di quella data, in Europa erano abilitati solo i residenti di Gran Bretagna e Olanda». È su Kickstarter che inizierà a giorni la raccolta fondi di Garageeks.

Qualche retaggio del passato, in Irlanda, ancora resta. Nella prima banca in cui i due ragazzi si sono presentati chiedendo di poter aprire il conto, hanno rifiutato la loro carta di identità italiana, dicendo che avrebbero dovuto tornare con un passaporto. Nonostante fossero cittadini europei.

Ma nonostante questo Gallarati non ha dubbi. È in Irlanda che si va per aprire una startup. «A Dublino ho sbloccato un pacco merce in arrivo dalla Cina in tre giorni inviando una semplice mail alla dogana. In Italia sarebbe rimasto in giacenza per un mese intero».  

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Per saperne di più

Il sito dei Local Enterprise Office, gli uffici pubblici che danno informazioni utili per aprire una attività
 

La tassa sulle imprese e l’esenzione di tre anni per chi fa pochi utili

I crediti sulle tasse per gli utili reinvestiti in ricerca e sviluppo

L’iniziativa Bank of Ireland per promuovere le startup

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