Vatileaks
2 Novembre Nov 2015 2124 02 novembre 2015

Vaticano, è iniziata la caccia ai corvi

Gli arresti di Balda, e Chaouqui, accusati di aver trafugato documenti riservati, sono il segnale che la battaglia nella Santa Sede è entrata nel vivo. In ballo, ci sono le riforme di papa Francesco

Basilica San Pietro
FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images

Riforme e indagini in corso in Vaticano, caccia ai corvi mentre i cambiamenti voluti dal papa, in un modo o nell'altro, vanno avanti. Il clima non è dei più sereni nei sacri palazzi, anzi la decisione presa dalla Santa Sede – il doppio arresto - fa comprendere fino a che punto la battaglia sia entrata nel vivo: gli interrogatori di un prelato di rango con incarichi economici di un certo livello (anche se la sua carriera aveva subito una battuta d'arresto già da tempo), monsignor Angel Vallejo Balda, e di Francesca Immacolata Chaouqui, con agganci ecclesiali importanti, esperta di pubbliche relazioni, hanno aperto un nuovo capitolo di quella che è stata subito denominata la nuova Vatileaks.

Entrambi gli arrestati sono accusati di aver trafugato e diffuso documenti riservati, un'azione diventata un reato in Vaticano dall'estate del 2013, cioè più o meno un anno dopo l'arresto del più celebre ladro di documenti riservati della storia recente del papato, ovvero quel Paolo Gabriele, maggiordomo di Benedetto XVI, condannato e poi graziato dal papa tedesco. Pochi mesi dopo la sua elezione, Francesco procedette però ad un aggiornamento del diritto penale d'Oltretevere e il caso in oggetto venne codificato a dovere.

Tuttavia in quella stessa estate del 2013, sia Balda che Chaouqui, fecero parte di una commissione referente per la riforma economico-amministrativa della Santa Sede istituita da Bergoglio (la Cosea). Un incarico quindi di rilievo che doveva porre le basi per le tante riforme introdotte nei due anni successivi in materia economica dal pontefice. Solo che sciolta la Cosea, i due non fecero fortuna come gli altri membri dell'organismo i quali invece trovarono posto nelle nuove strutture finanziarie d'Oltretevere. La storia, insomma, dice già alcune cose: c'è una zona grigia in Vaticano nella quale per personaggi con intenti non limpidi è stato facile – soprattutto nei primi mesi del pontificato - entrare a far parte di organismi importati per il progetto riformatore di Francesco.

«Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa»

In un secondo momento, tuttavia, evidentemente i nuovi assetti hanno cominciato a delinearsi meglio, e certe figure sono state o fermate o poste ai margini. Ora siamo in una fase ancora diversa: la Santa Sede sta giocando all'attacco, nei prossimi giorni infatti è attesa la pubblicazione di due libri che dovrebbero contenere documentazione appunto riservata e portata via con l'inganno dal Vaticano. Così Oltretevere si sono mossi in anticipo stavolta facendo capire che il passaggio (quindi il furto) di carte e materiali informativi interni, verrà perseguito con la massima durezza. In secondo luogo dai sacri palazzi si cerca anche di svuotare di valore l'operazione editoriale in arrivo attribuendone l'origine a un atto illecito. E in ogni caso il Vaticano ha voluto precisare che nessuna mistificazione è possibile su un punto ben preciso: «pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa». Insomma non si dica che lo si fa «per il Papa». Questa la posizione del Vaticano.

Di fatto sono in corso due tentativi di resistenza all'azione di riforma del papa: uno di tipo culturale, teologico ed ecclesiale; l'altro è costituito da settori interni alle burocrazie vaticane ma con addentellati nei salotti romani o milanesi, in ambienti economici e politici di alto e basso livello, che sono risentiti per la fine della stagione dell'opacità finanziaria.

Ma al di là delle contingenze e dei clamori di queste ore e giorni, emerge, da tutta la vicenda, un quadro che aiuta a capire la portata degli eventi in corso in Vaticano. Di fatto sono in corso due tentativi di resistenza all'azione di riforma del papa: uno di tipo culturale, teologico ed ecclesiale di cui si è avuta testimonianza nel sinodo sulla famiglia (qui troviamo anche frange estremiste che si sentono ormai separate da Roma e contestano apertamente il pontefice); poi c'è una sorta di melma più sfuggente costituita da settori interni alle burocrazie vaticane ma con addentellati nei salotti romani o milanesi, in ambienti economici e politici di alto e basso livello, che sono risentiti per la fine della stagione dell'opacità finanziaria. È un mondo liquido, che comprende vecchia apparati e habitué non più graditi degli sportelli dello Ior, potenti decaduti e uomini di collegamento fra finanza e politica. In qualche caso gli oppositori ideologici e quelli affezionati al potere temporale si uniscono, ma non sempre in realtà.

Oggi nelle strutture finanziarie del Vaticano troviamo ai vertici personalità di spicco dell'ala progressista come il cardinale tedesco Reinhard Marx (a capo del Consiglio per l'economia), o il porporato australiano George Pell, fiero conservatore, che guida la Segreteria per l'Economia. Entrambi fanno parte del novero ristretto dei collaboratori del papa. Nel Consiglio di sovrintendenza dello Ior, per dire, incontriamo Maurcio Larrain, proveniente dal Banco Santander del Cile, dell'Opus Dei, o Mary Ann Glandon, americana, conservatrice, vicina ai Cavalieri di Colombo. Dell'Opus Dei è però anche il monsignor Balda finito agli arresti (tanto che la Prelatura ha dovuto diffondere un comunicato per prendere le distanze). Uno scenario tale da indurre a considerare con una certa prudenza i fatti e le divisioni che percorrono oggi il potere ecclesiastico.

D'altro canto il papa si appresta nei prossimi giorni a fare altre nomine significative, si parla del nuovo Vicario di Roma, poi in programma c'è un difficile e rischioso viaggio in Africa, quindi un Giubileo che si annuncia ricco di eventi importanti.

Di certo c'è che lo scontro conoscerà ancora vari capitoli, in questo senso la telenovela è in qualche modo ricominciata. Peraltro la Chaouqui - pure essa nelle file più tradizionaliste della Chiesa – avrebbe collaborato, almeno secondo quanto affermato dalla Santa Sede, con gli inquirenti. Si procede allora verso un repulisti interno? Vedremo, certo l'occasione c'è, bisognerà capire come vorrà andare avanti il papa che fino ad ora nelle questioni interne alla Curia vaticana ha preferito il bisturi al cannone. Anche per evitare rotture traumatiche e laceranti in un tessuto amministrativo già messo a dura prova. D'altro canto il papa si appresta nei prossimi giorni a fare altre nomine significative, si parla del nuovo Vicario di Roma, poi in programma c'è un difficile e rischioso viaggio in Africa, quindi un Giubileo che si annuncia ricco di eventi importanti. E allora la fase è quella di un work in progress del quale però non si conosce esattamente il punto d'arrivo.

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