26 Luglio Lug 2018 0900 26 luglio 2018

Ti ricattano perché guardi il porno? Non vergognartene, vanne fiero

Il phishing che cerca di estorcere soldi agli utenti dei siti hard è solo il residuo di un moralismo antico. Il porno non è più una nicchia lubrica ma è mainstream. E non è inappropriato guardarlo, almeno non più che guardare gattini e dugonghi in rete

Valentina Nappi 730X490

Se siete tra i maschi che hanno ricevuto la minaccia di sexestortion via mail « o mi pagate 5000 dollari di bitocoin o manderemo ai tuoi parenti più stretti un tuo video mentre guardi i porno », consideratevi dei maschi sani. Se siete tra quelli che guardano porno lilegali, perché coinvolgono bambini o violenze, spero che abbiate pagato molto di più di 5 mila dollari e che vi assicurino alla giustizia prima che decidiate di passare all'azione. Se siete tra chi guarda i porno – pare che solo i maschi siano stati oggetto del phishing- tranquilli, non siete certo degli anticonformisti : tutti guardano i porno. Il phishing è una truffa collettiva che arriva per email.

Alle medie, nella provincia veronese nel cuore della nebbia padana, si girava in bici e si scopriva l'amore. I maschi discutevano dei porno in mia presenza : erano ragazzi normali, ridevano per l'esagerazione delle ammucchiate. La mia reazione del tempo era di appropriatissimo disgusto. Non avrei disdegnato commenti in absentia, sia pure nell'esclusione di genere. Da allora i difetti del porno d'antan si è cercati di combatterli : finzione, fisici inverosimili, abbondanti protesi, pelle unta e lucida. La pornografia si è evoluta. Ma grosso modo il porno è una cosa mainstream. Poche sono le mogli che non accoglierebbero con una risata un eventuale video che mostra il marito mentre guarda il video (doing « inappropriate things » come scrivono nella mail). Persino se lo vedessero genitori e datori di lavoro, sarebbero comprensivi.

il porno in qualche caso è svezzamento, in molti casi è un antidoto alla noia, ma soprattutto come dissero molto tempo fa nella canzone, il porno è POP. Nulla di cui vergognarsi

Oggi le pornostar sono minimo degli amici, al massimo degli eroi nazionalpopolari: nell'immaginario di chi condivide attimi di gioia con loro, sono vecchi amici che quasi ci conoscono. Valentina Nappi fa opinione, Rocco Siffredi dice nel suo Hard Academy, la scuola del porno su netflix, di ricevere quotidianamente foto di peni di uomini che hanno bisogno di un punto di riferimento amico e sodale prima di entrare nel mondo dell'amore. Moana Pozzi si libra nel cielo della santità, e anche quando c'è un risvolto amaro o tragico si ha la sensazione che il porno non c'entri poi tanto. La catena di suicidi nel mondo del porno Usa, l'anno scorso, non sembra un contrappasso morale, appare altresì come un brutto risvolto della liberalizzazione in quel settore. La competitività feroce ammazza, i comportamenti lubrici no. Anzi, ci sono pornostar che seguendo un filo politico disruptive, si presentano come regine del sesso populiste. Il corrispettivo erotico dell'antierotico Trump, senza capelli a banana.

In breve: il porno in qualche caso è svezzamento, in molti casi è un antidoto alla noia, ma soprattutto come dissero molto tempo fa nella canzone, il porno è POP. (La canzone è, appunto Popporno del Genio). Popolare, dunque niente sofisticazioni indie. Parlano chiaro i dati di Pornhub per il 2017. Pornhub, principale piattaforma di fruizione dei porno (che mette su negozietti per la settimana della moda, regala magliette e gadget. Ci fa gli auguri di natale e a San Valentino. ) ha avuto 28,5 miliardi di visitatori totali (nel 2016 23 miliardi). Questi visitatori hanno fatto 24,7 miliardi di ricerche, che vuol dire circa 800 al secondo. Pornhub nota che è lo stesso numero di panini venduti in un secondo dai McDonald’s di tutto il mondo.

Quasi meglio dei gatti di internet : ma chi minaccerebbe di estorcere del denaro mentre siamo colti a fare « ohhh » su un cucciolino che si stiracchia sui merletti?

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