3 Aprile Apr 2019 1300 03 aprile 2019

Sala e Colau, ecco come ripartire dalle città per combattere i populismi

Alle 18.30 alla Fondazione Feltrinelli il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’alcaldesa di Barcellona Ada Colau affronteranno il tema del futuro delle città. Tarantino: "Con la nostra ricerca vogliamo aiutare la politica a migliorare più di quanto riescano a fare i politicanti di oggi"

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Fondazione Feltrinelli

Un antipasto d’eccezione per prepararsi a una tre giorni su come ripensare le nostre città. Il 3 aprile alle 18.30 alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ci sarà “L’Europa delle Città”, dialogo fra il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’alcaldesa di Barcellona Ada Colau. Due amministratori di due metropoli per condividere buone pratiche di coinvolgimento di cittadini e comunità, dal basso per sperimentare nuove alleanze e forme inedite di risposta alle diseguaglianze e agli impatti dello sviluppo urbano. Non poteva esserci anteprima migliore per il palinsesto di About a City – Rethinking Cities, che da giovedì 23 a domenica 26 maggio cercherà di capire come rivedere il ruolo delle città per costruire forme di cittadinanza più inclusive e democratiche. Tre i temi principali della tre giorni: confini e territori più fragili, cultura urbana e beni comuni. Ad aprire l’evento ci sarà una opening lecture di Alfredo Brillembourg, co-fondatore di Urban-Think Tank e Leone d’oro alla Biennale di Architettura di Venezia 2012. «La nostra ambizione è quella di fare advocacy», spiega Massimiliano Tarantino, Segretario Generale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli che con la Columbia University ha inaugurato un osservatorio sulla democrazia, diretta da Nadia Urbinati ormai quattro anni fa. «Con la nostra ricerca vogliamo aiutare la politica a migliorare, almeno di più rispetto a quello che i politicanti riescono a fare»

Ecco Tarantino, come aiutate concretamente a migliorare la politica?
Innanzitutto coinvolgendo i pensatori, le esperienze e le pratiche più interessanti in giro per il mondo, mettendoli in relazione tra loro. La Fondazione Feltrinelli vuole essere il terreno d’incontro di questo scambio tra le pratiche e le idee più innovative, anche quelle che mettono in crisi i nostri paradigmi. Vogliamo che questi incontri siano come una scintilla da cui possa nascere uno sviluppo del ruolo del cittadino.

E qual è il prodotto di questo incontro tra idee e pratiche innovative?
Facciamo ricerca, stakeholder engagement, incontri pubblici, dibattiti e iniziative pubbliche qui in Fondazione per creare una narrazione continua che coinvolga e stimoli la cittadinanza. “Democrazia minima” sublima le nostre iniziative nell’arco di tutto l’anno.

Come?
Se vogliamo preservare i criteri da cui il concetto di democrazia è nato bisogna costruire un'alternativa al neoliberismo e alla narrazione delle destre. Altrimenti la democrazia implode. Per questo cerchiamo di individuare l’unico modo per risolvere la crisi politica che stiamo vivendo.

Un meccanismo interessante è quello dei tavoli tematici dedicati alle questioni centrali della democrazia contemporanea, inframezzati tra gli eventi. A cosa servono?
Sono fondamentali: guidano la nostra ricerca. Facciamo questi tavoli multi stakeholder non solo per far incontrare le pratiche ma per ascoltare. Perché i presidenti e i rapporteur scelti da noi hanno il mandato di fare la sintesi tra tutti i contributi e di guidare lo sviluppo della ricerca di Fondazione nella costruzione delle stagioni successive. Poi c’è il tavolo dei tavoli.

Quale?
Il Feltrinelli camp. Un workshop che abbiamo inaugurato l'anno scorso sul tema città è stato e quest'anno è stato dedicato al tema della riforma del capitalismo. Ci sono più di 120 ricercatori di peso economico importante provenienti da tutta Europa che si confrontano sulla tematica della stagione della Fondazione.

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