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15 Ottobre Ott 2019 0600 15 ottobre 2019

Caos manovra, si litiga su quota 100 ma i pensionati chiedono altro

Nell’incontro con i sindacati il governo aveva promesso ai pensionati una legge sulla non autosufficienza e l’estensione della 14esima. Tutto questo ora sembra essere scomparso, con la discussione impantanata su quota cento. Spunta solo una ipotesi di micro-rivalutazione

Pensionati Linkiesta

A un passo dal traguardo, sulla manovra è stata fumata nera. Con il consiglio dei ministri slittato di 24 ore e tre miliardi di coperture in più tirate fuori dal cilindro dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Ma il principale motivo del contendere tra M5s, Pd e Italia Viva è la quota 100 sulle pensioni, l’anticipo pensionistico voluto da Matteo Salvini che in realtà ha scaldato ben poco gli animi degli aspiranti pensionati italiani, facendo registrare 100mila domande in meno rispetto alle attese. La contesa, però, nelle scorse ore è servita a far tornare in sella il leader della Lega con il suo cavallo di battaglia. «Se aboliscono quota cento ci barrichiamo in Parlamento», ha detto Salvini. E i giallorossi sono più divisi che mai: per Luigi Di Maio quota cento non si tocca, il Pd pensa a un ritocchino con il rinvio dell’ultima finestra, Matteo Renzi vuole eliminarla. Ma la discussione sembra tutta interna ai partiti, in una guerra reciproca di visibilità. Con i sindacati dei pensionati che protestano sì, ma non per difendere la misura salviniana.

«A poche ore dalla presentazione della prossima manovra di bilancio i pensionati italiani sono del tutto spariti dai radar. Non c’è alcun impegno da parte del governo per la definizione di una legge sulla non autosufficienza né sulla rivalutazione delle pensioni e sull'estensione della 14esima», ha scritto in una nota il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti. Soltanto in serata, dopo l’incontro con i sindacati confederali, il governo ha promesso ai sindacati confederali di inserire in manovra solo un micro-ritorno alla indicizzazione per le pensioni fino a 2000 euro. Pochi spiccioli per dare un segnale, ma gli impegni che il governo aveva preso nell’incontro di venerdì scorso erano ben altri.

Nel vertice con i sindacati dell’11 ottobre, la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta avevano assicurato che nella manovra sarebbe stata inserita una legge sulla non autosufficienza, seppur da realizzare entro tre anni. Dando poi la disponibilità a destinare circa 1 miliardo in più al mondo delle pensioni. Le opzioni sul tavolo per l’uso di questo miliardo erano due: il ripristino della rivalutazione delle pensioni, ridimensionata fino al 2021, o l’estensione della 14esima oltre la soglia delle pensioni da mille euro. La proposta sindacale era di arrivare a 1.500, ma l’ipotesi era che si potesse scendere a 1.250 euro. Nel primo caso si sarebbero dati pochi soldi a tutti, nel secondo si sarebbe agito sui redditi medio-bassi, destinando la 14esima a 1 milione di pensionati in più. Ecco perché la seconda opzione era sembrata la più probabile, con un investimento di circa 600 milioni di euro. Ma alla fine, con la coperta corta, si è preferito puntare sulla prima e mettere sul piatto circa 200 milioni.

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta avevano assicurato che nella manovra sarebbe stata inserita una legge sulla non autosufficienza e l’estensione della 14esima

Mentre gli altri impegni presi con i sindacati sono stati depennati. Persino il ministro della Salute Roberto Speranza aveva dato più di una rassicurazione sulla realizzazione di una legge sulla non autosufficienza, che coinvolge il sistema sanitario nazionale. Con molta probabilità, il nodo non verrà affrontato.

La questione politica ora si chiama quota cento. Luigi Di Maio, dal vertice in Lussemburgo, ha risposto alla proposta di abolizione arrivata da Matteo Renzi: «Se qualcuno pensa di poter far partire una nuova generazione di esodati ha sbagliato governo, peraltro in Parlamento non ci sono i voti per riuscire ad abolire quota cento, quindi resterà una poco felice fantasia di Italia Viva». Un mantra ripetuto da Palermo dal viceministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri: «Il Movimento cinque stelle non voterà mai una legge di Bilancio che ripristina la Fornero».

Ma il tema non scalda il mondo dei pensionati. E il risparmio di 2 miliardi di euro rispetto alle attese nel 2020 e 2021, di cui ha parlato anche il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, ne è la prova. La misura avrebbe dovuto essere mandata a esaurimento, senza troppe discussioni. Tant’è che l’ipotesi della estensione della 14esima ad altri pensionari non avrebbe dovuto essere alternativa all’anticipo pensionistico. Ma ora le carte in tavola sono cambiate «Se non dovessero arrivare nuovi segnali siamo pronti a confermare la nostra mobilitazione scendendo in piazza insieme a Fnp-Cisl e Uilp-Uil il prossimo 16 novembre a Roma», fa sapere Pedretti. I capelli bianchi, promettono, sono sul piede di guerra. E in Italia non sono pochi.

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