Simone Paoli
Actarus
22 Febbraio Feb 2015 1737 22 febbraio 2015

Expo, evento mondiale o megasagra Italiana?

La scorsa settimana sono stato per lavoro in Cina. Mi sono stupito che in nessun aeroporto internazionale in cui fossi transitato fosse presente una pubblicità di Expo2015. Ho fatto notare la (a mio avviso) lacuna su twitter, e mi ha risposto Giacomo Biraghi (@secolourbano), digital PR di EXPO, argomentando che l’esposizione è pensata per l'Italia, in quanto il 70% dei visitatori sarà italiano, ed è il mondo che viene a farsi vedere da noi. A supporto di questo, il dato che in Cina, 5 anni fa, il 95% dei visitatori fu Cinese, e che quindi il 30% che arriverà da oltre confine sarà già un successo. Detto che capisco la logica di chi "pianifica" la comunicazione di expo, e fatti i complimenti per disponibilità e precisione, qualche perplessità non riesco a nasconderla. Durante la visita in Cina (e i dati dei biglietti venduti lo confermano), la "fame" di Italia è stata una costante nei discorsi. Il nostro modo di vivere, mangiare, pensare affascina tutto il mondo. Ed in questi giorni a Roma, dove ero per qualche giorno da turista, ho notato soprattutto turisti stranieri ed in particolare Cinesi (in questo periodo festeggiano lo Spring Festival, cioè la fine del loro anno) affascinati (e come li capivo...) da posti che ad ogni angolo raccontano qualcosa di speciale. Vivere l'Expo solo come un momento in cui gli altri vengono a visitarci per mostrarsi a noi mi pare non solo strano, ma proprio illogico. Il tema di Expo poi è la sostenibilità ed il cibo in particolare. E gli altri dovrebbero, con tutto il rispetto, venire a mostrarci cosa/come mangiare? Per carità, c'è sempre da imparare e sarà un piacere confrontarsi con tutto il mondo. Ma Expo deve essere soprattutto una vetrina dell'Italia sul mondo. Specialmente in questo momento, con condizioni irripetibili con materie prime ai mini, Euro debole, tassi di interesse bassi, come è possibile pensarlo principalmente in ottica del mercato interno? Dobbiamo al contrario attirare delegazioni da tutto il mondo, promuovere i nostri marchi, le nostre produzioni e le nostre eccellenze. Per sei mesi dovrà essere la nostra vetrina sul mondo e per il mondo, non del mondo sull'Italia. Di certo mi sento di dire che finora di Expo non è passato il messaggio che sia un evento Italiano, ma solo Milanese. Volendo, siamo ancora in tempo per correggere questa lacuna. I Cinesi mi hanno trasmesso una visione che tendiamo a sottovalutare. Hanno visto lo stato dei lavori, e sono convinti che in qualsiasi altra parte del mondo non si riuscirebbero a finire in tempo; ma siamo in Italia, ed alla fine riusciamo sempre nel "miracolo Italiano". Dal nostro Paese, nel bene e nel male, tutti si aspettano sempre qualcosa di speciale, le aspettative sono altissime. Sarebbe un peccato deluderle per un errore di prospettiva, riducendo un evento planetario ad una mega-sagra di provincia. Ma voglio essere expottimista, nonostante tutto.

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