Costanza&Simona
L'appartamento itañolo
26 Marzo Mar 2016 1533 26 marzo 2016

Un sacco di cose che non sapevate sulle 7 (+2) Isole Canarie

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Le 7 (+2) Isole Canarie

Da circa 2 anni ho la fortuna di vivere qui e di averle visitate tutte e 9. Ho scoperto un sacco di cose che non si trovano su internet nei post acchiappalike modello ''mollo tutto e scappo alle Canarie''. Chi pensa alle Canarie si immagina palme, spiagge e mare cristallino, mentre queste Isole sono soprattutto montagna incontaminata e scogliere selvagge.

A Tenerife, per dire, c'è un vulcano alto quasi 4000 m, che è il primo picco spagnolo per altitudine. Anche se d'inverno si tinge di bianco per la neve, non ci sono impianti per sciare; al massimo si può salire in funivia con il Teleférico del Teide oppure a piedi e passare la notte al Refugio de Altavista per dormire vicino al cielo a 3260 m di altezza. Montagne meno alte le hanno anche quasi tutte le altre Isole: La Gomera, La Palma ed El Hierro sono solcate da sentieri meravigliosi da percorrere a piedi che attraggono appassionati di trekking da tutto il mondo (soprattutto nord europeo) per fare 'senderismo'.

Se state facendo le valige non metteteci solo costumi da bagno ed infradito perché qui c'è molto di più da vedere e il clima non è l'eterna primavera che tutti raccontano: vi aspettano piogge tropicali e tormentas che possono durare anche per una settimana, vento e nuvole che vi seguiranno ovunque andiate, manco in un film di Fantozzi e se venite d'inverno avete una grossa possibilità di trovarvi avvolti nella Calima, fenomeno atmosferico made in Canaria, che consiste in una nebbia calda fatta di sabbie del Sahara e rende l'isola una specie di Val Padana estiva, costringendovi nei casi peggiori a tapparvi in casa.

A chi si lamenta di aver trovato brutto tempo durante le vacanze qui, posso solo dire che l'unico modo di far uscire il sole in canarias è aspettare. Prima o poi le nuvole si aprono, anche diverse volte in un giorno, la pioggia si ferma, la Calima si dissolve e la luce torna a luccicare sul mare. Se avete un po' di pazienza e di tempo (cosa che non può mancare a chi nasce o a chi decide di vivere qui) tornerete presto a vedere i colori scintillanti di queste isole: il rosso degli ibiscus, il viola e rosa accesi delle bouganville, il verde dei pendii di El Pinar e dei muschi di Anaga, l'azzurro e il bianco accecanti delle opere di Cesar Manrique, le acque trasparenti di Fuerteventura, la grigia 'cochinilla' che ricopre i fichi d'india sparsi su tutte le Isole, accanto a piantagioni di platani e frutta tropicale.

Vedrete anche (purtroppo) gli ecomostri che disseminano le coste, soprattutto nel sud delle due isole più grandi (Tenerife e Gran Canaria), le raffinerie della Repsol e le trivelle all'orizzonte. Queste sono Isole che hanno dovuto fare i conti con la crisi prima ancora che esistesse la parola crisi. Per garantirsi un benessere all'altezza dell'Europa di cui fanno parte si sono aperte, spesso con incoscienza, al turismo, prima e indiscussa fonte di reddito di un paradiso in mezzo all'Oceano, che deve ospitare più di 2 milioni di persone (turisti a parte), con una densità abitativa che è il triplo di quella spagnola peninsulare.

Ma il turismo non basta e le Canarie hanno conosciuto e continuano a soffrire di un fenomeno di forte emigrazione con la differenza che essere #expat di un Paese come questo è diverso dalla nostalgia di casa che prova chiunque. Chi, come me, lascia la Val Padana per nuovi luoghi può solo immaginare cosa significhi lasciare le Canarie, per questo ve lo faccio spiegare dalle parole di un altro:

"Me llena hoy la memoria el recuerdo cercano de la infancia. Se me agolpan en la nostalgia y en la alegría aquellos veranos salvajes de La Caleta, donde toda la luz era mi posesión y el mar llenaba cada día los ojos salinos y pescadores de Feliciano. Me llega hoy a la memoria el Atlántico, maestro mío, lección suprema y constante de entusiasmo, de pasión y de libertad" (C.Manrique 1992)

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