Claudio Scaccianoce
Adrenalina e motori
2 Gennaio Gen 2017 1750 02 gennaio 2017

Tradizione, innovazione, EVOLUZIONE. Intervista a Giovanni Copioli, nuovo Presidente FMI.

Copioli (1)

Il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Giovanni Copioli (Repubblica di San Marino, 16-03-1961), da sempre residente a Riccione (RN), è laureato in Giurisprudenza ed è un Avvocato. Il nonno, Italo Amati, è stato il fondatore, e primo Presidente, della Federazione Motociclistica Sammarinese.

Dal punto di vista sportivo, Copioli ha partecipato per tantissimi anni al Campionato Italiano Motorally in qualità di pilota mentre a livello istituzionale è stato Consigliere del Moto Club Celeste Berardi prima di venire eletto come Consigliere Federale nel 2004, carica in cui è stato confermato nel 2008 quando è diventato Presidente della Commissione Sviluppo Attività Sportive FMI. Vice Presidente FMI dal 2012, è stato eletto Presidente della Federazione l'11 dicembre 2016.

Presidente le propongo tre parole, scelga quella che trova maggiormente affine al suo pensiero ed al suo programma: tradizione, innovazione, rivoluzione.

Sono tre termini di grande significato e spessore. Innovazione e tradizione sono quelli che sono più vicini agli obiettivi che mi sono fissato per i prossimi quattro anni. Non a caso il mio programma per le elezioni presidenziali è: governare il cambiamento. Non possiamo non tener conto dei nostri oltre 100 anni di storia e, nello stesso tempo, dobbiamo restare aggiornati ai tempi ed ai modi della società. Questo vuol dire che ci saranno tanti cambiamenti ma programmati, condivisi. Mi permetto di aggiungere un altro termine che mi sembra adatto: evoluzione!.

il primo Consiglio Federale si è riunito due ore dopo i risultati dell’Assemblea che mi ha eletto Presidente

Ho letto con grande attenzione la sua Lettera d’intenti pubblicata ante elezioni ( http://giovannicopioliperfmi.it/lettera-dintenti/ ). Mi sembra una road map molto ambiziosa. E’ la descrizione di una FMI ideale oppure è un piano d’azione veramente realizzabile?

Nel periodo elettorale tutti usano slogan e proclami. Anche in questo mi sono voluto distinguere entrando nel merito di ogni singolo settore. Sono stato eletto per realizzare il programma ed il piano di azione è già iniziato… Addirittura il primo Consiglio Federale si è riunito due ore dopo i risultati dell’Assemblea che mi ha eletto Presidente.

Il mondo degli sport motoristici si orienta con quattro punti cardinali: FMI, grandi case motociclistiche, promoters, praticanti. Come si possono indirizzare gli interessi di tutti verso un obiettivo unico e condiviso?

I punti che Lei segnala sono certamente legati fra loro. Chiaro che se il mercato delle Case motociclistiche va bene è un ottimo segnale per i praticanti e, di conseguenza per tutto il movimento motociclistico, promoter compresi con il loro ruolo ben definito. Compito della FMI è essere presente, coordinare e dialogare con tutti e creare quelle condizioni che permettano l’incremento delle attività sportive per i giovani, ma anche essere sul territorio per tutte le altre specialità quali il Turismo, il settore Epoca e le attività di Promozione. Insomma fare in modo di essere un catalizzatore verso quell’unico obiettivo verso il quale tendiamo tutti: sviluppo e crescita ad ogni livello.

Lei ha scritto: nella nostra Federazione abbiamo tante discipline e attività, ed ognuna di loro costituisce, sia per tipologia che per organizzazione, una Federazione a “se stante”. Abbiamo tanti “pianeti” diversi tra loro che però fanno parte di un unico “sistema solare”. Il Trial è diverso dalla Velocità, l’Enduro dal Turismo, il Motocross dal Registro Storico, l’Educazione Stradale dal Motorally, ecc.ecc.

Sono specialità a volte davvero molto diverse tra di loro, per numero di appassionati e per peso economico. Come pensa di dividere il suo tempo ed il suo lavoro tra tutte, senza creare figli e figliocci tra i diversi pianeti?

Capisco che possa sembrare un lavoro complesso ed in effetti per certi versi lo è. Ma questa è la FMI; è la sua peculiarità e, se permette, anche il suo fascino. Siamo molto diversi dalle altre Federazioni squisitamente sportive ma ci teniamo molto ad essere rappresentativi e punto d’incontro di tutto quello che ci anima: la passione per la moto e quello che rappresenta in ogni sua declinazione. Proprio per queste diversità al nostro interno non credo che ci saranno figli e figliastri, anzi può essere vero il contrario. Il Turismo non rischia di sovrapporsi alle esigenze dello Sport e quest’ultimo non entra certo in conflitto con il Registro Storico o con l’Educazione stradale.

Giovanni Copioli

Abbiamo alla guida della FMI non solo un manager ma finalmente anche un atleta, un vero sportivo praticante. Cosa si porta dietro Giovanni Copioli pilota nel sedersi dietro la scrivania del Capo?

Sì è vero: ho la licenza di pilota Motorally e ci tengo molto a continuare ad esserlo. Magari non sono sicuro di avere il tempo per qualche gara… Vedremo. Spero di potermi portare la grinta che ci vuole e il contatto diretto con chi in moto ci va tutti i giorni e con chi si affaccia allo Sport, insomma di essere vicino alla base, in particolare vicino ai nostri Moto Club. In precedenza ricoprivo la carica di Vicepresidente FMI e quindi ho una discreta esperienza anche con la scrivania, oltre che con il manubrio.

Parlando di motocross, minicorss ed enduro lei ha sottolineato il fatto che queste sono le discipline più soggette ad infortuni. Nello specifico di queste discipline e più in generale, come intende affrontare il tema cruciale della sicurezza?

Quello della sicurezza non è certo un tema nuovo. Da sempre la FMI è in prima linea sia nel diretto dialogo con le Istituzioni, che su parametri severi che adottiamo non solo nelle nostre gare italiane ma anche nella omologazione dei circuiti. Spetta infatti alla FMI rilasciare le omologhe per tutti quei circuiti dove non solo si fanno gare, ma soprattutto allenamenti. Siamo stati fra i primi a far indossare protezioni obbligatorie come il paraschiena nelle nostre gare di motocross, abbiamo lo scorso anno istituito un commissione sicurezza con piloti, tecnici ed organizzatori e siamo meticolosi nel seguire ed incentivare ogni iniziativa mirata alla sicurezza.

President in action

Come Federazione del C.O.N.I. è nostro compito incentivare la crescita dei giovani atleti che saranno protagonisti in futuro.

Parliamo di vil pecunia. Come può la FMI dare una mano in modo concreto al mondo sportivo delle due ruote?

Come Federazione del C.O.N.I. è nostro compito incentivare la crescita dei giovani atleti che saranno protagonisti in futuro. Lo abbiamo sempre fatto, anche in anni difficili, con varie formule e per tutte le discipline, da un Team Italia vero e proprio a sostenere i giovani più promettenti. Per il 2017 continuiamo con una programmazione già prevista dal 2016, sia nella Velocità che nel Motocross, Enduro e Trial. Interveniamo direttamente anche attraverso il sostegno con la formula delle borse di studio. Ci tengo a sottolineare come la nostra attività sia protagonista di una filiera che per tutte le specialità parte dalla Promozione, alle Minimoto, e poi su fino alle gare internazionali e nel caso della velocità, passa dal basilare Campionato Italiano Velocità che la FMI organizza in prima persona con un impegno di non poco conto.

Siamo in Europa! Siamo cittadini di un mondo globalizzato senza confini!! Vero, in parte… Ma un Presidente di una Federazione Nazionale la sente la tentazione di battersi per il Sistema Italia valorizzando le produzioni nazionali?

Non è solo una tentazione. Quella di valorizzare un Sistema Italia che funziona è sia un obiettivo che un mezzo che abbiamo già collaudato più volte. Potrei citare la recente Sei Giorni di Enduro in Sardegna nel 2013, un successo organizzativo senza precedenti, ma basti pensare anche alle nostre gare nazionali che assegnano i titoli tricolore, alla nostra Maglia Azzurra che coinvolge i nostri piloti nella gare mondiali a squadre. Ci teniamo molto sia ad essere italiani, alla nostra identità e, senza retorica, alla nostra bandiera.

la squadra sarà fondamentale e i nuovi consiglieri sono persone che conosco da tempo

Nessun condottiero vince le battaglie da solo. Ci parli della sua squadra di lavoro.

Essere eletto Presidente è stata una forte emozione, ma il fatto che tutta la squadra del Consiglio Federale sia stata eletta insieme a me è stata la conferma che l’ambizioso programma possa essere davvero realizzato. Certo che la squadra sarà fondamentale e i nuovi consiglieri sono persone che conosco da tempo, di provata esperienza e di grande entusiasmo. Persone che conoscono bene i territori, che stanno più sul campo che non in ufficio. Saranno preziosi !

Grazie Presidente e buon lavoro!

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