Forza, Bellezza, Sapienza.

10 Luglio Lug 2018 1342 10 luglio 2018 10 Luglio 2018 - 13:42

Stefano Bisi è alla guida del Grande Oriente d’Italia dal 6 aprile 2014. Nato a Siena il 15 ottobre 1957 , entra in Massoneria nel 1982. Prima di essere eletto Gran Maestro, ha ricoperto numerose cariche all’interno dell’istituzione massonica.

Giornalista, si è laureato in Scienze dell’Amministrazione presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena; la sua professione è il coronamento di un sogno maturato sui banchi di scuola. Ha lavorato nelle redazioni dei periodici “Siena Nord” e “La Gazzetta di Siena”, e, con qualifica di direttore, nelle emittenti “Antenna Radio Esse” e “Televideosiena”.

È stato vicedirettore del Gruppo Corriere, che comprende le edizioni di Perugia, Terni, Siena, Arezzo, Grosseto, Rieti e Viterbo. Autore di numerosi libri, ha ricevuto i premi “Paolo Maccherini”, “Giornalista sportivo dell’anno”, “Porsenna”, “Medioevo presente”.

E’ insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica.

Eccomi quindi dinanzi al capo supremo dei massoni italiani, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Chi è lei, la guida di una istituzione illuminata di liberi pensatori oppure il vertice di una consorteria dedicata a loschi traffici e segreti maneggi?

Sono il Gran Maestro di una Associazione che tutela il libero pensiero e che cerca di fare del bene all’umanità.

Il Grande Oriente d’Italia vanta circa 23.000 iscritti. La Massoneria non fa proselitismo, si dice anzi che eserciti una selezione molto accurata prima di accettare i nuovi aderenti. Eppure il numero dei suoi componenti sale costantemente. Cosa promettete per risultare così attrattivi?

Promettiamo un duro lavoro. Un duro lavoro spirituale, un duro lavoro all’interno delle Logge, dove si costruisce il Tempio interiore. Un Tempio interiore che ha un passo nella via, nel senso che noi siamo molto attenti a quello che succede nel mondo, ed è per questo che ogni Libero Muratore può impegnarsi nella vita sociale, la vita della comunità in cui vive.

Tra le vostre colonne non si vedono le donne. Per essere un’istituzione che dice di essere non discriminante è un vulnus non da poco…

Neppure nell'Unione Donne Italiane (che oggi si chiama Unione Donne in Italia) sono previsti gli uomini! La nostra è un’Istituzione, un Ordine Iniziatico, che si rifà alla tradizione dei costruttori medioevali di cattedrali e tra quei costruttori non erano presenti le donne. Il Grande Oriente d’Italia è in rapporti di relazione e di reciproco riconoscimento con circa duecento Comunioni massoniche estere, che non prevedono la presenza delle donne. In forza di queste relazioni e dato che ci rifacciamo ad una tradizione antica, al momento non abbiamo in agenda il cambiamento delle caratteristiche del Grande Oriente d’Italia.

Lei è stato protagonista di un durissimo (anche se molto civile nei toni) scontro con la Commissione Antimafia presieduta dall’on. Bindi. Le si chiedeva di produrre gli elenchi degli iscritti al GOI. Lei non ha ceduto all’invito (direi meglio, all’ordine esecutivo) e li ha tenuti riservati. Perché le furono richiesti e perché non li ha consegnati?

Furono richiesti perché la Commissione Parlamentare Antimafia li voleva per vedere chi facesse parte del GOI dal 1990 al 2017, quando è avvenuto il sequestro degli elenchi riportanti i nomi del fratelli siciliani e calabresi. Sono stati prelevati i nomi anche di chi era deceduto e persino di chi era stato respinto; di coloro che avevano fatto domanda di ammissione e non erano stati accettati, di coloro che erano stati espulsi, dei sospesi ed ovviamente di tutti coloro che sono in piena attività nel nostro Oriente.

Ho respinto questa richiesta della Commissione Antimafia perché non riesco a capire come mai, se si vuole indagare su un fenomeno o su ipotetici reati, si debbano sequestrare gli elenchi di tutti gli iscritti ad una associazione. Se si indaga su ipotesi di reato che riguardano un partito, un’associazione, una istituzione culturale o ecclesiale, non si sequestrano tutti i nomi degli appartenenti. Non ha alcun senso, si farebbe bene a non sequestrarli tutti.

Per quale motivo si sequestrano solamente gli elenchi integrali degli iscritti alla Massoneria? Per me è stato un trauma la vicenda della Commissione Antimafia, un trauma che ho raccontato in un libro intitolato “Massofobia” , perché di massofobia secondo me si è trattato.

Questa idea delle liste di proscrizione l’aveva anche Benito Mussolini; infatti il fascismo il 26 novembre 1925 promulgò una legge che di fatto metteva la massoneria fuori dalla legge.

Veniamo ai giorni nostri. Nel Contratto di Governo siglato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle ci sarebbe una clausola anti-massonica nella quale si dice che non possono far parte del nuovo governo i mafiosi, i corrotti e i massoni. Siete in brutta compagnia. Una cosa del genere nella Costituzione italiana non ricordo di averla mai letta ed invece mi tornano in mente le liste di proscrizione di Lucio Cornelio Silla, ma eravamo nell’anno 82 a.c. Pensavo che certe forzature alla democrazia fossero ormai morte e sepolte.

Questa idea delle liste di proscrizione l’aveva anche Benito Mussolini; infatti il fascismo il 26 novembre 1925 promulgò una legge che di fatto metteva la massoneria fuori dalla legge. Noi ci opponiamo, perché vogliamo mantenere il nostro diritto di associazione, un diritto di associazione che l’altro giorno è stato rivendicato anche dal vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, che ha detto che i magistrati hanno il diritto di associarsi in correnti. Ed i massoni, a secondo del dire di chi ha formato il Governo, non avrebbero questo diritto?

Escludere una categoria di persone perché appartengono ad un Ordine iniziatico mi pare che sia un danno per la nazione italiana stessa; tra i massoni ci possono essere persone perfettamente in grado di fare bene gli interessi della nostra amata Patria.

Quando è necessario trovare un capro espiatorio o quando è necessario attivare i meccanismi di distrazione di massa i massoni sono il meglio che offre il mercato. Con voi si va a colpo sicuro. Cosa ci facevano tra di voi uomini retti come Pascoli, Carducci, Quasimodo, De Amicis, Puccini, Mazzini, Totò, Fermi, Bixio, Collodi e Garibaldi? Peraltro Garibaldi fu Gran Maestro come lei; possibile che ad un così pericoloso losco figuro ogni città e paese italiano dedichi almeno una via?

Non sono soltanto questi i nomi dei galantuomini appartenenti ed appartenuti alla Massoneria. Lei ha fatto alcuni nomi. Pensi un po’ che secondo il Contratto di Governo Garibaldi non avrebbe potuto fare il ministro della Difesa,

Enrico Fermi (Premio Nobel) non avrebbe potuto fare il Ministro per la Ricerca Scientifica, Pascoli o Carducci o Salvatore Quasimodo (Premio Nobel) non avrebbero potuto fare il ministro della Cultura. E poi ancora, Zanardelli non avrebbe potuto ricoprire l’incarico di ministro della Giustizia, Coppino (grande massone che creò l’istruzione pubblica e la portò a tutti) non sarebbe stato un buon ministro della Pubblica Istruzione. Questi uomini erano massoni perché all’interno delle Logge si formavano e trovavano un’occasione di confronto; molti dei Fratelli che incontravano non avevano lo spessore culturale delle persone che abbiamo citato. Ma magari erano ottimi esempi di sensibilità, di tensione morale ed attenzione verso il mondo in cui vivevano, e gli uomini illustri che abbiamo citato davano e prendevano da questi loro fratelli di Loggia meno famosi.

Questo accade all’interno delle Logge; dal dialogo e dal confronto civile e rispettoso nasce l’occasione per crescere.

Oggi una Loggia come la P2 nel Grande Oriente d’Italia non potrebbe esistere, non può esistere e non esiste.

Loggia Propaganda 2. P2. Il tempo potrebbe avere chiuso la ferita, ma la cicatrice non ve la toglierete mai.

Da sempre rispondo a questa domanda sulla P2 così: la P2 era una Loggia del Grande Oriente d’Italia. Anche per colpe dei vertici del tempo del GOI questa Loggia si è piegata agli interessi di una persona. I Fratelli del Grande Oriente d’Italia si accorsero per primi che quella non era una vera Loggia; non si riunivano con il grembiule, non accendevano le candele che simboleggiano la Forza, la Sapienza e la Bellezza quando si incontravano (se…si incontravano).

Si accorsero loro per primi, poi se ne accorse anche la magistratura. Le inchieste hanno fatto il loro corso ed oggi una Loggia come la P2 nel Grande Oriente d’Italia non potrebbe esistere, non può esistere e non esiste.

Ora mi confessi la sua colpa più grave. Non sia reticente. Lei è juventino…

No, io sono tifoso da sempre della Fiorentina! Le posso citare a memoria le formazioni dei due scudetti viola…

Quando abbiamo vinto il primo scudetto (1955-56 ndr) io stavo ancora crescendo, era lo scudetto di Sarti, Magnini, Cervato, Chiappella , Orzan, Rosetta, Segato, Julihno, Gratton, Virgili, Montuori, Prini, allenatore Bernardini.

Mentre il secondo scudetto (1968-69) me lo sono proprio goduto e l’ho vissuto con grande emozione, insieme a Superchi, Rogora, Mancin, Esposito, Ferrante, Brizi, Chiarugi, Merlo, Maraschi, De Sisti, Amarildo, allenatore Bruno Pesaola detto il Petisso.

Il Pane Quotidiano - Milano.

Spesso nell’assordante silenzio dei media, la massoneria opera nel sociale ed accumula meriti. A Milano lavorano istituzioni filantropiche come Il Pane Quotidiano (quasi un milione di pasti gratuiti distribuiti ogni anno agli indigenti) e la Società Umanitaria (fondata da un massone). A Torino gli Asili Notturni danno un pasto, un letto ed assistenza sanitaria a migliaia di persone. Nella ricostruzione post terremoto il GOI è stato in prima fila. Borse di studio, piani di assistenza sociale personalizzati, atti di generosità che tenete riservati sono all’ordine del giorno. La politica vi schifa, le istituzioni vi ignorano, la società civile vi evita. E voi continuate ad operare per il bene del vostro Paese. Siete forse matti?

Ma matti direi di no, oppure a modo nostro siamo matti; a noi piace ritrovarci nel Tempio, ci piace ritrovarci con i nostri strumenti di lavoro (i grembiuli, i guanti, le luci della Bellezza, della Forza e della Sapienza). Siamo cittadini del mondo e ci piace fare del bene per l’umanità.

Lei ha citato alcune delle cose positive che facciamo in Italia. Veniamo guardati male? Non da tutti e non credo dalla maggioranza degli italiani. Sono molti i cittadini che ci vogliono bene e noi continuiamo a fare il nostro lavoro. Abbiamo dato in tutto il Paese diverse borse di studio e premiato le persone che riteniamo meritevoli.

Come ad esempio i ragazzi di una scuola di Torre Annunziata che hanno salvato una loro insegnante che si era sentita male nella propria abitazione. Non vedendola giungere a scuola, puntualissima come sempre, questi giovani si sono fatti i cinquanta chilometri che separano la scuola dalla casa dell’insegnante e, trovandola in difficoltà, l’hanno salvata.

Facciamo tante cose per le nostre comunità in Italia, ma come diceva Gino Bartali, noi non facciamo le cose buone per attaccarci una medaglietta sulla giacca. La nostra medaglietta cerchiamo di appuntarcela sull’anima.

Perché ha deciso di aprire le Case Massoniche del GOI al pubblico in una giornata aperta che ha coinvolto tutte le logge d’Italia?

Perché il giorno 1 marzo del 2018 era il primo anniversario di quel gesto arbitrario che ci fece la Commissione Antimafia, mandando tredici finanzieri a sequestrare gli elenchi degli iscritti; in risposta a questo gesto noi abbiamo aperto le nostre Case massoniche ai cittadini.

Le racconto un fatto, piccolo ma significativo. A Genova (la nostra casa è situata in un quartiere popoloso) durante l’apertura pubblica è venuta una signora titolare di un negozio di alimentari con una bottiglia di spumante, per berla insieme a noi. “Mi state simpatici” ci ha detto. Un gesto molto apprezzato.

Il Gran Maestro del GOI Bisi apre le porte al pubblico della Casa massonica di Milano.

I rapporti con la Chiesa cattolica non sono idilliaci, mi pare che su di voi penda ancora la scomunica. Sbaglio se dico di avere ultimamente intravisto almeno una certa volontà di confronto?

Noi nella nostra storia non abbiamo mai bruciato nessuno e siamo sempre disponibili a dialogare e parlare con tutti.

Della scomunica del 1738** non si parla più nel Codice di Diritto Canonico, comunque nel 1993 l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale Joseph Ratzinger, confermò che ai massoni è vietato l’accesso alla Comunione ed ai Sacramenti. Questo dispiace. Ultimamente ho letto con attenzione un articolo del cardinale Ravasi che, parlando di un variegato mondo massonico, sottolinea come vanno tenuti in considerazione alcuni aspetti, come la lotta al materialismo e la filantropia. Al cardinale Ravasi questi aspetti della vita massonica sono piaciuti.

** la massoneria cosiddetta moderna nasce ufficialmente nel 1717. - ndr.

Sicuro morì ai Ponticini.

Se mio figlio un giorno dovesse dirmi di essersi iscritto al Grande Oriente d’Italia dovrei preoccuparmi?

Secondo me, no. Quando io venni iniziato al Grande Oriente d’Italia nel 1982 avevo ventiquattro anni. Al mio babbo, camionista che di lì a poco sarebbe morto, io lo dissi: “babbo sono stato iniziato al GOI”. Lui mi rispose “sei sicuro di avere fatto bene?”. A Siena esiste un detto: Sicuro morì ai Ponticini. ***

Il mio babbo capì e mi disse “ se sei contento, sono contento anch’io per te”. Lui era un uomo che concedeva molta libertà al proprio figlio ed io spero sempre di non avere abusato di questa libertà.

***. NDR - Per chi vive a Siena o provincia è quasi prassi mettere in guardia le persone con questa semplice frase. Il significato è chiaro a tutti: mai essere sicuri al 100% di una cosa, qualsiasi essa sia.

Luigi Brogi, in arte Sicuro, era un mercante di San Marcellino che nei primi del 1900 si recava tutti i giorni a Siena col suo calesse per vendere le proprie merci (in particolar modo pelli di coniglio). Il pomeriggio del 18 Aprile 1923, ritornando verso casa dopo un’intensa giornata di lavoro, fu fermato da due persone che cercavano un passaggio per Pianella. Ignaro di ciò che stava per accadere invitò i due uomini di salire con lui, ma una volta giunto ai “ponticini” (un piccolo ponte su un rigagnolo a pochi passi da San Giovanni a Cerreto), essi si rivelarono essere dei briganti, uno dei due puntò un coltello alla gola del malcapitato e recitò sei semplici ma incisive parole: “o la borsa o la vita”. Sicuro non voleva cedere a ricatti e dare via il frutto di una dura giornata di lavoro (5 lire), lottò con tutte le sue forze ma alla fine uno dei due banditi lo prese con forza e, facendogli sbattere la testa sulla ruota del calesse, lo tramortì lasciandolo morente a terra, dove spirò l’ultimo respiro dopo una breve agonia. Uno dei due banditi fu trovato e catturato a Montevarchi pochi giorni dopo.Nel luogo della morte si erge una lapide in suo onore con incise le parole “ucciso barbaramente”.

Grazie dott. Bisi. Buon lavoro e buona vita.