Eureka Perché i vincitori del Premio Nobel per la Chimica aiuteranno il clima e l’ambiente

Le strutture metallo-organiche sviluppate dai tre scienziati potrebbero migliorare l’efficienza della cattura della CO2 e mitigare l’inquinamento delle acque e dell’aria

Niklas Elmehed © Nobel Prize Outreach

Susumu Kitagawa (Università di Kyoto), Richard Robson (Università di Melbourne) e Omar M. Yaghi (Università della California) hanno vinto il Premio Nobel per la Chimica. L’annuncio, arrivato questa mattina, è rilevante anche in termini ambientali e climatici. I tre scienziati hanno infatti sviluppato e implementato una nuova forma di architettura molecolare: le strutture metallo-organiche (Mof), che – grazie ai cristalli porosi alla loro base – possono essere progettate per immagazzinare sostanze specifiche. 

Tra queste c’è anche l’anidride carbonica, uno dei gas serra responsabili del cambiamento climatico. La scoperta dei tre Premi Nobel potrebbe dunque aumentare l’efficienza della cattura-stoccaggio di anidride carbonica (Ccs), un complicato (e controverso) processo che consiste nel prelievo di CO2 per iniettarla all’interno di formazioni geologiche profonde o pozzi esauriti di petrolio e gas. Le strutture metallo-organiche avrebbero una capacità di assorbimento nettamente superiore rispetto ai sistemi attualmente disponibili. 

In più, alcune di queste strutture metallo-organiche potrebbero aiutare l’uomo a separare i Pfas (sostanze poli e perfluoroalchiliche) dall’acqua ed eliminare le tracce di rifiuti sanitari nell’ambiente, mitigando così l’impatto dell’inquinamento sulla nostra salute e sull’ecosistema. Tra i meriti dei vincitori c’è quello di aver capito come stabilizzare la costruzione molecolare dei Mof, che ora si possono rimodellare a seconda del campo di applicazione desiderato.

Dopo queste «scoperte rivoluzionarie – recita la nota diffusa dall’Accademia reale svedese delle scienze – i tre chimici hanno realizzato decine di migliaia di Mof diversi. Questi potrebbero contribuire a risolvere alcune delle più grandi sfide dell’umanità». Secondo Heiner Linke, presidente del Comitato del Nobel per la Chimica, «le strutture metallo-organiche hanno un potenziale enorme e offrono opportunità inaspettate». 

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