Analisi

Cari blogger, nella vita esistono anche i doveri

di Michele Fusco e Massimiliano Gallo

Il diritto di rettifica non è una mortificazione, una privazione della libertà, ma uno dei capisaldi

Per raccontare la fragilità della politica, vi basterà pensare a una giornata schizofrenica come quella di ieri, nella quale sono accadute le seguenti (due) cose: da una parte la maggioranza ha predisposto un disegno di legge in cui è prevista financo la galera per i giornalisti che pubblicano intercettazioni non pubblicabili, dall’altra la stessa maggioranza ha calato rapidamente le mutande su una norma di minima civiltà giuridica come quella dell’obbligo di rettifica per blogger, social network e quant’altro. Noi oggi ci vogliamo occupare di questo secondo aspetto, per dire subito che la civiltà e la democrazia della Rete non passano per la libertà d’essere imprecisi, arruffoni, insultanti, quando non irresponsabili.

Prima di tutto, cosa distingue un giornalista da un blogger? Apparentemente nulla, tutti e due mangiano, pregano, amano, riflettono, scrivono, analizzano, tirano delle conclusioni, sbagliano. Ecco, sbagliano. Quando succede, il giornalista deve ottemperare a norme, leggi, sanzioni. Deve rimettere a posti i cocci, ammesso che abbia rotto qualcosa. Deve replicare, controbattere e non abbassare la testa, nel caso ritenga di avere ragione. La domanda è: perché un blogger dovrebbe prendersi “solo” la parte buona, cioè il racconto, l’indignazione, l’attacco ai potenti e lasciare ai giornalisti quella cattiva?

Entriamo nello specifico, visto che in questo povero Paese il legislatore è in grado di complicare cose semplicissime. Qual era il punto cruciale? La rettifica. Nel casino generale, nelle grida disperate per i presunti attacchi alla democrazia della Rete, non si è dato alcun peso alle parole e al loro significato. Apriamo il dizionario e vediamo alla voce rettifica di cosa si tratta: rettifica è intesa come «correzione» o «modifica». Benissimo. Cos’è passato come messaggio? Che il governo Berlusconi voleva mettere i mutandoni della censura alla Rete. Anche volendolo, capirete che è impresa titanica oltre che ridicola. Chi aveva interesse perché il pasticcio si facesse sempre più intricato, ha parlato di intimidazione. Siamo fuori strada.

Facciamo una premessa. Nel disegno di legge, una cosa aberrante c’era davvero e si trattava della sanzione pecuniaria di 12mila euro. Questa, semmai, era la vera minaccia alla Rete: i soldi, buttarla sulle tasche delle persone, instillare una paura concreta, tangibile, in grado di spegnere gli ardori, la voglia di raccontare, l’esigenza di far sapere. Soprattutto in tempo di crisi. Forse molti blogger non lo sanno, ma è un problema anche per i giornalisti, che spesso ricevono minacce di querele milionarie alle quali neppure i giornali di riferimento potrebbero far fronte. Sia chiaro: se c’è diffamazione, è giusto che i soggetti interessati agiscano e anche per via economica, se del caso. Ma questa, ormai, è l’epoca delle querele preventive, carte bollate che intendono spaventare, prima ancora che rivendicare un torto subito.

Torniamo alla rettifica. Abbiamo spiegato che la rettifica non ha nulla a che fare con la diffamazione, che è già regolata per legge. Se un blogger scrive che il ministro Pincopalla è un ladro e non è vero, il ministro Pincopalla ovviamente non chiederà una rettifica. Sarebbe ridicolo, oltre che sbagliato. Farà querela per diffamazione e quel blogger dovrà risponderne in tribunale. Questo già oggi. Perché quindi urlare all’attentato alla democrazia, quando rettificare è, generalmente, una questione puramente «tecnica», che non riguarda aspetti «sensibili» della vita delle persone?

Sopra a tutto questo, però, c’è una grande questione di crescita di civiltà. Sempre più persone, sempre più gruppi di persone, intendono far sentire la loro voce via internet. È la forza della Rete, si dirà. O una logica conseguenza, visto che gran parte della nostra vita quotidiana (figli e genitori compresi) si svolge attraverso il computer. Una forza, dicevamo,  che in certi casi può trascinare persino a una consapevolezza di massa. Pensate agli ultimi referendum, davvero un caso di scuola. Ma proprio perché la Rete sta assumendo un ruolo di primaria importanza nel processi di sviluppo democratico, è necessaria una sua «depulcinizzazione», l’uscita da quella fase adolescenziale, ancorché meravigliosa, per entrare in quella delle responsabilità: i blogger, i social network, le forme anche più sofisticate di organizzazione, non possono più fermarsi all’idea, di per sé infantile, che sulla Rete si può dire e fare ciò che si crede. O almeno, non è più il tempo.  

Avere consapevolezza dei propri doveri è, sarà, una dimostrazione di forza. In Italia, per legge, sono irresponsabili i minori di anni diciotto, gli incapaci di intendere e di volere, e gli interdetti. Ecco, crediamo che nessuno tra noi abbia scelto Internet come strumento di comunicazione per sentirsi irresponsabile. Anzi, è l’esatto contrario. E forse è giunto il momento di aprire un dibattito franco, scevro da ideologie pseudolibertarie che somigliano tanto al 18 politico di oltre quattro decenni fa.   

: blogger / governo / internet / legge ammazzablog

Comments

Sinigagl's picture
Inviato da: Sinigagl
6 October 2011 - 18:06

Pensate ad esempio allo sciopero di it.wiki. La comunità ha deciso lo stop proprio perchè ha valutato che TUTTE le pagine fossero a rischio di subire una rettifica che poi non si sarebbe MAI PIU' potuta cancellare. Cito: "il problema riguarda tutte le voci indiscriminatamente, e non possiamo prevedere se in futuro uno scienziato si sentirà offeso perchè non lo abbiamo citato in chissà quale scoperta o che altro", "le retifiche non riguardano solo le persone viventi, ma possono riguardare potenzialmente tutti i tipi di voci, perfino quelle scientifiche (pensiamo per es ad argomenti come la farmacologia, in cui magari si parla della scoperta degli effetti collaterali di un principio attivo commercializzato)", "l sindaco di Mirailmare può chiedere la rettifica della voce del paese perche' non e' "una località turistica sulla costa viola, ma e' la capitale turistica della costa viola", il modello di vettura Carolina non aveva un difetto di fabbrica al freno, ma sono state semplicemente richiamate dal concessionario per una revisione straordinaria, l'ultimo disco del cantante Ugulu non segue il filone dei suoi dischi precedenti, ma rappresenta il suo miglior prodotto, la galleria d'arte Croste e Crostini presenta solo opere di artisti internazionali affermati, anche se poco noto il tricolore venne istituito nel 1645 a Mondopiccolo e per non ledere e offendere la reputazione del paese dovete rettificare immediatamente.", "come intimato dal consolato spagnolo si rettifica che Cristoforo Colombo non è nato a Genova, come pure Gilberto Govi, Giancarlo Giannini e Dario Vergassola, noti catalani, secondo sua eccellenza l'ambasciatore spagnolo in Italia" Devo fare altri esempi?

Sandro kensan's picture
Inviato da: Sandro kensan
27 June 2012 - 23:57

Non occorrono altri esempi basta il primo per capire l'imbecillità della rettifica e quanti danni può fare ad una enciclopedia come Wikipedia. Il giornalista Gallo dimentica nel suo articolo di citare il codazzo di legali che ha un giornalista e un giornale che gli permette di non pubblicare alcuna rettifica sciocca e di vedersela in tribunale.

Un Blogger *deve* pubblicare tutte le rettifiche perché non può permettersi ne di indagare sulla correttezza della stessa ne di pagare un legale.

Un Blogger non è pagato, quindi se ne va in ferie senza avvisare oppure si fa i caxxi suoi mentre un giornale è attivo 365 giorni all'anno e ogni giornalista è pagato.

I 18 anni citati da Gallo vanno benissimo se si è stipendiati ma se non è un lavoro e soldi non se ne vedono e si ha un altro lavoro meglio l'incoscienza della giovinezza.

Un giornale ha sicuramente decine di migliaia di lettori mentre un blog ne ha qualche centinaia. Una bella differenza.

Kalogero's picture
Inviato da: Kalogero
6 October 2011 - 16:55

insomma, su questo metablog, perlopiù viene propinata informazione di regime. Complimenti

Monica Capo's picture
Inviato da: Monica Capo
6 October 2011 - 16:45

Non faccio retorica di basso livello, rispetto i morti e soprattutto...MI FIRMO.

giordano's picture
Inviato da: giordano
6 October 2011 - 16:01

Cari Fusco e Gallo, avete ragione, occorre che tutti siano più responsabili nei loro giudizi e nelle loro opinioni! Propongo di estendere la legge fuori dal web, anche alle discussioni pubbliche e private, alle conversazioni fra amici, anche alle pagine di diario scritte solo per se stessi, insomma a ogni forma di espressione verbale. Se sentiamo qualcuno dire qualcosa che non ci piace lo invitiamo a rettificare e se non lo fa 12.000 euro sull'unghia. Insomma, la libertà di parola e di opinione non può essere irresponsabile come quella dei bambini e dei matti. E' ora di crescere! Ogni affermazione finalmente sarà accompagnata dalla sua rettifica, ogni rettifica, forse, da una contro-rettifica, e tutto con solerte tempestività. Finalmente un Paese maturo, dove non si discute ma si rettifica, non si cerca la verità, ma si eleva ogni opinione a legittimo punto di vista. Così non è, se non vi pare. O viceversa.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
6 October 2011 - 15:58

I commenti al vostro articolo sono davvero molto interessanti. Sarebbe molto bello che i due autori rispondessero a chi ancora non ha capito nulla.

togablu's picture
Inviato da: togablu
6 October 2011 - 15:58

Questo giornale ha coraggio da vendere. Bravi. Sapete provocare, in modo intelligente e (al di là di commenti non sempre all’altezza) sono sicuro che anche questa volta avete fatto riflettere molte persone. La rete deve uscire dall’asilo nido, sarebbe proprio ora, per il bene di tutti.
Una sola nota, per Monica Capo che evoca due giornalisti morti, uno ucciso dalla camorra, l’altro dalla malattia: evitiamo retorica di basso livello. E rispettiamo i morti.

AUTODAFE' Edizioni's picture
Inviato da: AUTODAFE' Edizioni
6 October 2011 - 15:56

vorrei proporre anche questa riflessione complessiva:
http://autodafeblog.wordpress.com/2011/10/06/blog-e-legge-bavaglio-l%e2%...

LIVIA FIORIO's picture
Inviato da: LIVIA FIORIO
6 October 2011 - 15:37

Cari giornalisti (o blogger?), ma di cosa state parlando, davanti a chi avete calato VOI le mutande prima di scrivere questo articolo, mendace, fuorviante, fazioso? Parlate di crescita? Parlate VOI di professionalitá, solo come appartenenti ad un albo che, in un´Italia dall´informazione VENDUTA non ha piú senso? Voi che sfruttate la rete per fare giornalismo, a volte, di bassa lega? Partiamo per favore dal principio della libertá di parola, libertá d´opinione e responsabilitá individuale per capire che questa legge é una legge ad personam, antidemocratica, fascista e inficiata di interessi personali. C´é una grande differenza non solo di formati tra il giornalismo e il blogging: commenti inclusi, interazione e partecipazione, cosa che non c´é negli organi di stampa tradizionali. Chiamate la diminuzione della libertá d´espressione (in un Paese in cui l´informazione e l´istruzione, la cultura e la sanitá, il lavoro, sono messi in ginocchio) una aumento di civiltà? Che i politici inizino ad occuparsi di altro! O forse se la sono fatta nei pantaloni vedendo come gli italiani e le italiane si stiano incavolando nella rete e come é finito l´amico Mubarak (lo zio di) dopo che blogger bravissimi hanno informato la popolazione clandestinamente (Hossam el Hamalawy in primis)? A Gorky: credo che non ci sia bisogno di argomenti. Leggiti il testo di legge! La Cina sta meglio di noi!

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.
Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.a

Sinigagl's picture
Inviato da: Sinigagl
6 October 2011 - 15:09

E poi: cosa c’entra la diffamazione e cosa c’entra il “diventar adulti” col comma 29?
Se dovesse passare – perchè non siamo sicuri che sia morto http://ilnichilista.wordpress.com/2011/10/06/sorvegliare-e-punire/ – assisteremmo alla fiera della rettifica (come ha fatto notare Metilparaben, ripeto). Perchè puoi chiedere che sia rettificata qualsiasi cosa, non solo imprecisioni & insulti.
Un blogger di paese dice che l’assessore non ha fatto bene quello? Arriva la richiesta di rettifica. L’altro dice che il sindaco pensa solo ai marciapiedi e non all’assistenza sociale? Ecco la rettifica. Tanto non costa nulla chiederla e il blogger è obbligato a pubblicarla “con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia”. Cosa sarebbe il web-gruviera che ne uscirebbe? Una melassa indistinta dove non esiste un fatto ma solo opinioni. Bleah.

Flavio's picture
Inviato da: Flavio
6 October 2011 - 14:55

è interessante ma dice solo una mezza verità. Prima di tutto io sono convinto che sia necessario distinguere tra blogger e giornalista. Un giornalista è un professionista con tanto, quando ce la fa, di iscrizione ad un albo professionale. Il blogger è qualcosa di molto meno definibile, poiché non basa la sua attività su un medium verticale ma su un medium orizzontale in cui la distinzione tra produttore e consumatore si fa sfumata. Blogger può essere il giornalista affermato, il freelance, o il semplice cittadino che sente il bisogno di esprimersi. Ciò che rendeva questa legge, rispetto alla Rete, aberrante è l'automatismo che si veniva a creare tra il diritto di rettifica e la sanziona pecuniaria. La norma, infatti, obbligava il prosumer a pubblicare la rettifica entro 48 ora dalla notifica della stessa, pena una sanzione pecuniaria fino a 30.000 euro.
Ora, è vero che un blogger deve assumersi al 100% la responsabilità di quanto scrive e pubblica, ma è altrettanto vero che, se perfino i giornali non sono sempre in grado di fare fronte alle querele, con questa norma si crea una situazione sbilanciata, del tutto svaforevole al blogger.
L'esempio da fare è questo: io pubblico un contenuto vero, documentato e verificato ad esempio un'inchiesta sull'inquinamento prodotto dall'industria x. L'ufficio legale della suddetta industria non gradisce la mia inchiesta e mi chiede la rettifica del contenuto in base a dati da essa forniti che non concordano con quelli rilevati dalle fonti indipendenti che io ho consultato. A questo punto, l'automatismo della sanzione pecuniaria, mi costringe a rettificare il contenuto, a favore di un contenuto "contraffatto", perché è chiaro che io non posso fare fronte alle spese ed alle competenze di un ufficio legale.
Questo è un ricatto a tutti gli effetti ed il vero scandalo è che questa norma permane per le testate registrate.

Sinigagl's picture
Inviato da: Sinigagl
6 October 2011 - 14:53

Cari Fusco e Gallo, l’istituto della rettifica è stato pensato per la stampa, perchè c’è sproporzione tra la forza di una testata giornalistica ed un singolo. Sul web dove tutti siamo sullo stesso piano questo semplicemente non ha senso: sarebbe come obbligare qualcuno a dire qualcosa per strada.
L’assunto di fondo poi è da combattere integralmente: obbligare ad una rettifica, quale che sia, senza che sia messa in dubbio la veridicità o la falsità di quanto scritto, senza poter mettere in dubbio la veridicità o la falsità della rettifica, significa mortificare l’idea stessa di verità. Tutto diventa un’opinione, quindi i fatti non esistono più.
L’effetto dell’applicazione di quel comma sarebbe infine devastante per il web come lo conosciamo, come ha fatto notare it.wiki con lo sciopero e (simpaticamente) Metilparaben: http://metilparaben.blogspot.com/2011/10/lo-sapevate-che-potranno-rettif...
Rimetto qui un’analisi puntuale di tutti gli effetti del comma 29: http://www.valigiablu.it/doc/538/comma-ammazzablog-post-dedicato-a-gaspa...

Golani Brigade's picture
Inviato da: Golani Brigade
6 October 2011 - 14:42

Fusco, lo ripeto: occupati solo di calcio, è meglio.

Tra l'altro è comodo sostenere simili argomenti con le chiappette coperte da una S.p.A.

Samuel J. Kiumbo's picture
Inviato da: Samuel J. Kiumbo
6 October 2011 - 14:35

Come blogger ritengo sbagliata la tua analisi quindi ti chiedo di rettificare quanto hai scritto.
Secondo il comma 29 hai 48 ore per farlo e nessuno può valutare se la mia richiesta è sensata o no.

Sinigagl's picture
Inviato da: Sinigagl
6 October 2011 - 14:33

@Gorky (soprattutto ma non solo).
Perchè non condividiamo questa analisi?
Sta tutto scritto qui: http://www.valigiablu.it/doc/538/comma-ammazzablog-post-dedicato-a-gaspa...

Eugenio's picture
Inviato da: Eugenio
6 October 2011 - 14:29

Ma se io non diffamo nessuno, perche' dovrei rettificare? Qualcuno me lo spiega, grazie?

Ps in caso di querela quanto ho scritto rimane la', fino a giudizio (terzo) definitivo

Giacomo's picture
Inviato da: Giacomo
6 October 2011 - 14:27

L'argomento di cui si è parlato in rete ed oggetto del comunicato di wikipedia non è un discorso generale sulla responsabilità di chi scrive in vario modo su siti internet, ma una specifica proposta di legge. Tale legge avrebbe due effetti. (1) Chi ha un blog deve garantire di poterlo aggiornare entro 48 ore dalla notifica della richiesta, se non può garantirlo corre gravosi rischi economici, anche se ciò che scrive è sempre vero e verificabile. L'effetto pratico è l'allontanamento di blogger indipendenti che bloggano per hobby. (2) Il secondo effetto, questo specialmente per wikipedia, è che chiunque può pretendere la pubblicazione su wikipedia e sui blog altrui dei suoi comunicati, indipendentemente dalla loro veridicità. La rettifica, infatti, non è una modifica dei contenuti esistenti, ma una vera e propria lettera che deve essere pubblicata così com'è.

Claudio Corti's picture
Inviato da: Claudio Corti
6 October 2011 - 14:20

Cosa distingue un giornalista da un blogger?
Il blogger non è pagato da nessuno per fare ciò che fa, il giornalista sì.
Il blog non riceve i finanziamenti statali dell'editoria, il giornale sì.
Basta come differenza?

Alessio's picture
Inviato da: Alessio
6 October 2011 - 14:18

Condivido quanto scritto da Angelo nel commento del 6 ottobre 2011 - 13:04

Marcone's picture
Inviato da: Marcone
6 October 2011 - 14:03

Cari autori,
Siete dei geni perché avete con la vostra provocazione dimostrato per assurdo che quello che dite non sta in piedi.
Vi faccio i miei complimenti anche se il vero capolavoro immagino avverrà entro 48 ore quando deciderete sensatamente di autorettificarvi senza che nessuno ve lo chieda.
Se lo farete avevamo ragione noi. Se NON lo farete......avevamo ragione noi.

Fausto's picture
Inviato da: Fausto
6 October 2011 - 13:55

Tutto apparentemente corretto nell'analisi svolta nell'articolo...
Una sola domanda di fondo....
Se ci sono già leggi che difendono le persone dalla diffamazione e quanto altro, mi spiega a che cosa serve in definitiva questa nuova legge??

Se non riesce a darsi o darci una risposta glielo spiego io in 2 parole...
Siccome i nostri politici, affaristi, intrallazzatori vari e quanto altro, non riusciranno mai e dico poi mai a controllare la rete, ecco che basta fare una nuova legge e inserire la "pena pecuniaria" e di punto in bianco si ritorna all'era Feudale in cui solo la parola del feudatario era legge.

E voi giornalisti che proprio dovreste ribellarvi a questo ne siete anche daccordo.
Eh. i miolioni di euro dati a pioggia dai nostri politici all'editoria, fanno miracoli.

Sparvi's picture
Inviato da: Sparvi
6 October 2011 - 13:55

il problema non è tanto il dover rettificare ciò che è stato scritto che sarebbe anche giusto, è il fatto che non ci sia una figura che controlla che la richiesta di rettifica sia sensata e che se io scrivo un articolo e poi sto due giorni senza collegarmi a internet e nel frattempo qualcuno ha voluto che rettificassi qualcosa le 48 ore di tempo a mia disposizione sono gia terminate... e non è che posso stare sempre connesso a controllare se mi arriva una mail richiedente una rettifica... se io scrivo qualcosa lo faccio per me non perchè qualcuno mi paga per farlo, è un hobby non un lavoro quindi posso benissimo non controllare la posta per un tempo anche superiore alle 48 ore... e ripeto ci deve comunque essere un terzo neutrale che giudichi se ciò che ho scritto va o non va rettificato...

Charly's picture
Inviato da: Charly
6 October 2011 - 13:51

Secondo me dovremmo separare la legge in discussione, aberrante nulla da eccepire, con quanto sollevato da questo post. Siamo tutti d'accordo che non si possa dire che il ministro Caio è un ladro pur non essendolo, no? E' un atto di diffamazione. Come è stato giustamente evidenziato esistono già le leggi che tutelano contro questo reato, ma non vengono applicate. Perché? Direi che è una questione di numeri. Quanti blog esistono in questo paese? Migliaia e migliaia. Come si fa a fare migliaia e migliaia di udienze giudiziarie? Non si può. L'anonimato in Internet, infatti, è garantito non dal nick name ma dalla massa degli utenti. Anche se passasse una legge così stupida ad essere colpiti sarebbero i blogger più celebri, non il comune mortale. Fra l'altro credo che basti adottare il periodo ipotetico:

il ministro x è sotto processo, ovviamente siamo garantisti, ma se fosse colpevole sarebbe brutto, bla bla bla

Resta, comunque, la correttezza del punto sollevato dal post. Mettiamo che l'utente Virgil venga definito dai signori Fusco e Gallo un pericoloso terrorista. Avrà o non avrà Virgil il diritto di difendersi in sede giudiziaria? Un po' come ha fatto Vasco Rossi che sentendosi diffamato è passato alla giustizia, com'è corretto che sia. Ma il web si è auto assolto. E vabbé. Basta poi non lamentarsi se per il cittadino medio internet equivale ad una fogna dove ognuno può fare quello che vuole.

shadrack's picture
Inviato da: shadrack
6 October 2011 - 13:46

"Cos’è passato come messaggio? Che il governo Berlusconi voleva mettere i mutandoni della censura alla Rete. "
Esatto cari Fusco e Gallo. Il problema è tutto qui e non c'è altro da dire (o scrivere). Ma questo forse no lo avete capito.

Roberto 's picture
Inviato da: Roberto
7 October 2011 - 11:37

Esatto al 100%, l'intento era ed è quello di mettere i mutandoni alla Rete e ad ogni tipo di informazione scomoda, da parte di Berlusconi.
Punto e basta. Il resto è aria fritta!

Monica Capo's picture
Inviato da: Monica Capo
6 October 2011 - 13:34

Giancarlo Siani e Giuseppe D'Avanzo si staranno rivoltando nella tomba.

freccetta's picture
Inviato da: freccetta
6 October 2011 - 13:17

Ma che cosa dite, cari autori dell'articolo,stiamo scherzando?
Proprio voi che scrivete sul web usate questi argomenti!
Non posso credere che non riusciate a capire che qualunque tentativo di limitare la libertà di espressione su internet e in generale sia pericolosissimo.
Avete ammesso voi stessi che era prevista perfino una multa di 12.000 euro.
Non cercate giustificazioni ad una condota evidentissima - non solo di questo assurdo governo - ma del parlamento tutto, che non aspetta altro che di poter mettere la museruola alle critiche.

Se questo è il vostro punto di vista spero solo che decidiate di non scrivere più sul web, andate a scrivere solo sulla carta.

angelo's picture
Inviato da: angelo
6 October 2011 - 13:04

Come blogger ritengo sbagliata la tua analisi quindi ti chiedo di rettificare quanto hai scritto.
Secondo il comma 29 hai 48 ore per farlo e nessuno può valutare se la mia richiesta è sensata o no.

Biagiothai's picture
Inviato da: Biagiothai
6 October 2011 - 12:59

Complimenti per cercare ancora una volta a difendere l'indifendibile confidando nella nostra stupidità!
Visto che ci sono già leggi che difendono le gente dalla diffamazione, come è ricordato anche da altre risposte, non vedo a cosa serva questa legge, se non a bloccare la diffusione virale d'informzaione che blog e social network permettono, scavalcando, spesso, l'informazione nazionale, censurata e non libera, come dimostra ampiamente questo fazioso ed offensivo della mia intelligenza, articolo!
A parte che a quanto pare i blog sono stati esclusi ieri dalla legge, comunque tutto questo è un ulteriore tentativo di sopprimere quel poco d'informazione decente che è rimasta in Italia, una cosa che nemmeno in alcuni regimi autoritari hanno osato tentare...
Grazie per cercare di venderci letame al posto della cioccolata, ma ormai abbiamo imparato a capire la differenza.

Gorky's picture
Inviato da: Gorky
6 October 2011 - 12:59

Ai sedicenti "blogger" che commentano copincollando, suggerirei per lo meno di incrementare la forza argomentativa della loro...ehm, "riflessione". Siete ridicoli

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
6 October 2011 - 12:57

L'analisi svolta è completamente errata nelle sue basi.
Esistono già norme che puniscono, per tutti, la diffamazione ed il falso.
Le quali, semmai, dovrebbero far condannare personalità che hanno asserito che i giudici di Milano sono come le BR, "scheggie eversive impazzite", o che c'è un diritto di autodeterminazione del popolo padano.
Questi, sono reati.
Per il resto, invece, vige l'art. 21 c. 1 della Costituzione. Strano a dirsi, non lo vedo citato in quest'analisi.
Mi permetto quindi di consigliare all'opininista di leggersi qualcosa in merito.

http://dirittoditutti.giuffre.it/psixsite/Biblioteca/Enciclopedia%20del%...

Elvezio Sciallis's picture
Inviato da: Elvezio Sciallis
6 October 2011 - 12:54

Ottimo articolo, come blogger e come web editor ringrazio pubblicamente Fusco e Gallo.

antonio's picture
Inviato da: antonio
6 October 2011 - 12:46

Come blogger ritengo sbagliata la tua analisi quindi ti chiedo di rettificare quanto hai scritto.
Secondo il comma 29 hai 48 ore per farlo e nessuno può valutare se la mia richiesta è sensata o no.

Daniele Brundu's picture
Inviato da: Daniele Brundu
6 October 2011 - 12:45

Sì è tutto bello ma state il blogger non è un giornalista professionista. Da cittadino qualunque si può scrivere ciò che si vuole, assumendosi la responsabilità in caso di diffamazione ma senza l'obbligo legale di DOVER scrivere talune cose. Si può discutere che fosse o meno un tentativo di bavaglio (costrizione sarebeb stato più corretto) ma rimaneva una norma fuori dalla logica.

Internet è né più né meno uno spazio pubblico come la strada. E per strada non si può essere obbligati a dire qualcosa. Perché qui dovremmo esserlo? Si vuol far passare tutto il web come un giornale. Non è così.

Mojito's picture
Inviato da: Mojito
6 October 2011 - 12:44

Basta, smetto di leggere Fusco, non si può più leggere...

Sinigagl's picture
Inviato da: Sinigagl
6 October 2011 - 12:38

Come blogger ritengo sbagliata la tua analisi quindi ti chiedo di rettificare quanto hai scritto.Secondo il comma 29 hai 48 ore per farlo e nessuno può valutare se la mia richiesta è sensata o no.Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/cari-blogger-nella-vita-esistono-anche-i-doveri#...

Davide Quack's picture
Inviato da: Davide Quack
6 October 2011 - 12:38

Non ho capito.

Io scrivo su un blog che secondo la mia opinione la macchina fotografica Canon XYZ scatta delle brutte fotografie nelle condizioni ABC, sopratutto se paragonata alla Nikon 123 nelle stesse condizioni. La Canon pretende una rettifica.
Se sono obbligato a rettificare vuol dire che io non diritto ad esprimere un'opinione. Attenzione un'opinione che può essere tecnica e basata su dati misurabili.

Oltre i doveri, ci sono anche i diritti. Appunto il diritto ad esprimere un'opinione, al limite anche opinabile.

Se le cose stanno invece così così considero questo articolo lesivo e pretendo una rettifica. Una qualsiasi. Entro 48 ore. Oppure i 12 mila €.

Avremo agli angoli della strada oscuri figuri che ci minacciano con: o la borsa o la rettifica ?

arianna's picture
Inviato da: arianna
6 October 2011 - 12:36

Come blogger ritengo sbagliata la tua analisi quindi ti chiedo di rettificare quanto hai scritto.
Secondo il comma 29 hai 48 ore per farlo e nessuno può valutare se la mia richiesta è sensata o no.

Minkus's picture
Inviato da: Minkus
6 October 2011 - 12:35

Ricordo che la diffamazione in Italia non ammette l'eccezione della verità, quindi, dire che un ministro è ladro,anche se è un ladro - è diffamazione, se è fatto con intenti diffamatori.

A riprova che in Italia manca il fondamento per la convivenza civile: l'amore per la propria quiete e l'avversione a litigare; e che ogni parte del nostro essere è devoluto alla litigiosità.

Claudyo's picture
Inviato da: Claudyo
6 October 2011 - 12:45

Ti sbagli Minkus. L'exceptio veritatis esiste in Italia. Art. 596 codice penale.

Quando l’offesa consiste nella attribuzione di un fatto determinato, la prova della verita’ del fatto medesimo e’ pero’ sempre ammessa nel procedimento penale: 1) se la persona offesa e’ un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisce all’esercizio delle sue funzioni; 2) se per il fatto attribuito alla persona offesa e’ tuttora aperto o si inizia contro di essa un procedimento penale; 3) se il querelante domanda formalmente che il giudizio si estenda ad accertare la verita’ o la falsita’ del fatto ad esso attribuito. Se la verita’ del fatto e’ provata o se per esso la persona, a cui il fatto e’ attribuito e’, per esso condannata dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore della imputazione non e’ punibile, salvo che i modi usati non rendano per se’ stessi applicabili le disposizioni dell’articolo 594, comma primo, ovvero dell’articolo 595 comma primo

Virgil's picture
Inviato da: Virgil
6 October 2011 - 12:26

Come blogger ritengo sbagliata la tua analisi quindi ti chiedo di rettificare quanto hai scritto.
Secondo il comma 29 hai 48 ore per farlo e nessuno può valutare se la mia richiesta è sensata o no.

stefano ciavatta's picture
Inviato da: stefano ciavatta
6 October 2011 - 12:20

finalmente. sottoscrivo tutto e condivido.

Post new comment

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.