Dieci milioni di voti non bastano: Silvio ineleggibile

Dieci milioni di voti non bastano: Silvio ineleggibile

Al grido di “no all’inciucio, Silvio è ineleggibile”, la sinistra indignata raccolta intorno alla rivista Micromega di Paolo Flores D’Arcais ieri ha sfilato per le vie di Roma, a pochi passi dalla riunione degli ultrà di Silvio. I detrattori del Cavaliere si rifanno ad una vecchia legge del 1957 (Decreto del Presidente della Repubblica numero 361) in base alla quale chi è direttamente o indirettamente titolare di concessioni pubbliche, dunque passibile di un vero o presunto conflitto di interesse, non può sedersi tra i banchi del Parlamento. Per fare applicare questa legge anti Caimano è partita da giorni una campagna che ha già raccolto 230mila firme. Ora, al netto del giudizio che si può avere del Cavaliere e, soprattutto, se davvero il Cavaliere sia ineleggibile in quanto impresario tv (una questione piuttosto complessa visto che già in passato la Giunta per le elezioni si è espressa in favore dell’ex premier), resta una domanda semplice semplice a cui il mondo Micromega e paraggi dovrebbe rispondere: è pensabile tenere fuori dal Parlamento un signore che ha appena preso, nonostante tutto, 10 milioni di voti dagli italiani?

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