Efsf, come funziona il fondo salvastati europeo

La missione del fondo europeo salvastati è acquistare bond in scadenza dei Paesi in difficoltà in cambio di titoli a lunga scadenza. Ma quanti soldi mettono i vari Paesi Ue? Quanto è già stato erogato e quanto resta a disposizione? E qual è il livello massimo delle risorse complessive attivabili ...

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4 Novembre Nov 2011 1545 04 novembre 2011 4 Novembre 2011 - 15:45
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Garanzie

La mission del fondo salvastati (European financial stability facility, che nel 2013 sarà sostituito dall’Esm, European stability mechanism) è acquistare bond in scadenza di Paesi in difficoltà sul mercato secondario, in cambio di titoli a lunga scadenza; concedere prestiti fino a un massimo di 15 anni (a un tasso che per la Grecia è pari al 3,5% l’anno) e ricapitalizzare le banche comunitarie attraverso prestiti anche per gli Stati che non hanno firmato un programma di salvataggio, come l’Italia e la Spagna. Le garanzie sulle emissioni dell’Efsf ammontano a 780 miliardi di euro, di cui 78,8 miliardi forniti dall’Italia (119,4 miliardi dalla Germania e 89,7 miliardi dalla Francia), e sono calcolate in base alle quote degli Stati membri nel capitale della Bce (vedi) Per finanziarsi, l’Efsf emette obbligazioni che sono giudicate a tripla A, cioè con il massimo dei voti, dalle agenzie di rating. Questa settimana, tuttavia, l’asta per l’emissione da 3 miliardi di euro è andata deserta per mancanza di acquirenti.

Esborso

Nel Consiglio europeo dello scorso 21 luglio è stato raggiunto un accordo sulla cifra di 440 miliardi di euro di dotazione, dei quali 190 sono stati già spesi nell’ambito dei piani a supporto di Portogallo, Irlanda e Grecia. Rimangono quindi 250 miliardi di euro. Nell’ultimo Consiglio europeo, dello scorso 26 ottobre, i leader europei hanno deliberato che gli istituti di credito comunitari alle prese con le ricapitalizzazioni imposte dal regolatore Eba, che ha chiesto loro complessivamente 106 miliardi di euro per neutralizzare i rischi dell’esposizione al debito sovrano, potranno accedere all’Efsf per soddisfarle, qualora non riuscissero a reperire capitali freschi sul mercato. Difficile quindi che i 250 miliardi rimanenti possano bastare a immunizzare l’Eurozona dai rischi sistemici.

Leva

Per questo, sempre il 26 ottobre, Bruxelles ha optato per un potenziamento del fondo, che potrà utilizzare la leva finanziaria, cioè l’indebitamento, per aiutare i Paesi in difficoltà attraverso gli Spv (Special purpose vehicle), cioè speciali veicoli d’investimento “sicuri” e in grado di mantenere gli impegni nei confronti dei creditori a prescindere dalle condizioni critiche degli Stati. Ipotizzando una leva pari a 5x, sui 190 miliardi rimanenti dell’Efsf si arriverebbe a 1.000 miliardi di euro di ulteriore capacità d’intervento. La cifra finale non è ancora chiara, ma sui giornali internazionali si è parlato di 1,3-1,4 miliardi di euro. Il nuovo Efsf garantirà anche il 25% delle emissioni obbligazionarie italiane e spagnole, anche se tanto sulla leva quanto su quest’ultimo aspetto non c’è ancora un accordo operativo tra gli euroministri.

 

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