Bufale storiche

Cos’è il piano Kalergi, la bufala dei migranti che uccideranno gli europei

Un mix di razzismo e catastrofe che gira su Internet e si rifà alle teorie di un intellettuale asburgico. Che però sosteneva cose molto diverse

Il Piano Kalergi Foto Pagina Facebook

Dalla pagina Facebook Il piano Kalergi

28 Settembre Set 2015 1325 28 settembre 2015 28 Settembre 2015 - 13:25

«È in corso un tentativo di genocidio delle popolazioni che abitano l’Italia da qualche secolo e che qualcuno vorrebbe soppiantare con decine di migliaia di persone che arrivano da altre parti del mondo. Non possiamo permettercelo, un Paese normale con un governo normale blocca le partenze, blocca gli sbarchi e non ne arriva più neanche uno». Così parlò lo scorso 15 agosto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini alla festa leghista di Ponte di Legno, ai microfoni di Rai News 24.

Una frase che si può smontare pezzo per pezzo. Passi per il leitmotiv della difesa dei confini italiani: “rimandarli da dove sono venuti” pare essere la soluzione leghista a tutti i mali dell’umanità. Passi anche per i dati, poco certi. Se è vero che l’Italia ha raggiunto l’unificazione politica nel 1861, non esistono popolazioni che abitano l’Italia da “qualche secolo” ma solo un popolo italiano che è tale da 154 anni. Consultando poi gli ultimi dati, gli stranieri residenti in Italia al primo gennaio 2015 sono 5 milioni 73mila e rappresentano l'8,3% della popolazione residente totale. Eppure, stando alle parole di Salvini, “decine di migliaia di persone” vogliono soppiantare una popolazione di oltre 60 milioni di abitanti.

Insomma, passi per tutto questo. Ma un dettaglio lascia davvero senza parole: il segretario della Lega Nord non si è fermato al concetto, a lui tanto caro, dell’invasione, ma è andato oltre, arrivando a parlare di genocidio. Un termine che, stando al vocabolario della lingua italiana Treccani, indica la “metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, l’imposizione della sterilizzazione e della prevenzione delle nascite, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali” e altri crimini efferati.

Se vogliamo cercare un retrorerra culturale a tutto ciò, dobbiamo cercarlo dalle parti del “piano Kalergi”. Una bufala, equiparabile solo a quella dei Protocolli dei Savi di Sion, secondo cui i poteri forti (qualunque cosa significhi) stanno facendo di tutto per realizzare una sorta di meticciato totale attraverso le migrazioni e l’abbattimento delle frontiere. Il loro obiettivo? Arricchirsi per poi distruggere lo stesso “melting pot” così creato.

Capofila di questa teoria è Gerd Honsik, autore del libro “Assoluzione per Hitler?”, un volume pubblicato nel 2005 che è costato al suo autore una condanna per razzismo e negazionismo in Austria. Paese dove era stato estradato al termine di una lunga latitanza in Spagna, dove si era a sua volta rifugiato per sfuggire ad altri procedimenti del genere. Ma al di là di queste quisquilie, Honsik, e con lui tanti siti Internet che gridano al complotto (compreso il blog di Beppe Grillo), copiano, incollano e travisano le parole di Kalergi. Secondo loro è andata più o meno così: nei volumi “Paneuropa” (1923) e “Praktischer Idealismus"(1925) Kalergi dichiarerebbe che gli abitanti dei futuri Stati Uniti d’Europa non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di “subumanità resa bestiale” (sic!) dalla mescolanza razziale. Affermerebbe poi, senza mezzi termini, che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere. Proclamerebbe infine l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa.

Insomma una vera catastrofe. E pensare che Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, politico e filosofo austriaco, sosteneva tutt’altro. Figlio (e qui già la sua prima colpa) di un diplomatico asburgico e di una donna giapponese, nel 1923 dà alle stampe il pamphlet “Paneuropa”: il progetto era quello realizzare l’unificazione dell’Europa in una confederazione (la Paneuropa, appunto) di Stati, al fine di integrarla all’interno di un’organizzazione mondiale politicamente unificata. Elementari quanto obbligate le regole del gioco: una garanzia reciproca di delegazione legale della sovranità, il rispetto della diversità delle culture europee così come la protezione delle minoranze nazionali.

Nessuna distruzione di massa, nessun odio verso i bianchi, nessun tipo di associazionismo segreto tra logge massoniche o banche (anche se, lo sapete, le due categorie vanno sempre di pari passo). Eppure la rete è piena di queste idee a dir poco balzane, a metà tra il complotto e l’odio razziale, tanto che ne sono nate delle pagine Facebook. Ognuna declina la propria idea sull’immigrazione, ognuna mette in guardia dallo straniero, ma tutte sono accomunate da un unico elemento: l’ignoranza. A partire dalla grammatica, come dimostra la trascrizione della parola “immigrati” su questa pagina, attiva fin dal 2013.

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