Minori finiti nell’oblio

Ogni anno in Italia scompaiono più di cento bambini

Negli ultimi anni sono soprattutto i minori stranieri non accompagnati a sparire nel nulla. Ceravolo (Telefono Azzurro): “In molti casi costretti a spacciare o a prostituirsi”

Missing Kids

(Getty Images/Christopher Furlong)

27 Febbraio Feb 2016 0818 27 febbraio 2016 27 Febbraio 2016 - 08:18
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Denise Pipitone oggi avrebbe 15 anni. È scomparsa il 1 settembre del 2004 a Mazara del Vallo, mentre giocava davanti a casa della nonna. Livia e Alessia Schepp, oggi 11 anni, sono state viste l’ultima volta il 30 gennaio del 2011 a Saint Sulpice, a pochi chilometri da Losanna. Yasmeen Whabi, un anno d’età, lo scorso 3 gennaio 2016 è stato sottratto da una comunità di accoglienza di Seregno, Milano, e affidato dalla madre a una persona sconosciuta. La sua è l’ultima foto inserita dalla Polizia di Stato nella sezione “Missing Kids”.

Ogni anno in Italia scompaiono in media più di cento bambini, 270mila in Europa, 8 milioni nel mondo. Il 25 maggio, dal 1983, si celebra la Giornata internazionale dei bambini scomparsi, nata per ricordare la scomparsa del piccolo Ethan Patz, rapito a New York il 25 maggio 1979.

Dal maggio 2009 al 31 dicembre 2015, la linea europea dedicata ai minori scomparsi (il numero di telefono 116-000), coordinata nel nostro Paese dal Telefono Azzurro, ha gestito 695 casi di scomparsa in Italia. In 40 anni (1974-2014), secondo i dati del Commissario straordinario per le persone scomparse, i minori spariti nel nulla nel nostro Paese superano quota 15mila. Tra tutte le persone di cui si è denunciata la sparizione, i minori di 18 anni sono più della metà. E i bambini stranieri sono la maggioranza: 13.500 sui 15mila.

«Le segnalazioni della scomparsa di minori stranieri non accompagnati sono cresciute vertiginosamente», spiega Rosalba Ceravolo, tra i responsabili del servizio 116-000 di Telefono Azzurro. «Tra il 2009 e il 2013 abbiamo avuto da zero a due casi, nel 2014 6, nel 2015 46». Ragazzini, dai dieci anni in su, di cui spesso non si conosce neanche l’identità. Partono alla volta dell’Italia da soli, perché giudicati i più forti in famiglia per poter affrontare “il viaggio”. Oppure restano soli, perché genitori, amici e parenti li hanno persi lungo il cammino. Quando si fanno identificare, spesso forniscono nomi falsi. In pochi vogliono restare in Italia. Come i grandi, il loro obiettivo è raggiungere altri Paesi europei, dove vivono parenti e conoscenti. «Fuggono dai centri di accoglienza perché hanno una meta diversa dal primo Paese di approdo», dice Ceravolo. «Ma solo una piccola percentuale dei bambini di cui si perdono le tracce porta a termine il progetto migratorio». Camminano lungo le rotte dell’immigrazione, senza che nessuno se ne occupi. E nella maggior parte dei casi di loro non si sa più nulla. «Alcuni vengono trovati senza vita. E in molti casi finiscono vittime della tratta nei circuiti della criminalità, anche organizzata, impiegati nella prostituzione o nello spaccio».

Il servizio telefonico di Telefono Azzurro dedicato alle segnalazioni dei bambini scomparsi fa parte di un network europeo. Le segnalazioni vengono diramate oltre i confini e i fascicoli sono condivisi. A volte i bambini la cui scomparsa è stata denunciata in Italia sono rintracciati all’estero, altre volte accade il contrario. Nella maggior parte dei casi non accade nulla. Secondo l’Europol, almeno 10mila bambini emigrati da soli sono scomparsi nel nulla, di cui la metà hanno fatto perdere le loro tracce mentre si trovavano in Italia. Anche se, ricorda Ceravolo, «spesso i profughi dichiarano di avere meno di 18 anni per avere una corsia preferenziale nella richiesta di asilo».

Gli altri bambini scomparsi, invece, nella maggior parte dei casi vengono sottratti da uno dei due genitori e portati all’estero (31,2%) o tenuti in Italia (9,5%), oppure fuggono volontariamente da casa o dalle case famiglia in cui sono ospitati (38%). I casi di rapimenti accertati non raggiungono l’1 per certo. La trasmissione Chi l’ha visto? sul sito ha una lunga sezione dedicata ai bambini scomparsi. Le fasce d’età più coinvolte sono da zero a dieci anni (41,7%) e da 15 a 17 anni (43,7%). Su 695 segnalazioni arrivate al Telefono Azzurro in sei anni, i ritrovamenti sono stati 261. In oltre il 60% dei casi il bambino viene rintracciato subito dopo la scomparsa. Più spesso, si finisce nell’oblio.

Nel database della Polizia di Stato si trovano ancora nomi come quello di Angela Celentano, scomparsa nel 1996, e pure Emanuela Orlandi, scomparsa nel 1983, che oggi avrebbe più di 46 anni. Tutti scomparsi quando avevano meno di 18 anni e mai più ritrovati. Fotografie che non invecchieranno mai e che forse rimarranno sepolte tra i misteri d’Italia.

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