Col bagarinaggio online siamo alla fine della musica italiana

Il presidente di Live Nation fa ammissioni sul bagarinaggio online e accusa gli stessi artisti di responsabilità. Risultato? Scaricato da tutti, a partire da Vasco Rossi. Ma se si scava, può essere tutto il mondo dei live italiani a pagarne la conseguenze. La musica italiana sarebbe rasa al suolo

Vasco Rossi

(Ernesto Ruscio/Getty Images)

Ernesto Ruscio/Getty Images

11 Novembre Nov 2016 1030 11 novembre 2016 11 Novembre 2016 - 10:30

Una distesa di sabbia. Dune mosse, caotiche, senza vita. Si potrebbe dire un deserto, se non fosse che a lato arrivano feroci le onde del mare, a cambiarne i contorni, a rendere ancora più caotica quella aridità. Sempre e comunque senza vita. In fondo a quelle dune, a quel desolato paesaggio, una anomalia, che rende tutto questo paesaggio apocalittico. Un simbolo di libertà, di accoglienza, di speranza spunta dalla sabbia. Quella che era una porta verso un futuro migliore che si fa segno di un passato ormai fatto maceria, rovina, devastazione.

Le riconoscibili immagini del finale de Il pianeta delle scimmie, avrete riconosciuto la descrizione, potrebbero oggi far pensare a quel che resterà dell mondo della musica italiana alla luce di quanto da mesi andiamo raccontando e da quanto nelle ultime ore è emerso grazie all'ormai famosissimo servizio di Matteo Viviani de Le Iene su Live Nation.

La storia è ormai nota, ma merita di essere raccontata. Settimane fa viene annunciato il tour mondiale dei Coldplay, con tappa in Italia. Vengono messi in vendita i biglietti su Ticketone, società da tempo detentrice della vendita online dei biglietti di quasi tutti i concerti, e dopo pochi istanti risulta essere tutto sold out. Non fosse che, abitudine ormai da tempo consolidata, neanche il tempo di disperarsi e i biglietti tornano magicamente in vendita nei siti di secondary ticketing, ovviamente a prezzi assai aumentati. Si arriva a assurdità oltre le migliaia di euro. Scattano le proteste, i dubbi, le indignazioni. La piaga del secondary ticket è da tempo nota. Apparentemente sono siti che dovrebbero fungere da bacheca per chi, entrato in possesso di un biglietto si trova nell'impossibilità di usufruirne e rimette in vendita il proprio tagliando mettendolo a disposizione di chi ne è rimasto senza. Ma si sono quasi subito trasformati in altro. I biglietti in vendita risultano sempre essere molti, in alcuni casi anche migliaia, e i prezzi aumentano sempre a dismisura, diventando qualcosa di simile al “bagarinaggio”. Il fatto che ciò accada quasi sempre in contemporanea alla messa in vendita su Ticketone dei biglietti di un determinato tour o concerto ha sin da subito fatto pensare a qualcosa di strano, come se di mezzo ci fosse una delle aziende coinvolte nella vendita ufficiale dei biglietti, il promoter, quindi, o la stessa Ticketone.

In altri casi, di cui ci siamo occupati in prima persona, del resto, il fatto che ingenti quantità di biglietti venissero acquisiti direttamente dagli organizzatori per poi essere regalati a aziende sponsorizzatrici ha spinto molti a pensare che non fosse Ticketone l'azienda legata a questa partita di giro.

Le Iene hanno indagato a tal proposito, entrando in contatto con una talpa di uno di questi siti di secondary ticket, aprendo definitivamente il vaso di Pandora. Perché Viviani, fatture alla mano, è venuto a sapere che sono le stesse aziende che organizzano concerti a vendere i biglietti a questi siti (alcune di queste aziende, ovviamente, non tutte, almeno stando al servizio de Le Iene), ricaricando di cifre che arrivano addirittura a dieci volte il reale valore iniziale dei biglietti. A domanda diretta è però arrivata una risposta scioccante, a guadagnare pesantemente da questo giochino non sarebbero tanto i siti di secondary ticket, ma i promoter, che da contratto pretenderebbero addirittura il 90% di quanto guadagnato in questo modo. Stando sempre a quanto ricostruito dal programma di Italia 1 i biglietti di questo giro non sarebbero poche decine o centinaia, ma in alcuni casi, si suppone relativi a concerti negli stadi, addirittura a decine di migliaia. Il che, ovviamente, non sarebbe solo una truffa nei confronti di Ticketone, titolare di un contratto di esclusiva per la vendita dei biglietti online, ma soprattutto del pubblico, che si trova così a pagare molto di più i biglietti dei concerti dei propri beniamini per volontà diretta di chi questi concerti li organizza.

Fin qui tutto male.

Sono le stesse aziende che organizzano concerti a vendere i biglietti a questi siti, ricaricando di cifre che arrivano a dieci volte il valore iniziale dei biglietti. A guadagnare pesantemente da questo giochino non sarebbero però tanto i siti di secondary ticket, ma i promoter

Solo che a questo punto Viviani è andato da Roberto De Luca, presidente di Live Nation Italia, chiedendo ragione di questa situazione, e De Luca ha rilasciato un'intervista piuttosto singolare. Dopo aver inizialmente negato la conoscenza di questa situazione De Luca ha ammesso, più o meno candidamente, lo stato dei fatti, arrivando però a dire che a richiedere questa situazione siano gli stessi artisti. Il tutto è avvenuto inizialmente in maniera poco ortodossa, perché De Luca non era a conoscenza di essere registrato. Ma in un secondo momento, a intervista terminata, De Luca ha richiamato Viviani e ha rilasciato una sorta di dichiarazione ufficiale che ribadiva esattamente lo stesso concetto: succede così per volontà degli artisti, cui vanno i guadagni.

Boom.

Devastazione.

Macerie.

Desolazione.

Perché ovviamente, neanche il tempo di rivedere il video, ecco che arrivano le prime reazioni. Il primo a muoversi è Vasco Rossi, artista che molti hanno pensato di riconoscere nella situazione descritta, in quanto nome più grosso tra quelli nel roster Live Nation Italia e capace da solo di riempire stadi. È dalla sua pagina Facebook che Vasco fa sapere che la sua collaborazione con Live Nation è al momento sospesa.

Ariboom. Si può ipotizzare una storia da circa dieci milioni di utile che se ne vanno, anche in vista di quel megaevento previsto per il 2017 a Modena, per festeggiare il quarantennale del Blasco.

Chiaramente anche le altre reazioni non si fanno attendere. Tutti, più o meno, prendono le distanze da De Luca, anche senza potersi allontanare da Live Nation, causa prevendite di biglietti già iniziate dei prossimi tour, nel caso di Marco Mengoni, addirittura alle porte. Il primo a proporre una sua lettura dei fatti è Tiziano Ferro:

Il secondo è Marco Mengoni, sempre attraverso Facebook:

A questo punto interviene direttamente Live Nation, con un comunicato, va detto, piuttosto intempestivo: «In riferimento al servizio andato in onda ieri sera 8 novembre all'interno del programma televisivo "Le Iene", Live Nation precisa e puntualizza che le affermazioni contenute nel servizio si riferivano unicamente a pochi Artisti internazionali e che nessuno degli Artisti italiani ha mai chiesto di assegnare biglietti dei loro spettacoli al mercato di vendita secondario. Ugualmente Live Nation garantisce di non aver spontaneamente immesso sul mercato secondario quantitativi di biglietti dei concerti di Tiziano Ferro, Giorgia e Marco Mengoni, attualmente in vendita. Live Nation Italia».

Proprio Giorgia ha ripreso questo comunicato dicendo la sua a riguardo, o meglio, lasciando al suo team modo di dire la sua: «Confermiamo in toto l'estraneità di Giorgia e di chi la rappresenta alla partecipazione di questa TRUFFA dichiarata dal presidente di Live Nation Italia, operata da Live Nation riguardante il "secondary ticketing": MAI da qualcuno del suo staff, management o altro vicino a lei o dall'artista stessa è stata fatta richiesta per operare in questa maniera disonesta; e stiamo verificando che anche per il passato non siano state commesse irregolarità per quanto riguarda Giorgia. Giampaolo Tabacchi MICROPHONICA».

La bomba esplode quando Roberto De Luca, presidente di Live Nation Italia ammette lo stato dei fatti, dicendo però che a richiedere questa situazione siano gli stessi artisti

Quindi, in sostanza, tutti prendono nettamente le distanze da Live Nation e, di conseguenza, da Roberto De Luca. Chi andandosene come Vasco, il cui nome tutti hanno pensato in relazione al servizio delle Iene, in quanto solo in Italia a riempire senza problemi stadi, chi stigmatizzando l'accaduto e parlando di provvedimenti futuri come nel caso degli altri artisti, tutti al momento in prevendita per i futuri concerti (quindi impossibilitati a mollare Live Nation in corsa). Uno scenario piuttosto grave, per Live Nation, e che al tempo stesso mette in crisi l'azienda principe di un mercato che, non nascondiamoci, al momento è il solo in grado di mantenere vivo il mondo della musica. Chiaramente se una nave affonda, le altre navi in porto, sua concorrente, non possono che farsi avanti. Il primo a farsi sotto è Claudio Trotta di Barley Arts, primo a denunciare questa pratica, mesi fa, e comparso in prima persona anche nel servizio delle Iene. Neanche il tempo di sbollire che ecco arrivare una lettera aperta a Assomusica (che dichiara Live Nation autoesclusasi dall'associazione per non aver tenuto fede al codice etico della medesima): «Caro presidente e cari membri del consiglio direttivo e cari associati a seguito delle dichiarazioni di Roberto De Luca durante il servizio delle Iene vi comunico quanto segue:

1) Sto verificando insieme ai miei legali se esistano i presupposti per una azione giudiziale collettiva da parte di Assomusica e/o degli Associati che reputino di volerla sottoscrivere e di altre componenti della Filiera della Musica dal Vivo nei confronti di Live Nation per gravi danni di immagine e di credibilità a tutta la categoria

2) Sto verificando con i miei legali i termini di una causa per Concorrenza Sleale da parte di Live Nation nei confronti di quei produttori e promoter che non adeguandosi alle pratiche emerse dalle dichiarazioni dispongono ovviamente di risorse inferiori

3) Reputo che il Presidente ed il Consiglio Direttivo di Assomusica a prescindere dalle procedure di routine che coinvolgono il Collegio dei Probiviri, debbano immediatamente prendere posizione chiara dissociandosi da quanto emerso e dichiarandosi contro queste pratiche cancerogene che sono dannose per i nostri consumatori, i nostri lavoratori ed i nostri artisti

È evidente che non mi è possibile restare in questa Associazione ancora un secondo qualora l'Associazione stessa non prenda i provvedimenti logici e conseguenti a quanto inconfutabilmente emerso dal filmato delle Iene.

Cordiali saluti, Claudio Trotta»

Artisti, organizzatori, promoter: tutti prendono le distanze da Live Nation e, di conseguenza, da Roberto De Luca. Ma nel momento in cui si va a fondo della gestione dei live potrebbero saltare fuori situazioni davvero interessanti: dagli ingaggi superdopati agli artisti ai biglietti omaggio che rendono sold-out concerti altrimenti flop. Ecco, se il mondo del live dovesser crollare a pagarne le conseguenze sarebbero in molti

A seguire, ecco che arriva velocemente la conferenza stampa di Friends and Partners di Ferdinando Salzano, accompagnato per l'occasione da Maioli, manager di Luciano Ligabue. Conferenza durante la quale Salzano prende decisamente le distanze da questa situazione, stigmatizzando il tutto, dichiarandosi a più riprese contrario a questo approccio, in qualche modo tirandosi fuori da un pantano che, a questo punto, sembrerebbe riguardare solo De Luca e Live Nation. Di più. Nel parlare del malessere provocato dall'apprendere di questa situazione, sia Salzano che Maioli chiedono alle altre mele marce di autodenunciarsi, perché se ci sono tumori è bene estirparli da un corpo per il resto sano. Il che, detto da chi attacca De Luca per non aver fatto i nomi degli artisti che avrebbero avvallato la pratica in questione è singolare. O si fanno i nomi o non si fanno, giusto?

Non bastasse arriva anche un esposto in procura da parte del Condacons che chiede di porre sotto sequestro il servizio delle Iene e di aprire una indagine a riguardo del secondary ticketing.

Insomma, una situazione di devastazione piuttosto desolante, che è anche peggio di come potrebbe sembrare. Perché un aspetto dovrebbe essere piuttosto evidente a tutti, e forse è il caso di sottolinearlo: cosa succederebbe se davvero il mondo dei live dovesse crollare? Cominciamo da De Luca che, stando a quanto emerso durante la conferenza stampa, è stato interrogato a riguardo dalla Guardia di Finanza. Immaginiamo poi si aprano ombre anche sulle altre agenzie che si occupano dei live, perché nonostante le decise prese di distanza operate da Ferdinando Salzano, da un David Zard, che non ha usato mezzi termini riguardo De Luca e Live Nation (riguardo il primo ha parlato di scarsa lucidità, riguardo ai secondi ha sottolineato come per la casa madre dell'azienda, americana, il secondary ticketing sia dichiaratamente indicato come il futuro), dallo stesso Trotta, una cosa è evidente: nel momento in cui si va a fondo della gestione dei live in Italia potrebbero saltare fuori situazioni davvero interessanti, da quelle cui lo stesso Zard ha fatto cenno degli ingaggi superdopati agli artisti a quella dei biglietti omaggio che magicamente rendono sold-out concerti altrimenti da considerare flop. Ecco, se il mondo del live dovesser crollare a pagarne le conseguenze sarebbero in molti.

Quante sono, infatti, oggi le produzioni che proprio sui live campano? Esisterebbe un Marco Mengoni se non ci fossero i Live che lo portano ciclicamente in giro per l'Italia? Esisterebbero i tanti nomi di artisti le cui carriere discografiche non esplodono, ma le cui performance dal vivo finiscono poi per diventare evinti televisivi in prima serata, manco stessimo parlando di grandi classici della musica leggera? Esisterebbero, volendo scendere più rasoterra, carriere anche di seconda fila, non ci fossero poi le serate con cui far cassa, modo spiccio per portare fieno in cascina nel momento in cui, anche con quattro, cinquecento copie si finisce in Top 10? Piaccia o meno Roberto De Luca è un imprenditore che, negli ultimi venti anni, ha investito con la sua azienda fior di milioni di euro in tante carriere, comprese le carriere dei tanti che oggi ci tengono a prendere le distanze. Gente che, è noto, andava a farci le vacanze insieme e che finisce per parlarne per mezzo di comunicati sui social come di un conoscente alla lontanta, uno con cui si ha avuto a che fare loro malgrado. Mettere in discussione l'ultimo baluardo dello show business in Italia potrebbe davvero implicare la fine di un'epoca, senza con questo necessariamente dire che la faccenda sia da guardare come a un peccato. Per dirla con le parole di Taylor, protagonista del Pianeta delle scimmie: “Voi uomini l'avete distrutta! Maledetti, maledetti per l'eternità, tutti!!!”

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