Basta con la sindrome del “bravo ragazzo”: uomini tirate fuori il coraggio

Robert Glover, terapeuta statunitense, ha lavorato con centinaia di persone all’interno di un gruppo di sostegno chiamato “No More Mr. Nice Guy” e ha codificato la sindrome del “bravo ragazzo”

Sharon Christina Rorvik 283643
29 Novembre Nov 2017 0745 29 novembre 2017 29 Novembre 2017 - 07:45

Chi sono davvero i “bravi ragazzi”? Secondo il dott. Glover esiste una sorta di sindrome che potrebbe descrivere in maniera chiara una serie di comportamenti che riguardano il mondo maschile.

Un bel po’ di anni fa Robert non se la passava bene con il suo matrimonio: la moglie lamentava continuamente il suo comportamento passivo-aggressivo. Una volta gli disse che sarebbe stata più felice insieme a un idiota piuttosto che con un “bravo ragazzo” come lui, perché almeno con l’idiota sapeva cosa aspettarsi. Con lui, invece, una situazione tranquilla poteva trasformarsi improvvisamente in un dramma di qualche tipo condito da offese, critiche, imbarazzo in pubblico e reiterati punzecchiamenti.

Affranto e pieno di dubbi, Robert decise di entrare in un gruppo di psicoterapia alla ricerca di risposte. In particolare, quello che voleva sapere era - come ammette lui stesso - “perché l’essere un bravo ragazzo non permetteva a mia moglie di apprezzarmi, perché non mi trattava bene, non era felice e non voleva fare più sesso con me?”.

La moglie lamentava continuamente il suo comportamento passivo-aggressivo. Una volta gli disse che sarebbe stata più felice insieme a un idiota piuttosto che con un “bravo ragazzo” come lui

Da studioso di psicologia e terapeuta di professione, scoprì velocemente che i comportamenti che poi definirà “da bravo ragazzo” erano la parte grossa del problema: donava solo per ricevere qualcosa in cambio, cercava continuamente l’approvazione degli altri, se aveva bisogno di qualcosa non lo chiedeva, tollerava cose che gli davano fastidio, non stabiliva confini, era sempre bisognoso, indiretto e, sì, era passivo-aggressivo.

Contemporaneamente, sul piano lavorativo, notava come molti uomini che andavano da lui in terapia accusavano le stesse cose che aveva sperimentato sulla sua pelle. Chiedevano “Perché la mia compagna è così arrabbiata tutto il tempo? Perché quando la tratto bene lei non lo apprezza? Perché non vuole più fare sesso?”. Così ha dato vita a un gruppo di terapia specifico e ha invitato tutti questi pazienti. Durante l’organizzazione ha incominciato a scrivere lezioni che servivano per riflettere maggiormente su queste difficoltà. “Loro stessi mi hanno incoraggiato a mettere nero su bianco tutte queste lezioni”, e così, dopo circa sette anni di lavoro e tre per cercare un editore, arriva alle stampe “No More Mr. Nice Guy”, pubblicato nel 2003: un manuale che ha avuto successo e che macina vendite.

Abbiamo chiesto a Robert Glover quali sono le qualità che l’uomo di oggi ha perso rispetto alle epoche precedenti. “Direi la passione e il coraggio”. Secondo la sua visione, purtroppo molti ragazzi non sono stati a contatto col proprio padre (o alla figura paterna di turno) oppure non gli hanno dato fiducia per iniziare il loro percorso di crescita, fatto di competizione, paure e talvolta anche aggressività. “Molti ragazzi crescono in un mondo addolcito dominato dall’educazione orientata all’aspetto femminile. A causa della non disponibilità dei padri, la maggior parte di loro trascorre molto tempo con le loro madri (spesso sfiduciate o rancorose nei confronti del marito o degli uomini in generale) o insegnanti di scuola materna ed elementare”.

Giocare sul sicuro e cercare l’approvazione femminile sottrae ai ragazzi le più importanti qualità che li rendono attraenti e che possono aprire loro le porte per una vita eccitante e produttiva, fatta di passione e coraggio

Gli adolescenti trascorrono così molto tempo a giocare a videogiochi, navigare in internet, guardare pornografia o guardare televisione, tutte cose che li mantengono isolati e “al sicuro” in una zona di comfort: cercano l’approvazione delle ragazze e adottano timidi approcci piuttosto che avventurarsi nel mondo della sfida e dei rischi. In molti evitano le interazioni sessuali con ragazze o finiscono nella cosiddetta “friend zone”. “Mantenersi nella zona di comfort, giocare sul sicuro e cercare l’approvazione femminile sottrae ai ragazzi le più importanti qualità che li rendono attraenti e che possono aprire loro le porte per una vita eccitante e produttiva, fatta di passione e coraggio”.

Infine, abbiamo chiesto a Robert se ha ancora senso parlare di ruoli nell’attuale epoca della parità sessuale. Secondo il terapeuta, alcuni ruoli sono intercambiabili nel mondo del lavoro, è facile vedere donne che fanno i dottori, piloti e amministratori, così come uomini che fanno gli infermieri, insegnanti di scuola e stanno a casa con i figli. “Ci sono alcuni campi che rimangono però esclusivi di un sesso. Solo il tempo ci dirà se il motivo è perché le donne e uomini non sono disegnati per avere le stesse attitudini o se ci sono altri fattori sono in gioco”. Sul lato relazionale sembra che ci sia più sintonia quando una coppia non è “egualitaria” nei ruoli individuali: uomo e donna sono certamente simili su un piano di valori e potere personale, ma come questi li esprimono in una relazione è molto diverso. “Io credo che le relazioni più dinamiche hanno forti polarità per l’essenza di femminilità e mascolinità proprie della coppia. La maggior parte delle relazioni, etero, gay o lesbiche, tendono ad avere un ruolo di ‘maschio’ e uno di ‘femmina’. Eliminando tutti i ruoli di genere dalla relazione avremmo l’effetto di neutralizzare la polarità sessuale, la passione e il potenziale per una crescita dinamica”.

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