Pronti 15 milioni e 200 soldati, mancano solo gli sbarchi

Pronti 15 milioni e 200 soldati, mancano solo gli sbarchi

Per la crisi in Maghreb la Presidenza del Consiglio ha dichiarato l’emergenza umanitaria. Ma quanto costano gli sbarchi a Lampedusa? L’ordinanza di Palazzo Chigi del 18 febbraio «per disposizioni urgenti di protezione civile» ha diversi capitoli di spesa che attingono dalle disponibilità dei ministeri della Difesa e dell’Interno oltre che a fondi Ue e regionali. Tra questi, 15 milioni di euro girati dalla Difesa alla Croce Rossa, un pacchetto di aiuti che include anche 200 soldati da affiancare al Commissario straordinario. Ma fra le pieghe del provvedimento spunta anche la possibilità per l’ente di assumere personale a tempo determinato. Questa decisione del Governo ha per scopo «la predisposizione di strutture idonee per le necessarie forme di assistenza umanitaria, assicurando nel contempo l’efficace contrasto dell’immigrazione clandestina e l’identificazione di soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica nazionale». 

In nove articoli si dichiara lo stato di emergenza per lo sbarco di «migliaia di cittadini» provenienti dalla fascia del Maghreb e dall’Egitto per programmi di superamento dell’emergenza, individuazione di aree e strutture ad hoc (in deroga anche alle disposizioni ambientali, paesaggistiche e igienico-sanitarie) come pure l’identificazione dei cittadini sbarcati sul territorio italiano. Così il Prefetto di Palermo Giuseppe Caruso è stato nominato Commissario straordinario con una dote di 1 milione di euro stanziati dal Viminale per i primi interventi. Inoltre ha l’autorizzazione a spendere altre risorse di competenza regionale, fondi comunitari, nazionali e locali.

All’articolo tre dell’ordinanza si prevedono collaborazioni per «profili umanitari e assistenziali» con la Croce Rossa Italiana (Cri), l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati e l’Organizzazione internazionale per i migranti. La Croce Rossa però è l’unico ente che potrà utilizzare fino a 100 unità di personale extra (per un lavoro temporaneo di 150 ore al mese) nei campi di accoglienza fino al 30 giugno 2011. E dove prendere i soldi per pagarli? In varie voci del bilancio della Cri, tra cui spuntano le «raccolte fondi presso il pubblico» promosse fino al 31 dicembre 2008 per altre catastrofi. In pratica, appunto,  i soldi donati dagli italiani per l’uragano ad Haiti del 2008 o per lo tsunami del 2004 potrebbero finire a Lampedusa. Ma non è tutto: per «la vigilanza e la sicurezza delle strutture e delle aree, il Commissario delegato si avvale, fino al 30 giugno 2011, di un contingente di 200 militari delle Forze armate». Per queste iniziative urgenti e per i primi interventi di assistenza a favore dei cittadini stranieri in fuga dai Paesi Nord Africani, si utilizzano quei 15.168.216 euro che il ministero della Difesa ha girato alla Croce Rossa.

Soldi necessari per fronteggiare «un esodo biblico», secondo il ministro dell’Interno Roberto Maroni.  Ma c’è veramente qualcosa che richiami il Vecchio o il Nuovo Testamento in questi sbarchi? «Dalla Libia sono intorno allo zero – spiegano a Linkiesta da Amnesty International – le persone stanno scappando a piedi verso il confine con Tunisia ed Egitto». Per ora i dati ufficiali dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati, confermati dal ministero dell’Interno, contano 6.200 arrivi totali dal 16 gennaio ad oggi (tutti indagati per immigrazione clandestina secondo Repubblica). Migranti in arrivo dalla vicina Tunisia, 4.500 concentrati in pochi giorni a metà febbraio. Il cattivo tempo dell’ultima settimana ha fermato completamente l’attraversata del Canale di Sicilia: dal 23 febbraio ad oggi nessuna barca è attraccata nel porto dell’isola di Lampedusa. Ferruccio Pastore, in un articolo per la rivista dell’Istituto di Affari Internazionali, ha parlato di «segnali trascurati» sottolineando che «le toppe hanno retto un decennio, ma cominciano a scucirsi». Secondo l’analista gli arrivi in mare alle frontiere della Ue sono in crescita già a partire dal terzo trimestre del 2010 quando hanno toccato quota 5.209, secondo l’agenzia europea Frontex. Per l’Italia il ministero dell’Interno ha registrato 4.348 arrivi sulle coste di Sicilia, Calabria, Puglia e Lazio nell’intero 2010, dimezzati rispetto ai 9.573 dell’anno precedente.

michele.sasso@linkiesta.it