Quel documento scomparso dal sito di Unicredit

Quel documento scomparso dal sito di Unicredit

È giallo sui documenti di UniCredit. Oggi Linkiesta ha pubblicato un link a un’analisi della banca datata 7 dicembre 2001 per spiegare i motivi che hanno spinto il Tribunale di Bari a muoversi contro la banca, accusata di aver venduto dei derivati tossici a Divania, società pugliese poi fallita. Il focus è sul risk management nelle Pubbliche amministrazioni, un altro modo per definire la compravendita di derivati sui tassi tanto in voga negli ultimi anni pre crisi finanziaria. Ebbene, dopo circa tre ore dalla pubblicazione dell’articolo, un lettore ci segnala che il link non funziona più. Nulla più è rimasto sul sito UniNews. Ma dato che a fare una figuraccia non ci pensiamo minimamente, ecco che basta cercare la copia cache tramite Google per ritrovare «l’istantanea della pagina visualizzata il 26 feb 2011 09:32:04 GMT», come ci fa notare il motore di ricerca più celebre del mondo. Ma non solo. Google spiega che «nel frattempo la pagina corrente potrebbe essere stata modificata».

Viene spontaneo domandarsi cosa sia successo ai database di Piazza Cordusio. Nel documento, che ora potete leggere interamente qui, si parla delle Pubbliche amministrazioni come «dei segmenti più ambiti nel mercato del financial risk management: un segmento ancora da sviluppare in cui la condizione di first mover si configura evidentemente come valore tattico di grande importanza in ottica d’autorità e reputation». E a curare tutte le operazioni di questo genere erano due manager, Luca Fornoni e Davide Mereghetti, finiti nel mirino del Tribunale di Bari. I due facevano parte di UniCredit Banca Mobiliare (Ubm), che poi ha creato CorporateLab, una divisione dedicata alla collocazione dei derivati agli enti locali. Il mercato, spiegano i banchieri sotto le dipendenze di Pietro Modiano, valeva oltre 150 miliardi di euro. Come sottolinea il documento, «allo stato dell’arte, sebbene un top ranking definitivo sia ancora prematuro, Ubm – CorporateLab sembra essersi posizionata come leader di segmento». A dieci anni di distanza, questa leadership forse non era così tanto ambita, specie osservando tutte le perdite patite delle Pubbliche amministrazioni italiane.