I morti sul lavoro non sono tutti uguali

I morti sul lavoro non sono tutti uguali

Facciamo finta di essere imprenditori stranieri che stanno per investire in Italia. Facciamo finta di essere i tanto invocati (e ogni tanto respinti) capitali esteri che credono nel nostro paese. Facciamo finta di avere sulla scrivania una rassegna stampa mirata sui temi dell’impresa e del lavoro nel paese in cui stiamo per venire a lavorare, investendo decine e decine di milioni: in questi giorni ci troveremmo a leggere le vicende giudiziarie che riguardano la Thyssen, grande multinazionale tedesca, e quelle che vedono protagonista la Saras, guidata dalla famiglia Moratti.

Per i tedeschi, appena due giorni fa, abbiamo visto emettere una condanna a sedici anni di reclusione; oggi, invece, per Saras, abbiamo visto i pm chiedere una richiesta di due anni e otto mesi di carcere.
I numeri non rappresentano tutto, ma dicono molto. E la differenza tra la condanna emessa nei confronti dell’amministratore delegato della Thyssen (16 anni) e quella richiesta dai Pm per i vertici della raffineria di Sarroch del gruppo Saras (2 anni e 8 mesi) dà sicuramente nell’occhio visto che, ad occhi profani, sempre di morti sul lavoro si tratta. Per la società Saras e i suoi vertici, poi, il trattamento è ancora più mite, visto che bastano 800 mila euro di sanzione pecuniaria. Sappiamo bene che il diritto è una cosa complessa, che un processo penale è un percorso complicato in cui la sostanza del diritto, la ricostruzione dei fatti e le curve della procedura formano ogni volta un’alchimia diversa. Sappiamo tutto questo, e non ci piace farla facile.

Torniamo però a far finta di essere un imprenditore straniero, uno di quelli che vinte mille resistenze e pregiudizi ha deciso che l’Italia è il paese in cui crescere. Il dubbio che il pugno di ferro e la “sentenza esemplare” siano strumenti buoni solo per il forestiero ci verrebbe, eccome. Quando si parla di riforma della giustizia, sarebbe bene non dimenticare quell’antico baluardo liberale che è la “certezza del diritto”: se sbaglio pago, ma devo sapere quanto. Forse, per chi volesse davvero riformare la giustizia italiana e renderla migliore, Saras e Thyssen servono assai di più di mille Ruby. 

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