L’Ecopass della Moratti: «Un successo, ma va sospeso»

L’Ecopass della Moratti: «Un successo, ma va sospeso»

La tesi è semplice: per riprendersi, il sindaco uscente deve puntare su un’iniziativa concreta e forte, dal consenso garantito negli elettori del centrodestra. Lo dice ad esempio in un’intervista a Libero Stefano Maullu, Pdl da 17 mila voti a Milano alle regionali dello scorso anno. E Letizia Moratti lo annuncia ieri: “Ecopass gratis per i residenti”: niente Ecopass, a nove giorni dal ballottaggio.

A metà marzo, in proposito, aveva detto che la decisione finale sull’Ecopass l’avrebbero presa i cittadini ai referendum, ma del provvedimento dice che «ha fatto diminuire sensibilmente il traffico e l’inquinamento cittadino» favorendo  «l’utilizzo dei mezzi pubblici» e la diminuzione «degli incidenti stradali all’interno della cerchia dei 43 varchi controllati dalle telecamere».

Una misura di contrasto all’inquinamento fortemente voluta da Edoardo Croci, che però gli è costato l’incarico di assessore all’Ambiente per i contrasti con la maggioranza e un misero 0,5% dei voti alla sua lista personale Progetto Milano Migliore. «Quello che valgono sono i programmi – spiega Croci – e in quello della Moratti c’è scritto di rafforzare l’Ecopass, il resto sono solo mal di pancia. Anzi, per il ballottaggio secondo me bisogna farsene vanto e portare avanti tutti i risultati raggiunti».  

Di opinione opposta l’associazione “genitori antismog” che insieme alle associazioni ambientaliste Italia Nostra e Wwf chiedevano un maggior impegno dopo la sperimentazione del primo anno (2008) e un blocco alle deroghe che riducevano il miglioramento del traffico e della qualità dell’aria. Lo scorso luglio il Tar della Lombardia ha dato ragione alle associazioni e il Comune ha sospeso le deroghe concesse per i veicoli Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato: più inquinante delle vecchie auto, in quanto a emissioni nocive, nonostante la classificazione europea.

Ma c’è dell’altro: nelle misure per l’ambiente Letizia Moratti si vanta di aver «già raggiunto il limite che l’Europa fissa per il 2015» per il livello delle polveri sottili con concentrazioni di 2,5 micron (un quarto di centesimo di millimetro) considerata la più pericolosa per la capacità di penetrare profondamente nei polmoni.

Anna Girometta, avvocato dell’associazione genitori antismog contesta la versione della Moratti: «I buoni risultati del 2010 solo determinati dalle particolari condizioni meteorologiche: precipitazioni in quantita superiore al doppio della media registrata negli ultimi anni».

Ad ogni modo, nel fascicolo sui Cento progetti realizzati, Milano viene presentata dal sindaco uscente come una città sempre più attenta alla qualità della vita con una linea della metropolitana quasi pronta, una già finanziata, progetti di carsharing e bikesharing che funzionano anche se il traffico privato rimane il maggior problema.

«Sicuramente all’inizio l’effetto annuncio dell’Ecopass ha portato i suoi benefici – spiega Enrico Fedrighini, consigliere comunale uscente dei Verdi – che sono poi scemati con deroghe agli Euro 4». Una nuova procedura di infrazione è stata aperta intanto alla Corte di giustizia europea per le politiche ambientali che vedono l’Italia e la Pianura padana costantemente fuorilegge per la qualità dell’aria, con violazioni dei limiti consentiti da ottobre a febbraio.

Ma la Milano Verde, descritta dalla Moratti, sembra diversa: «Entro il 2015 (data dell’Expo) promette 5 nuovi parchi, per un totale di 879.000 mq di verde in più». In realtà i parchi sono inclusi nel piano di riqualificazione degli scali ferroviari e delle aree dismesse (contenuto nel pgt) dove saranno aggiunti ulteriori metri cubi di case e uffici (e il saldo di metri quadri per abitanti potrebbe anche non crescere). E che ne è stato dei sette nuovi “boschetti tematici” realizzati in questi anni e delle nuove aree verdi, per un totale di 180.000 alberi? «Palazzo Marino mette le piante – commenta Fedrighini – ma sostanzialmente le lascia morire una volta piantumate».


michele.sasso@linkiesta.it

 

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